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In mostra a Rodi collezione di acquarelli dell’archeologo Hermes Balducci

CULTURA

Promossa dall’Ambasciata d’Italia ad Atene nell’ambito del programma Tempo Forte

RODI (Grecia) – La collezione di 55 acquarelli su cartoncino, opera dell’archeologo Hermes Balducci in mostra a Rodi nel Palazzo del Gran Maestro per l’esposizione organizzata dalla Scuola Archeologica italiana di Atene (Saia). L’iniziativa, pensata in collaborazione con la Sovrintendenza alle Belle Arti del Dodecaneso, rientra nel cartellone estivo del programma ‘Tempo Forte’ promosso dall’Ambasciata d’Italia ad Atene.

Le opere in mostra, rinvenute negli archivi della Scuola archeologica, furono disegnate dal 1935 al 1937 dall’archeologo italiano Balducci che volle ritrarre i magnifici mosaici risalenti ad epoca romana e bizantina ritrovati nei siti archeologici dell’ isola di Coo. I mosaici erano stati messi in opera nel V e VI secolo d.C., dopo che Coo era stata devastata dai terremoti del 469 e del 554 d.C., ed appartenevano a cinque basiliche cristiane, ad una ricca residenza e ad uno stabilimento termale. Nel 1937 ventisette mosaici furono rimossi dai ruderi di Coo per riprendere una nuova funzione e servire da impiantito nei saloni di un edificio antico di Rodi, ricreato nella sua interezza, il Palazzo del Gran Maestro che Cesare Maria de’ Vecchi conte di Val Cismon, governatore del Possedimento Italiano delle Isole dell’Egeo (in carica negli anni 1936-1940), aveva destinato a propria dimora.

Uno degli ultimi esempi di utilizzazioni pratiche e decorative di antichità nelle architetture moderne. Nel Palazzo i mosaici vennero stesi come tappeti su nuovi pavimenti di marmo con integrazioni, collages e qualche pastiches, disponendo gli originali secondo il gusto del committente.

Per l’occasione, gli acquerelli sono stati restaurati, con la collaborazione dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro.

Nel corso dell’inaugurazione della mostra le autorità locali hanno espresso grande apprezzamento per l’iniziativa e più in generale per l’Italia e per la ‘speciale’ relazione che lega i nostri due Paesi sul piano culturale e del turismo, rivolgendo un ringraziamento particolare anche alla Scuola Archeologica. (Inform)

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