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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il vice ministro degli Esteri Mario Giro risponde in Aula all’Interpellanza del deputato Alessio Tacconi (Pd) sull’assistenza ai nuovi flussi emigratori

CAMERA DEI DEPUTATI

“Nonostante le difficoltà legate al blocco del turnover  ed alle misure di revisione della spesa pubblica il Maeci ha avviato nuove procedure di assunzione di personale a contratto per rafforzare le sedi nei Paesi dove si registra un incremento del fenomeno migratorio, al fine di garantire il più alto livello possibile di assistenza ai nostri connazionali all’estero”

 

ROMA – Nel corso della seduta di ieri dell’Aula di Montecitorio il vice ministro degli Esteri Mario Giro ha risposto ad un’interpellanza, sottoscritta dal deputato Alessio Tacconi nel luglio 2013, in cui si chiedevano lumi circa  iniziative “volte a potenziare le strutture consolari deputate a fornire assistenza agli italiani all’estero, anche in considerazione dei nuovi flussi migratori connessi alla crisi occupazionale”. Illustrando l’interpellanza il deputato Tacconi (Pd) ha in primo luogo evidenziato come dal 2013 non sia cambiata la massiccia e costante emigrazione di cittadini italiani verso l’estero. Una diaspora che, secondo l’ultimo rapporto sugli italiani nel mondo della Fondazione Migrantes,  nel 2014 ha portato nel mondo circa 100.000 connazionali. Una stima , quest’ultima che, secondo Tacconi, potrebbe arrivare a 160.000 unità se si tiene conto anche dei connazionali non iscritti all’Aire.  “Ancora più recentemente il decreto del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale del 31 dicembre 2015 – ha aggiunto Tacconi – certificava che gli italiani residenti all’estero sono 4 milioni e 800 mila, ben 174 mila in più rispetto alla fine del 2014. Quindi, nel giro di un paio d’anni, si è verificato uno spostamento di una cifra di persone dall’Italia all’estero che è pari a circa 250, 300 mila persone”. Un’emigrazione che, per il deputato del Pd eletto nella ripartizione Europa, appare molto variegata, partono uomini , donne, bambini e intere famiglie, e composta anche da numerosi giovani che studiano e si formano all’estero (generazione Erasmus). Tacconi ha poi ricordato come ancora oggi i nostri connazionali che scelgono la via dell’estero incontrino nella loro esperienza migratoria grandi difficoltà, mancando soprattutto della conoscenza del territorio e dei meccanismi del Paese di accoglienza. Problemi che i connazionali cercano di superare rivolgendosi ai Comites, ai consolati italiani e ad amici.

“Per questo – ha spiegato Tacconi -chiedo al ministero degli Esteri se non intenda rafforzare le proprie strutture per dare un supporto ai nuovi migranti, un primo orientamento con la costituzione di appositi sportelli all’interno dei consolati, informazioni, e le informazioni che più sono necessarie naturalmente sono quelle che stanno alla base di un primo approccio al nuovo territorio e al nuovo Paese, come trovare una casa, dove sistemarsi, come trovare un nuovo lavoro, come trovare un corso di lingua che riesca a facilitare, poi, anche le comunicazioni… Sappiamo – ha aggiunto Tacconi – che alcune iniziative lodevoli sono già state messe in atto dalla rete diplomatica e consolare… però mi si consenta di dire che si sente la necessità di far diventare questi sforzi organici, pianificati e supervisionati, in modo da poter diventare un supporto per chi sa dove sta andando, ma anche una forma di paracadute per chi parte e basta. Ci sono molte persone che, purtroppo, in Italia non riescono a trovare la propria strada, partono e basta, e poi, quando arrivano, non sanno quasi dove sono arrivate e come fare, come gestire i loro primi giorni o le prime settimane e mesi di permanenza all’estero”.

In sede di replica il vice ministro degli Esteri Mario Giro, dopo aver ricordato che la Farnesina è costantemente impegnata sul fronte degli italiani all’estero, ha sottolineato come la crescita dei nostri connazionali nel mondo continui ed abbia raggiunto  quota 4,8 milioni.  “È un grande mondo, – ha spiegato Giro – diviso in varie particolarità, ovviamente, a cui si aggiungono questi nuovi usciti dall’Italia; io ho avuto modo di incontrarli spesso, sia in Europa che in America latina, e in certi luoghi si vede la differenza tra le due comunità, mentre in altri si assiste ad una coesione tra le due collettività : quindi è un mondo variegato”. Giro ha poi posto in evidenza come i giovani che oggi lasciano l’Italia non sempre siano direttamente spinti dalla necessità ma spesso si muovano verso l’estero in cerca di nuove opportunità. Un’emigrazione non forzata che, anche grazie  alle nuove tecnologie di comunicazione che permettono di mantenere uno stretto legame con la terra d’origine, può essere rappresentata come una “circolazione dei cervelli”.

