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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In Commissione Esteri l’esame del provvedimento di ratifica ed esecuzione degli accordi tra Italia e Corea in materia di cooperazione culturale e scientifica e tecnologica

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

Ne illustra il contenuto il relatore Lello Ciamporillo (M5S)

 

ROMA – La Commissione Affari esteri del Senato ha avviato l’esame del provvedimento di ratifica ed esecuzione degli accordi tra Italia e Corea in materia di cooperazione culturale, fatto a Roma il 21 ottobre 2005 e in materia di cooperazione scientifica e tecnologica, con allegato, fatto a Roma il 16 febbraio 2007.

Ad illustrare i contenuti il relatore Lello Ciamporillo (M5S) che ha segnalato come il testo riproponga parzialmente – per la parte relativa alla Corea del Sud – un precedente atto esaminato dal Senato nella passata legislatura senza che l’iter ad esso relativo potesse essere concluso.

Gli Accordi in via di ratifica – precisa – sono finalizzati a definire la cornice giuridica entro cui far crescere la già ottima collaborazione fra Italia e Corea del Sud nei settori delle arti, della cultura, dell’istruzione, della scienza e della tecnologia.

In particolare, con il primo dei due testi, quello sulla cooperazione culturale, le Parti esprimono il comune auspicio a voler promuovere la cooperazione, bilaterale e multilaterale, nei settori delle arti, della cultura, dell’istruzione, del patrimonio culturale ed archeologico, dei giovani e dello sport. SI prevede dunque l’adozione di iniziative finalizzate ad incoraggiare l’insegnamento delle rispettive lingue nei due territori, nonché ad agevolarne lo studio; a promuovere lo scambio di documenti ed esperti; le collaborazioni universitarie e quelle fra gli enti governativi competenti in materia di spettacolo e cultura. Si richiamano poi le previsioni relative allo sviluppo della cooperazione diretta fra musei ed istituzioni archeologiche , all’assegnazione di apposite borse di studio per studenti e insegnanti e finalizzate a prevenire e a eliminare il traffico illegale di opere d’arte. Il testo prevede inoltre l’istituzione di una Commissione mista preposta all’attuazione delle misure del Trattato.

L’Accordo in materia di cooperazione scientifica e tecnologica, è finalizzato a superare un precedente Trattato bilaterale di settore risalente al 1984, e a promuovere lo sviluppo della collaborazione scientifica e tecnologica nei settori di mutuo interesse, sia sul piano bilaterale – in particolare mediante la stipula di specifici accordi fra Ministeri, istituzioni, università e centri di ricerca coinvolti nella ricerca scientifica e nell’innovazione tecnologica – che su quello multilaterale. Fra i settori prioritari individuati per la collaborazione, vengono indicati – fra gli altri – quelli della fisica, della chimica, dell’energia, delle telecomunicazioni, delle nanotecnologie, dell’agricoltura, dell’industria alimentare, dell’ingegneria elettronica e civile, e dei trasporti. Fra le attività di cooperazione il testo annovera lo scambio di esperti e di informazioni, l’organizzazione congiunta di seminari, la realizzazione di progetti congiunti di ricerca e formazione e l’erogazione di borse di studio. Previsto inoltre un sostegno specifico alle attività di cooperazione da parte dei rispettivi Governi, sia pure nei limiti delle disponibilità dei fondi e l’impegno per una tutela della proprietà intellettuale, nei termini specificati dall’annesso all’Accordo medesimo. Ad una Commissione mista è affidato il compito di dare attuazione all’Accordo e di verificarne l’applicazione.

Gli oneri economici derivanti dall’attuazione del provvedimento sono valutati complessivamente in circa 790.000 euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019, e in 815.170 euro a decorrere dall’anno 2020.

Il relatore ricorda che  il disegno di legge, di iniziativa parlamentare, è privo dell’analisi tecnico-normativa, dell’analisi di impatto della regolamentazione e della relazione tecnico-finanziaria. Pur in assenza di tali strumenti, evidenzia come la ratifica degli Accordi non dovrebbe in ogni caso presentare profili di incompatibilità con la normativa nazionale, con l’ordinamento dell’Unione europea e con gli altri obblighi internazionali assunti dall’Italia, risultando i testi in esame strettamente correlati agli altri strumenti giuridici internazionali dedicati ai temi culturali e scientifici già sottoscritti dal nostro Paese. Il seguito dell’esame viene quindi rinviato ad altra seduta. (Inform)

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