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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In Commissione Esteri l’interrogazione di Claudio Micheloni (Pd, ripartizione Europa) sulla gestione e dismissione degli immobili italiani all’estero

SENATO DELLA REPUBBLICA

Si sofferma su alcuni rilievi al piano di razionalizzazione avviato dal Maeci il sottosegretario egli Esteri Benedetto Della Vedova

 

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova ha risposto in Commissione Affari esteri al Senato all’interrogazione di Claudio Micheloni (Pd, ripartizione Europa), presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero, sul piano di razionalizzazione avviato dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale per la gestione degli immobili e delle sedi facenti parte del patrimonio immobiliare italiano all’estero.

Micheloni chiede al Maeci e al Ministero dell’Economia e delle Finanze se in fase di elaborazione del piano siano state consultate associazioni e organi di rappresentanza degli italiani all’estero per poter rilevare eventuali opposizioni da parte della comunità interessate agli interventi previsti e se tale piano assegni il giusto riconoscimento a questo ultime, che “in alcuni casi – ricorda l’esponente democratico – hanno collaborato economicamente e con forza lavoro alla nascita del patrimonio immobiliare dello Stato all’estero”.

Domanda inoltre “cosa preveda il piano di razionalizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato ubicato all’estero elaborato dell’Agenzia del demanio”; cosa “il decreto ministeriale sugli immobili da dismettere, e quali immobili siano stati individuati” e se sia il caso di utilizzare una quota di quel 30% dei proventi delle operazioni di dismissione”, oltre che per il rifinanziamento della legge finalizzata a ristrutturazione, restauro e manutenzione straordinaria degli immobili del demanio italiano ubicati all’estero, anche “per mantenere una presenza stabile per la comunità ed i servizi rivolti a questa”. Infine, “se sia possibile stabilire un prezzo favorevole degli immobili, nel caso in cui siano gli stessi rappresentanti delle comunità ad acquistarli”.

Della Vedova ricorda in primo lungo l’importanza del processo di razionalizzazione delle proprietà immobiliari dello Stato all’estero, segnalando come le legge di stabilità 2016 avesse stabilito il conferimento da parte del Maeci al bilancio dello Stato di 20 milioni di euro per il 2016 e 10 milioni di euro nel 2017 e nel 2018 derivanti da operazioni di dismissione immobiliare di “beni non più utili per le finalità istituzionali”. Tali somme – ricorda il sottosegretario – sono state aumentate dalla legge di bilancio 2017 a 26 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e a 16 milioni per il 2019.

Si sofferma poi sulle varie fasi in cui è articolato il complesso procedimento di alienazione di un immobile demaniale all’estero e sottolinea come il Maeci abbia già svolto una ricognizione di tutto il patrimonio immobiliare estero, pubblicata sul suo sito istituzionale. Successivamente – afferma Della Vedova, – sono stati individuati i beni non più utili per le finalità istituzionali, tenendo conto delle esigenze logistiche, di sicurezza e di decoro degli uffici all’estero. “Pur non costituendo il patrimonio immobiliare materia di consultazione con gli organi di rappresentanza della collettività italiana all’estero, laddove si tratti di immobili con effettiva destinazione d’uso in favore della collettività, è previsto che gli Uffici consolari informino tali organi delle eventuali alienazioni – rileva Della Vedova, ribadendo come “a legislazione vigente, la quota del 30% di proventi da dismissioni immobiliari, che eccedono gli obiettivi precedentemente esposti, deve essere destinata all’acquisto, alla ristrutturazione, al restauro, alla manutenzione straordinaria e alla costruzione di immobili da adibire a sedi delle rappresentanze diplomatiche e di uffici consolari, nonché a tutte le spese amministrative connesse a tali interventi”. “Sempre a legislazione vigente, gli immobili devono essere venduti sulla base del loro valore di mercato”, per cui “non è possibile riservarli, ad un prezzo di favore, alle associazioni rappresentative delle comunità italiane – conclude il sottosegretario.

In sede di replica Micheloni si dichiara soddisfatto della riposta dl rappresentante del Governo, “che consente una compiuta informazione sulle procedure di dismissione in corso”. Pur condividendo la politica di valorizzazione degli immobili all’estero attuata dal Maeci, egli ritiene comunque “necessario, per evitare inutili tensioni, un maggiore sforzo di informazione delle comunità italiane rispetto al futuro di immobili che spesso hanno contribuito a costituire e a cui sono comunque molto legate”. A questo proposito cita il caso della “Casa Italia” di Zurigo.

Considerando che “la normativa prevede che una parte dei proventi eccedenti gli obiettivi assegnati al Ministero sia comunque destinata ai territori in cui si trovavano gli immobili”, Micheloni rinnova la sua richiesta che il Maeci possa “in qualche modo agevolare le eventuali acquisizioni di tali immobili da parte di associazione rappresentative delle nostre comunità, con ovvia esclusione delle persone fisiche”. (inform)

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