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In Commissione Affari esteri l’esame delle intese raggiunte con i Paesi Ue per l’esercizio del voto degli italiani ivi residenti

SENATO DELLA REPUBBLICA

La Commissione ha espresso un parere favorevole sull’atto del Governo in vista delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo di fine maggio

ROMA – La Commissione Affari Esteri del Senato ha esaminato e approvato un parere favorevole sulle intese raggiunte dal Governo italiano con i Paesi membri dell’Unione Europea per garantire le condizioni necessarie per l’esercizio del voto degli italiani residenti nei Paesi membri dell’Unione europea, presso le sezioni elettorali istituite dalla rete diplomatico-consolare, alle elezioni del Parlamento europeo previste a fine mese.

Ad illustrare l’atto il relatore Manuel Vescovi, che ha rilevato come le intese siano finalizzate a garantire, in particolare, “la segretezza e la libertà del voto, la parità fra i partiti politici italiani, l’assenza di pregiudizio per il posto di lavoro e per i diritti individuali degli elettori italiani, la libertà di riunione e di propaganda politica, oltre alle condizioni necessarie per l’approntamento delle sezioni elettorali e per l’applicazione della legislazione italiana all’interno delle stesse”. Il relatore precisa anche come alle note verbali concernenti le intese sottoscritte con gli altri 26 Paesi membri dell’Unione europea, sia stata poi aggiunta anche quella relativa al Regno Unito, “a seguito delle recenti evoluzioni dello scenario relativo alla Brexit e come effetto delle decisioni assunte in relazione ai nuovi termini di recesso decisi dal Consiglio Europeo dello scorso 10 aprile”.

Il documento all’esame della Commissione contiene una sintesi dei termini delle intese raggiunte e pone in evidenzia i casi in cui le autorità locali abbiano subordinato il loro consenso a specifiche condizioni, come – precisa il relatore – il divieto di svolgimento della campagna elettorale prima di tre mesi dalla data delle elezioni (nel caso della Danimarca), la richiesta di istituire sezioni elettorali e di far svolgere le operazioni di voto nell’ambito dei locali degli Uffici diplomatico-consolari o dei locali Istituti italiani di cultura (nei casi di Estonia, Germania, Lettonia, Lussemburgo, Slovacchia, Slovenia e Ungheria) e il divieto di ingenerare confusione nello svolgimento della campagna informativa organizzata per la scelta dei rappresenti locali (nel caso del Lussemburgo, della Polonia e del Portogallo).

Per quanto riguarda la data di svolgimento della tornata elettorale, gli altri Paesi dell’Unione non hanno posto obiezioni a che le operazioni di voto possano svolgersi nelle giornate di venerdì 24 maggio 2019, fra le 17 e le 22, in considerazione del dovere di osservare il riposo sabbatico delle persone di religione ebraica – segnala Vescovi – e di sabato 25 maggio 2019, fra le 7 e le 22, e ciò al fine di permettere il successivo trasferimento in Italia delle schede votate, in ragione del fatto che lo scrutinio sarà effettuato presso le Corti di appello dei capoluoghi delle cinque circoscrizioni elettorali in cui è suddiviso il territorio italiano.

L’auspicio di un parere favorevole è determinato dall’esigenza di “consentire ai cittadini italiani lo svolgimento del voto nel territorio degli altri Paesi membri dell’Unione europea di loro residenza”. A seguito del parere, il Governo emanerà un comunicato attestante il attestante il raggiungimento delle intese in questione.

Di seguito il testo del parare approvato:

La 3a Commissione,

esaminate le Intese raggiunte dal Governo italiano con i Paesi membri dell’Unione europea per garantire le condizioni necessarie per l’esercizio del voto dei cittadini italiani residenti nei Paesi membri dell’Unione europea nelle elezioni per il Parlamento europeo;

preso atto delle condizioni poste dai Governi di Danimarca, Estonia, Germania, Lettonia, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Ungheria al fine di garantire il corretto svolgimento delle operazioni elettorali;

evidenziata l’esigenza di consentire ai cittadini italiani lo svolgimento del voto sul territorio dei Paesi membri dell’Unione europea;

formulato l’invito al Governo a facilitare in ogni modo le condizioni di partecipazione al voto per il Parlamento europeo dei cittadini dell’Unione residenti in Italia;

segnalata la necessità di concludere il procedimento in tempi rapidissimi,

esprime parere favorevole.

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