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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In Commissione Esteri la risposta di Mario Giro all’interrogazione di Alessio Tacconi (Misto – ripartizione Europa) sul rilascio delle carte d’identità ai connazionali residenti all’estero

CAMERA DEI DEPUTATI

Il sottosegretario conferma l’impegno della Farnesina a ricercare soluzioni, anche informatiche, utili a snellire e rendere più efficienti i servizi all’utenza

 

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Mario Giro ha risposto ieri in Commissione Affari Esteri ad un’interrogazione presentata da Alessio Tacconi, appartenente al gruppo Misto ed eletto nella ripartizione Europa, relativa alle procedure per il rilascio delle carte di identità da parte delle nostre rappresentanze consolari ai cittadini italiani residenti all’estero.

Tacconi evidenziava la necessità di semplificare le procedure di consegna delle carte d’identità ai connazionali all’estero, facendo leva sulla rete dei corrispondenti consolari ed estendendo l’esempio del progetto pilota adottato dal Consolato generale di Parigi, progetto che “permette ai residenti in alcuni dipartimenti di quella circoscrizione consolare di ritirare il proprio documento tramite i corrispondenti consolari – rilevava il parlamentare. Tale soluzione consentirebbe infatti ai connazionali di evitare di recarsi personalmente presso gli uffici consolari, che nello stesso tempo – ribadiva Tacconi – stanno subendo un ridimensionamento nell’ambito del ri-orientamento della rete estera del Maeci. Sollecitate da Tacconi anche “soluzioni più snelle ed efficaci per l’accertamento di eventuali motivi ostativi al rilascio della carta di identità per i cittadini italiani residenti all’estero” da parte dei Comuni italiani.

Il sottosegretario Giro ha ribadito l’impegno della Farnesina “a ricercare soluzioni, anche informatiche, per rendere sempre più snelli ed efficaci i servizi e le procedure rivolte all’utenza dagli uffici della nostra rete diplomatico-consolare”, direzione verso cui si muove lo stesso progetto pilota richiamato dall’interrogante. La soluzione sperimentata “con successo”, rileva il sottosegretario, prevede “con riguardo, per ora, ai soli cittadini italiani residenti nei dipartimenti della Bretagna la possibilità di consegna delle carte d’identità attraverso i corrispondenti consolari attivi nella regione” ed è stata adottata da novembre 2013 in seguito a segnalazioni di difficoltà da parte dei connazionali residenti in aree lontane da Parigi di recarsi fisicamente presso gli uffici dell’autorità consolare per il ritiro della documentazione. “Sul piano procedurale – spiega Giro, – il Consolato generale continua naturalmente ad essere l’autorità competente a rilasciare la carta di identità, previa acquisizione del necessario nulla osta da parte del Comune di iscrizione Aire del connazionale richiedente. Una volta emessa la carta di identità, la stessa viene inviata – unitamente ai cartellini – al corrispondente consolare che provvede a contattare direttamente il connazionale. Il corrispondente consolare, che agisce comunque su specifica autorizzazione del Consolato generale, consegna la carta d’identità, previa identificazione del connazionale. Contestualmente provvede a far firmare, in sua presenza, i cartellini che verranno poi dallo stesso recapitati al Consolato generale per il successivo inoltro alle Questure. Non vi è autentica delle firme da parte del corrispondente consolare – precisa il sottosegretario. “Il documento d’identità viene infatti ritirato personalmente dal connazionale richiedente, alla presenza del corrispondente consolare ed in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente”. Tale procedura, la cui novità risiede nel fatto di poter evitare spostamenti al Consolato di Parigi, “ha raccolto la piena soddisfazione dei connazionali – evidenzia Giro, insieme a “positive reazioni da parte dei corrispondenti consolari coinvolti”, “vero e proprio braccio operativo del Consolato generale” in un territorio vasto oltre 27mila km quadrati e in cui risiedono circa 2000 residenti. Per il sottosegretario si tratta di “una valida alternativa alla classica modalità di consegna dei documenti d’identità presso gli uffici dell’autorità consolare” che permette di “garantire un servizio continuativo ed efficiente e avvicina sensibilmente le competenti autorità consolari ai nostri connazionali residenti all’estero”. In corso di valutazione – informa – la possibilità di estere tale modalità ad altre realtà, come il Consolato generale di Zurigo, pur restando essa al momento di “carattere sperimentale”. “Nel caso in cui se ne riscontreranno i risultati in un congruo arco di tempo, si potrà valutare la possibilità di estenderla all’intera rete diplomatico-consolare – assicura il sottosegretario, soffermandosi poi sulla “apprezzabile riduzione” dei temi della richiesta di nulla osta per il rilascio della carta d’identità ai connazionali all’estero grazie “all’introduzione di strumenti informatici in dotazione alla pubblica amministrazione, quali la posta elettronica certificata”. “Tali procedure innovative si inseriscono nel quadro della riorganizzazione della rete consolare, basata su principi di efficienza e trasparenza. Si tratta – ribadisce Giro – di un processo sviluppato in uno spirito di dialogo costruttivo, che si prefigge al contempo di aggiornare e «riorientare» geograficamente la rete. L’intendimento – precisa – non è certo quello di sacrificare uno degli strumenti essenziali della proiezione internazionale dell’Italia, bensì di renderlo più aderente alle esigenze di oggi, adeguandolo sia al nuovo contesto geopolitico sia agli stringenti vincoli della finanza pubblica, che non consentono di sostenere la rete nella sua tradizionale intelaiatura”.

Tacconi si dichiara soddisfatto della risposta del sottosegretario, sollecitando l’accelerazione della valutazione in corso, così da adottare “un servizio assai utile in particolare per i cittadini italiani all’estero che non possono recarsi personalmente nei consolati”. In merito alle procedure per il rilascio del nulla osta da parte dei Comuni, Tacconi ritiene che una soluzione potrebbe essere la “creazione di una banca dati gestita e aggiornata dai Comuni, centralizzata presso il Ministero dell’Interno, dalla quale poter automaticamente rilevare le pertinenti notizie per l’accertamento di eventuali motivi ostativi”. (Inform)

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