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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Insieme per una politica della memoria” , mostra documentaria all’Istituto Italiano di Cultura di Berlino

ITALIA-GERMANIA

 

Esposti fino al 19 gennaio documenti diplomatici forniti dal Ministero degli Affari Esteri Italiano; reperti e lettere dai campi di prigionia provenienti dalla mostra “Vite di IMI” realizzata dall’Anrp. Il tutto corredato da supporti multimediali e interattivi per sfogliare documenti dell’Archivio Storico Diplomatico della Farnesina e una postazione per consultare l’Albo degli internati militari italiani caduti nei lager nazisti (1943-45)

 

BERLINO – “Italia-Germania: insieme per una politica della memoria”: è il titolo della mostra documentaria inaugurata la sera dell’8 gennaio all’Istituto Italiano di Cultura di Berlino.

Organizzata in collaborazione con l’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia e l’Ambasciata d’Italia in Berlino. Progetto finanziato tramite il Fondo-italo tedesco per il futuro (stanziato dalla Repubblica Federale di Germania, in stretta collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana).

La mostra – curata  dal prof. Luciano Zani – mette a disposizione dei visitatori: documenti diplomatici dall’alto valore storico forniti dal Ministero degli Affari Esteri Italiano; reperti e lettere dai campi di prigionia provenienti dalla mostra “Vite di IMI” realizzata dall’Anrp, il tutto corredato da supporti multimediali e interattivi per sfogliare alcuni documenti dell’Archivio Storico Diplomatico della Farnesina e una postazione dove poter consultare l’Albo degli IMI Caduti nei lager nazisti 1943-45  realizzato dall’Anrp (alboimicaduti.it ; progetto finanziato tramite il Fondo-italo tedesco per il futuro )

Durante la seconda guerra mondiale la Germania nazionalsocialista e l’Italia fascista erano alleate. L’8 settembre 1943 l’Italia ruppe questa alleanza e la Wehrmacht fece prigionieri i soldati e gli ufficiali italiani. Circa 650.000 di essi furono deportati nel Reich tedesco e nei territori occupati. Il regime nazionalsocialista voleva sfruttare la forza lavoro degli italiani. Poiché nell’Italia occupata esisteva uno regime fantoccio fascista dipendente dalla Germania, i prigionieri di guerra furono dichiarati internati militari. Così, sebbene fossero  forza militari di uno Stato amico, poterono, senza alcuna considerazione del diritto internazionale, essere impiegati come lavoratori coatti nell’industria bellica. Fame, malattie e violenza caratterizzarono la vita quotidiana dei prigionieri. Circa 50.000 morirono nei circa due anni della loro prigionia.

All’inaugurazione, cui è seguito un dibattito , presente l’ambasciatore italiano a Berlino Pietro Benassi. Hanno partecipato i relatori: Michele Montagano (presidente vicario Anrp ed ex internato militare) Luciano Zani (professore ordinario di Storia Contemporanea dell’Università Sapienza di Roma) Wolfgang Schieder (co-presidente della Commissione degli storici italo-tedesca sugli avvenimenti del biennio 1943-45) Lutz Klinkhammer (vicedirettore dell’Istituto Storico Germanico di Roma) Federica Onelli (Archivio Storico Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) moderati da Luigi Reitani (direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Berlino).

La mostra potrà essere visitata fino al 19 gennaio. (Inform)

 

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