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In Commissione Esteri avviato l’esame dello schema di documento triennale di programmazione e di indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo 2016-2018

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

ROMA – In sede consultiva su atti del governo la Commissione Esteri del Senato ha dato il via all’esame dello schema di documento triennale di programmazione e di indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo 2016-2018, cui è allegata la relazione annuale sull’attuazione della politica di cooperazione allo sviluppo nel 2015.

Il senatore Francesco Verducci (Pd), in veste di relatore, ha illustrato il documento, previsto dalla nuova legge sulla cooperazione, il cui testo rappresenta il quadro di riferimento per tutte le amministrazioni dello Stato e per gli altri soggetti coinvolti a vario titolo nel sistema italiano di cooperazione.

Il documento è articolato in 6 capitoli: cooperazione italiana nel quadro di un mondo in costante evoluzione; obiettivi, strumenti e modalità di intervento; programmazione degli interventi; Banche e Fondi multilaterali di sviluppo; efficacia della cooperazione; risorse.

L’obiettivo di fondo è mettere l’Agenda 2030 dell’ONU e lo sviluppo sostenibile al centro della politica estera italiana, per far fronte ai profondi cambiamenti politici e demografici in atto, alla crescente destabilizzazione in alcune aree dell’Africa e del Medio Oriente e all’acuirsi dell’emergenza migratoria.

Le priorità tematiche e settoriali partono dall’aiuto umanitario – in particolare in contesti fragili come Siria, Iraq, Sudan e Corno d’Africa – e includono l’agricoltura e la sicurezza alimentare, l’istruzione, la sanità e la governance.

Il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale intende affrontare, con gli strumenti della cooperazione, il tema dell’occupazione in Africa, con un approccio centrato sul sostegno all’imprenditoria locale e sulla promozione degli investimenti infrastrutturali. Fondamentale in questa sfida è anche il ruolo delle Regioni e degli enti locali, delle organizzazioni no profit e delle università, e anche il contributo del settore privato delle imprese.

Le priorità geografiche sono individuate sulla base delle relazioni storiche, politiche, commerciali e culturali, e tengono conto anche della programmazione congiunta in ambito europeo e internazionale.

Il documento individua per il triennio 2016-2018 ventidue Paesi prioritari, tra cui, rispetto al precedente triennio, sono presenti anche Bosnia e Giordania.

Nell’ambito della cooperazione multilaterale, il documento evidenzia l’impegno italiano a sostenere prioritariamente l’azione di Agenzie e Programmi delle Nazioni Unite nell’implementazione dell’Agenda 2030 e nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Il documento ricorda inoltre che l’Italia è uno dei principali contributori della cooperazione dell’Unione europea, il terzo relativamente agli strumenti di bilancio ed il quarto in relazione al Fondo Europeo di Sviluppo. Il contributo complessivo del nostro Paese è pari al 13 per cento circa dell’aiuto allo sviluppo dell’Unione Europea.

Sul piano delle risorse disponibili, il documento ricorda che la legge di stabilità prevede un graduale aumento delle risorse per la cooperazione allo sviluppo nell’arco del triennio.

Allegata al documento di programmazione c’è anche la Relazione annuale per l’anno 2015.

L’ammontare complessivo dei fondi nel 2015 è stato pari a quasi 3 miliardi e 600 milioni di euro, che corrisponde allo 0,22 per cento del reddito nazionale lordo, in deciso aumento rispetto al 2014.

Sul piano multilaterale, il ministero nel 2015 ha erogato a favore di Organismi internazionali contributi volontari per 43,55 milioni di euro, oltre a contributi obbligatori – per lo più destinati ad Agenzie multilaterali con sede in Italia – per oltre 48,8 milioni.

Per quanto riguarda l’aiuto umanitario, nel 2015 sono stati deliberati interventi per oltre 76 milioni, confermando il trend che ha portato dal 2012 al 2015 a quadruplicare i fondi disponibili.

Le risorse finanziarie complessive nell’anno 2015, per il solo Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale,sono state pari ad oltre 879 milioni di euro.

Con riferimento alla cooperazione a dono,il totale degli interventi è stato di circa 453,8 milioni di euro. Principali beneficiari sono stati i Paesi dell’Africa sub sahariana, in particolare Etiopia, Mozambico, Sudan, Somalia e Senegal seguiti da Kenya, Burkina Faso, Niger e Sud Sudan.

Con riferimento all’attività di cooperazione svolta dal ministero dell’Economia e delle Finanze, la relazione sottolinea che nel 2015 l’impegno finanziario nei confronti delle Banche multilaterali di sviluppo è  stato pari a 354,3 milioni di euro.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato. (Inform)

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