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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In Commissione Affari esteri il sottosegretario del Maeci Guglielmo Picchi sull’emissione della carta di identità elettronica per i connazionali residenti all’estero

SENATO DELLA REPUBBLICA

La risposta all’interrogazione presentata dai senatori Pd Laura Garavini, Francesco Giacobbe e Alessandro Alfieri. Dal 20 settembre nelle sedi di Vienna, Atene e Nizza la fase sperimentale che verrà poi estesa entro la prima metà del 2020

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Guglielmo Picchi ha risposto in Commissione Affari esteri al Senato all’interrogazione presentata dagli esponenti democratici Laura Garavini (ripartizione Europa), Francesco Giacobbe (Africa, Asia, Oceania e Antartide) ed Alessandro Alfieri sull’emissione della carta di identità elettronica per i connazionali residenti all’estero.

Picchi ha segnalato come i Consolati italiani all’estero siano autorizzati all’emissione della Carta d’identità elettronica ma, “vista la complessità del progetto”, tale rilascio sia stato previsto solo in una seconda fase che attualmente risulta “in via di finalizzazione”.

Tale fase prevede un primo avvio sperimentale “con il coinvolgimento di tre sedi pilota, che sono Vienna, Atene e Nizza” – e che, fa sapere Picchi, “prenderà avvio il 20 settembre, anche con un evento di lancio ad hoc che si terrà a Vienna nel quadro della riunione d’area consolare delle Sedi europee interessate alla prima emissione della CIE e che dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno”. “Successivamente, il progetto verrà ampliato agli uffici della rete diplomatico-consolare operanti nell’Unione Europea e nei Paesi che accettano la CIE come documento di viaggio, atto anche ad assicurare la libertà di circolazione del cittadino, auspicabilmente – rileva il Sottosegretario – entro la prima metà del 2020”.

Picchi aggiunge inoltre che il Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio sul rafforzamento della sicurezza delle carte d’identità dei cittadini dell’Ue prevede, peraltro, “un periodo transitorio pari a 5 anni per sostituire i documenti cartacei: non risulta, quindi, vi siano, allo stato, Paesi nel territorio di emissione della carta di identità, come attualmente individuato, che non ne riconoscano la validità”.

In sede di replica, Garavini segnala di non essere soddisfatta della risposta e ricorda l’impegno del Governo, assunto con il decreto risalente al 2015, per la modernizzazione dei servizi della rete diplomatico-consolare e in particolare per la concessione delle carte di identità elettroniche. Ribadisce pertanto come l’interrogazione abbia anche lo scopo di “spronare l’attuale Esecutivo, al di là degli apprezzabili sforzi esperiti dall’Amministrazione, affinché i Consolati vengano finalmente dotati di mezzi moderni che siano in grado di garantire ai concittadini residenti all’estero gli stessi diritti di cui usufruiscono quelli residenti in Italia”. (Inform)

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