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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In Commissione Esteri l’avvio dell’esame del provvedimento di ratifica ed esecuzione dell’Accordo di cooperazione militare e tecnica con il Congo

CAMERA DEI DEPUTATI

 

Il testo illustrato dal relatore Dimitri Coin

 

ROMA – Avviato in Commissione Affari esteri alla Camera dei deputati l’esame del provvedimento di ratifica ed esecuzione dell’Accordo di cooperazione militare e tecnica tra Italia e Congo, fatto a Roma il 27 giugno 2017.

Ad illustrare il testo il relatore Dimitri Coin, che rileva come esso sia volto ad incrementare la cooperazione bilaterale tra le Forze armate dei due Paesi al fine di consolidare le rispettive capacità difensive e di migliorare la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza. Attesi anche positivi effetti indiretti nei settori produttivi e commerciali coinvolti.

Scopo dell’Accordo stipulato con il Congo è “quello di stabilire le condizioni generali per la cooperazione nel settore della difesa su base reciproca e in conformità ai rispettivi ordinamenti giuridici”. Il provvedimento in esame ne individua il campo di applicazione, che comprende le seguenti aree e modalità: formazione dei militari congolesi negli stabilimenti militari italiani; acquisizione di equipaggiamenti e di materiali; assistenza in materia di sanità, trasmissioni, logistica e servizi; scambio di informazioni strategiche. Prevista anche le possibilità di stipulare ulteriori intese tecniche volte a disciplinare in concreto le aree e le modalità di cooperazione. Viene inoltre istituita una Commissione tecnica mista incaricata di seguire l’applicazione dell’Accordo e degli atti che ne discendono, che si riunirà una volta all’anno alternativamente nei due Paesi.

Per quanto riguarda gli aspetti finanziari, si stabilisce che ciascuna Parte – fatta eccezione per l’assistenza sanitaria d’urgenza, da fornire se possibile presso le infrastrutture militari – sosterrà le spese di propria competenza nell’ambito dell’esecuzione dell’Accordo, subordinatamente alla disponibilità dei necessari fondi.

Si riconosce poi allo Stato ospitante il diritto di giurisdizione nei confronti del personale civile e militare ospitato per i reati commessi nel proprio territorio e puniti secondo la sua legge, la giurisdizione potrà, invece, essere esercitata dallo Stato inviante per i reati commessi dal proprio personale, nei casi in cui minaccino la propria sicurezza o il proprio patrimonio, e per quelli commessi, intenzionalmente o per negligenza, nell’esecuzione del servizio o in relazione con esso.

Le parti inoltre si impegnano all’attuazione delle procedure necessarie per garantire la protezione della proprietà intellettuale, compresi i brevetti, derivante da attività condotte in conformità all’Accordo e ai sensi delle rispettive normative nazionali e degli Accordi internazionali in materia sottoscritti dalle Parti.

Viene infine disciplinato il trattamento delle informazioni, dei documenti e dei materiali classificati, in conformità alle leggi dei due Stati; la durata dell’Accordo, stabilita in 5 anni rinnovabili automaticamente salvo denuncia; la possibilità di decidere se proseguirlo, sospenderlo o risolverlo, in casi di forza maggiore e attraverso l’esame comune da parte di una Commissione tecnica straordinaria.  La copertura finanziaria degli oneri derivanti dal provvedimento sono quantificati in euro 7.464 annui ad anni alterni a decorrere dal 2019. La presidente della Commissione, Marta Grande, segnala che il provvedimento sarà trasmesso alle Commissioni competenti per l’espressione dei pareri e rinvio il seguito dell’esame ad altra seduta. (Inform)

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