“Già da alcuni anni, gli uffici della rete diplomatica e consolare italiana all’estero, e in particolare nei Paesi di maggiore afflusso di nuovi lavoratori italiani e di giovani in cerca di nuove opportunità, – ha poi ricordato Giro – hanno avviato una serie di iniziative: una delle più note è ‘Primo approdo’, ma ce ne sono altre. Londra è diventato il secondo nostro consolato per numero di iscritti, dopo Buenos Aires, e quindi noi vediamo che non è solo una immigrazione che si svolge secondo le vecchie direttrici, ma ce ne sono anche nuove. Ci sono tantissimi italiani a Londra, come sappiamo che ce ne sono a Barcellona e ce ne sono moltissimi in Germania. L’obiettivo, in generale, di questi programmi che si sono dati i vari consolati è quello di offrire agli interessati, anche prima della partenza dall’Italia ma comunque appena arrivano, attraverso i siti degli uffici consolari, informazioni sul Paese che stanno raggiungendo, nonché cercare di fornire loro una stima realistica delle prospettive lavorative, perché spesso le partenze avvengono senza una valutazione di ciò che si va ad incontrare, penso in particolare all’Europa.  Tra queste iniziative, che si sono rivelate di grande utilità per la nostra collettività, – ha precisato Giro che ha anche ricordato la positiva esperienza avviata in questo settore con il Comites di Berlino – si segnala la creazione, da parte dell’ambasciata d’Italia a Berlino e di alcuni consolati, come appunto Londra, Parigi, Buenos Aires, Perth in Australia, di  nuovi portali dedicati proprio a questi nostri connazionali, in particolare giovani, che vengono continuamente aggiornati con le informazioni dei Paesi”.

Giro ha poi segnalato sia l’apertura a Melbourne di uno sportello consolare volto a fornire assistenza a questi nuovi emigranti, un’iniziativa realizzata in collaborazione con le associazioni di connazionali, sia l’attivazione presso altri  consolati di seminari informativi periodici su problematiche importanti, come ad esempio quella dei visti di lavoro.

“In tale contesto – ha proseguito il vice ministro – è risultata fondamentale la collaborazione con gli altri enti istituzionali rappresentativi, i parlamentari italiani all’estero, i Comites, il Cgie che abbiamo appena rinominato dopo le elezioni, gli enti gestori che forniscono corsi di italiano, la rete camerale, i patronati e associazioni varie, per lo svolgimento di iniziative a favore dei giovani, sotto, ovviamente, la supervisione dei consolati. Spesso, queste associazioni o queste nostre entità si attivano autonomamente, poi, propongono al consolato alcune iniziative, che vengono, in genere, accolte”.

“Il Maeci ha inoltre deciso, nel 2015, – ha ricordato Giro – di finanziare una serie di progetti sviluppati dagli stessi Comites, sia in Europa che oltreoceano, volti ad agevolare l’inserimento dei nuovi migranti nel tessuto economico-sociale dei Paesi diversi, valorizzando in tal modo il ruolo delle nostre collettività storiche. Positivi sviluppi si registrano anche sul piano dei contatti con le principali istituzioni locali, specializzate nel veicolare offerta e domanda di lavoro. Da segnalare, in particolare, la collaborazione positiva avviata tra l’ambasciata di Berlino e l’agenzia federale del lavoro tedesca, che rende noto con periodicità, a scadenza regolare, le principali fiere del lavoro, come le chiamano in Germania, in modo da poter fornire ogni utile informazione ai nostri connazionali. Ulteriore iniziativa di rilievo promossa dalla nostra ambasciata a Berlino è l’istituzione di un tavolo sull’occupazione giovanile dedicato allo specifico contesto berlinese, foro di discussione che vede la partecipazione di qualificati esponenti della società civile che sono in contatto con la nostra collettività”. Un’esperienza polita, quella di Berlino, che secondo Giro consentono anche di testare gli strumenti che serviranno per affrontare questa nuova sfida migratoria.

“Nonostante le difficoltà legate al blocco del turnover – ha concluso Giro – ed alle misure di revisione della spesa pubblica, che hanno determinato una riduzione del personale di ruolo destinato all’estero, il Maeci ha avviato recentemente nuove procedure di assunzione di personale a contratto per rafforzare quelle sedi che sono ritenute prioritarie proprio per questo fenomeno. Tra queste figurano soprattutto, quelle presenti in Paesi nei quali si registra un incremento del fenomeno migratorio, al fine di garantire il più alto livello possibile di assistenza ai nostri connazionali”.

In sede di replica il deputato Tacconi si è detto soddisfatto della risposta del sottosegretario e del rafforzamento in atto delle sedi all’estero dove si registra un maggiore afflusso di connazionali. Un fenomeno che, secondo Tacconi, nei prossimi anni non diminuirà e quindi andrà gestito nel migliore dei modi. (Inform)

 

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