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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Sottosegretario agli Esteri Merlo interviene su Rai Radio 1

CRISI VENEZUELA

“Dobbiamo cercare di risolvere la situazione pensando anche agli oltre 150mila italiani che vivono in Venezuela. Per questo apprezzo la prudenza del ministro degli Esteri Moavero e di altri colleghi nel governo”

ROMA – “Juan Guaidò, presidente dell’Assemblea venezuelana, mi ha chiamato circa venti giorni fa. Ho parlato con lui, era preoccupato perché il riconoscimento internazionale nei suoi confronti non arrivava, aveva paura. Ho dichiarato pubblicamente di essere preoccupato per la sua sicurezza”. Lo riferisce in un intervenuto su Rai Radio 1, il Sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo.

“Oggi Guaidò è un simbolo dell’opposizione a Maduro e della voglia di libertà e di democrazia del Venezuela – ha proseguito il Sottosegretario -, tuttavia non sarebbe male se annunciasse di non volersi candidare in futuro, perché altrimenti c’è sempre la questione politica sullo sfondo”.

“In Europa – ha proseguito Merlo dopo aver ricordato che in Venezuela non si trovano medicine, né sapone o altri prodotti necessari – ci sono due posizioni: una è quella dell’ultimatum, se non verranno indette elezioni sei Paesi riconosceranno Guaidò presidente; e tutti gli altri Paesi, tra cui l’Italia, chiedono elezioni libere prima possibile. Dunque tutti chiedono elezioni libere in Venezuela. E’ un falso dilemma dire Guaidò sì o no, tutti coincidiamo sul fatto che Venezuela deve chiamare a elezioni libere e che Maduro deve andare a casa. Il ministro Moavero ha parlato in Parlamento e non ha mai parlato di non ingerenza, anzi, chiedendo elezioni libere in quel Paese in qualche modo sta contribuendo alla soluzione della crisi”.

“Ho vissuto e ho studiato in Sud America, – ha aggiunto Merlo – conosco i movimenti come il peronismo, l’aprismo, ma questo socialismo bolivariano è un’ideologia che non si capisce e che ha portato il Venezuela al disastro”.

Come governo italiano “dobbiamo cercare di risolvere la situazione pensando anche agli oltre 150mila italiani che vivono in Venezuela. Per questo apprezzo la prudenza del ministro degli Esteri Moavero e di altri colleghi nel governo, che capiscono, per esempio, che con la nostra politica siamo riusciti a chiudere un accordo tra Italia e Venezuela per l’invio di medicinali agli italiani ivi residenti, ai più deboli e bisognosi. Un accordo scritto dall’attuale governo”.

“ Come ha detto il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, Maduro prima cade meglio è – ha concluso Merlo – ma dobbiamo agire con prudenza per non mettere a rischio le decine di migliaia di italiani che vivono in quel martoriato Paese”.(Inform)

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