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In Aula Francesco Giacobbe (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) ha ricordato Giovanni Sgró

SENATO DELLA REPUBBLICA

Emigrato in Australia nel 1952, diventò parlamentare nello Stato del Victoria grazie al suo costante impegno nella difesa dei diritti dei lavoratori. La scomparsa a fine marzo

ROMA – Francesco Giacobbe, senatore eletto per il Pd nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, ha ricordato in Aula Giovanni Sgró, connazionale emigrato in Australia nel 1952 e divenuto parlamentare nello Stato del Victoria grazie al suo costante impegno nella difesa dei diritti dei lavoratori. “Voglio rendere un tributo ad un italiano di grande valore, recentemente scomparso in Australia; operaio, difensore dei più deboli, dei diritti dei lavoratori, della comunità italiana – ha sottolineato Giacobbe.

“Giovanni Sgró nacque nel 1931 ed emigrò in Australia nel 1952 assieme a migliaia di persone che partivano alla ricerca di un futuro migliore. Al suo arrivo fu destinato al campo di accoglienza immigrati di Bonegilla, nell’entroterra dell’Australia. Di giorno il lavoro, di sera il ritorno al campo, una situazione drammatica, spesso non raccontata da nessuno. Nella zona dove era situato il campo di accoglienza scarseggiavano i posti di lavoro e spesso quanti avevano la fortuna di averne uno dovevano accettare condizioni dure. Giovanni, che fin da giovanissimo era impegnato nella difesa dei diritti dei lavoratori, non accettò questa sorte – ricorda l’esponente democratico – e fu tra gli organizzatori di una manifestazione, una vera a propria sommossa, che fece diventare Bonegilla un simbolo della storia dell’immigrazione in Australia”.

“Giovanni era un operaio, lavoratore indomito ed a Melbourne, dove si spostò da Bonegilla, lavorò come imbianchino e decoratore continuando il suo impegno a favore dei più deboli che lo vide protagonista di numerose battaglie nel movimento sindacale australiano, nel partito laburista, nella comunità italo-australiana ed, in particolare, nelle associazioni di tutela degli italiani. Nel 1972 fondò assieme ad altri connazionali la Filef (Federazione Italiana Lavoratori Emigrati e Famiglie) di cui fu eletto presidente. Ma è nel 1979 – ricorda Giacobbe – che Giovanni diventa protagonista di un’altra pagina importante della storia australiana quando viene eletto, per il partito laburista nel seggio uninominale di Melbourne North, nel Legislative Council dello Stato del Victoria, la Camera Alta, equivalente del nostro Senato. Il primo italiano immigrato mai eletto nel Legislative Council dove Giovanni fece il suo primo discorso, il cosiddetto maiden speech, in italiano. Ciò fu anche possibile – aggiunge il senatore – grazie ai cambiamenti introdotti qualche anno prima dal Governo laburista di Gough Whitlam: il principio del multiculturalismo che incoraggiava i processi di integrazione e rendeva possibile la partecipazione attiva di tanti immigrati di valore alla vita pubblica del Paese”.

“Giovanni fu un grande sostenitore e promotore della società multiculturale in Parlamento, dove fu rieletto fino al 1992 quando decise di ritirarsi, e nella comunità. In Parlamento ricoprì numerosi incarichi di responsabilità fra cui presidente di varie Commissioni e vicepresidente dell’Assemblea dal 1984 al 1989, il primo immigrato a ricoprire questa prestigiosa carica – sottolinea Giacobbe, che rileva poi come “la storia personale di Giovanni Sgrò interpreta la storia dell’emigrazione italiana del dopoguerra e rappresenta un esempio originale d’integrazione e allo stesso tempo di riconoscimento dell’identità degli immigrati in Australia; un contributo fattivo e significativo alla costruzione della società multiculturale australiana”. “Certamente l’impegno di Giovanni è stato anche il frutto di tanti sacrifici personali e familiari – prosegue ancora l’esponente democratico, riportando la parole di un’intervista rilasciata da Sgrò al giornale in lingua italiana di Melbourne Il Globo: “Sono orgoglioso della mia vita e di quanto sia riuscito a realizzare. A livello personale ho una splendida moglie e tre bellissime figlie che purtroppo sono cresciute senza un padre poiché io ero sempre impegnato in riunioni ed incontri con i miei elettori. Ora posso finalmente dedicarmi ai miei otto nipotini”.

Esprimendo le condoglianze alla famiglia, Giacobbe conclude ricordando come Giovanni Sgrò sia stato “protagonista di una vicenda di emigrazione, riscatto ed integrazione che è divenuta un emblema ed un esempio per generazioni di italiani in Italia e nel mondo” e che “dovremmo ricordare ed insegnare nelle nostre scuole”. (Inform)

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