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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
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In Siria è emergenza umanitaria, l’Italia in soccorso

 COOPERAZIONE ITALIANA
In Siria è emergenza umanitaria, l’Italia in soccorso
ROMA – Il numero di rifugiati siriani supera i due milioni: in un anno, secondo l’Alto Commissariato per i rifugiati dell’Onu (Unhcr), il loro numero, nei paesi confinanti con la Siria, e’ aumentato di 1,8 milioni. Inoltre quasi 5mila siriani al giorno continuano a fuggire in media nei Paesi vicini, che ospitano attualmente oltre il 97% dei rifugiati del conflitto. Il numero di bambini rifugiati ha raggiunto la drammatica soglia del milione secondo gli ultimi dati Unhcr e Unicef. Del milione di bambini e minorenni costretti a fuggire dal proprio Paese, circa i tre quarti, 740mila, hanno meno di undici anni, precisano le due agenzie specializzate delle Nazioni Unite.
Quella dei profughi del conflitto in Siria – ha detto il ministro Emma Bonino – è un’emergenza alla quale la comunità internazionale “deve essere più attenta”, a cui anche l’Italia può dare il suo contributo attraverso il decreto missioni. “Stiamo parlando di un milione di profughi in Libano – ha aggiunto Bonino – che è un Paese di quattro milioni di abitanti, di 600mila profughi che ho in parte visitato in Giordania e di un esodo massiccio recente dei curdi a nord della Siria”.
Non poche le iniziative e gli aiuti del MAE: 19.686.622 euro per la crisi siriana già finanziati e 6.345.000 euro in via di realizzazione. In particolare gli interventi realizzati a favore dei profughi ammontano a 13.554.522 euro e altri interventi per 5.450.000 di euro sono in fase di realizzazione.
Un contributo multilaterale di 500 mila euro é stato inviato all’Unicef per sostenere il programma di emergenza in Iraq, volto a fornire assistenza umanitaria di emergenza nel settore acqua/igiene ai bambini ed adolescenti siriani, riparati nella Regione autonoma del Kurdistan iracheno. Il contributo italiano verrà utilizzato da UNICEF essenzialmente per fornire acqua potabile, servizi igienici e protezione a circa 27.000 rifugiati siriani ospitati nel Governatorato di Erbil nei tre campi temporanei delle Nazioni Unite situati a Qushtapa, Kawrgosk e Basirma, assicurando una riserva d’acqua di circa 20 litri giornalieri a persona (540.000 litri al giorno) per una durata di sei mesi.
La riapertura del confine siriano-iracheno il 15 agosto scorso ha determinato un massiccio afflusso di circa 48.000 nuovi profughi siriani nel Kurdistan iracheno, dei quali il 39% sono minori ed il 15% ha meno di quattro anni di età. (Inform)

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