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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola interviene alla presentazione del XII Rapporto Italiani nel mondo

ITALIANI ALL’ESTERO

 

Noi dobbiamo costruire sussidiarietà per i cinque milioni di italiani all’estero. Il nostro obiettivo, con risorse purtroppo calanti, è quello di costruire per l’Italia fuori dal’Italia un sistema di protezione paragonabile a quello italiano che dia assistenza, orientamento al lavoro e percorsi di inclusione per le giovani generazioni

 

ROMA – Nel corso della presentazione a Roma della XII edizione del “Rapporto Italiani nel mondo”, promosso dalla Fondazione Migrantes, è intervenuto Vincenzo Amendola, sottosegretario agli Esteri con delega agli Italiani nel Mondo. Amendola , nel ricordare la propria esperienza migratoria , ha sottolineato come la storia e il presente migratorio del nostro Paese sia caratterizzato dall’estrema complessità del fenomeno che non può essere inquadrato attraverso stereotipi ed appare caratterizzato da identità plurime . Dopo aver rilevato che la mobilità rappresenta una grande possibilità per il nostro Paese ma anche una necessità del mondo globale, Amendola ha evidenziato la necessità di attrezzare il Sistema Italia per rendere il  mondo degli italiani all’estero patrimonio di identità e di azione.

“Il mondo dell’emigrazione storica va protetta – ha precisato Amendola dopo aver ricordato la battaglia condotta nel Regno Unito per tutelare  per la libera circolazione dei cittadini europei – e ad essa vanno aggiunti i figli delle seconde e terze generazioni con identità già plurima,  che vivono l’italianità,  anche se non parlano l’italiano. Poi ci sono le nuove generazioni che partono oggi. Dentro i 124.000 che segnala  il Rapporto non ci sono però solo i ‘cervelli in fuga’, cioè coloro che hanno un patrimonio ed un bagaglio culturale fortissimo che gli permette di reggere e costruire un progetto di vita. Se la famiglia italiana che vive oltre i confini è così ampia e l’obiettivo così complesso,  – ha proseguito il sottosegretario –  noi dobbiamo aggiornare il meccanismo e  uscire assolutamente dalla nostalgia e dalla recriminazione , dando all’emigrazione storica la dignità che merita per l’esperienza fatta, e alle nuove generazioni la forza di sentire questa identità plurima, senza chiudere il nostro paese, proprio noi che abbiamo alle spalle questo patrimonio, all’8% degli immigrati che giungono in Italia”.

Amendola ha poi segnalato come la grande crescita del nostro export sia dovuto anche alle tante imprese italiane all’estero, solo in Tunisia ve ne sono 900, che costruiscono il benessere fuori dall’Italia dando lavoro alla manodopera in loco e a tanti italiani.

“Noi dobbiamo costruire sussidiarietà – ha proseguito Amendola – per i cinque milioni di italiani all’estero. La nostra ossessione, con risorse purtroppo calanti, è quella di costruire per l’Italia fuori dal’Italia un sistema di protezione paragonabile a quello italiano. E per fare questo la nostra rete diplomatica consolare lavora per costruire, insieme alle realtà che esistono sul territorio come le associazioni  regionali,  i Comites, i consiglieri del Cgie, i  patronati e sindacati,  un  sistema a maglia larga che ci consenta di arrivare al nostro obiettivo: cioè dare un segnale protezione ai nostri cittadini all’estero, e non solo per le emergenze come quella drammatica del Venezuela , ma  per costruire assistenza, orientamento al lavoro e alla sanità e percorsi di inclusione per le giovani generazioni. Ricordando anche il lavoro dei nostri enti gestori, le scuole e gli Istituti Italiani di Cultura per la costruzione di una rete del patrimonio della lingua”. Una rete di protezione tra pubblico e privato che,  secondo Amendola, potrebbe fornire informazioni anche a chi è in procinto di partire per un determinato Paese  e dove tutti i soggetti interessati siano in grado di comunicare fra di loro facendo circolare le esperienze non solo di chi ha avuto successo, ma anche di chi prima di rinunciare e tornare in patria è in cerca di una possibilità in più. (G.M.-Inform)

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