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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano sui nostri connazionali all’estero aventi diritto al voto per le elezioni europee e sul numero dei seggi allestiti presso le sedi consolari e le risorse

CAMERA DEI DEPUTATI

In Aula, un’interpellanza di Alessandro Fusacchia (Più Europa, ripartizione Europa) e Manfred Schullian (Misto)

 

“Gli elettori residenti in Paesi dell’Ue nel 2019 risultano essere circa 1.900.000, con un incremento rispetto al 2014 di oltre il 20% – segnala Di Stefano. L’elenco definitivo è in preparazione al Viminale; le risorse sono al vaglio dei competenti organi di spesa

 

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano ha risposto nell’Aula della Camera dei Deputati ad un’interpellanza urgente presentata da Alessandro Fusacchia, deputato eletto per Più Europa nella ripartizione Europa, e Manfred Schullian (Misto) sulla predisposizione delle sezioni elettorali per l’esercizio del diritto di voto dei connazionali residenti all’estero in occasione delle prossime elezioni del Parlamento europeo. Nello specifico, la richiesta verteva sulla dislocazione delle sezioni elettorali e sulle risorse allocate per le elezioni europee all’estero.

Il Sottosegretario ha ribadito in premessa il pieno impegno del Governo a far fronte a “fenomeni del tutto nuovi come la Brexit”, comprese le possibili conseguenze che essa potrà determinare sul voto degli italiani residenti in Gran Bretagna, e ricordato come la normativa per il rinnovo del Parlamento europeo disponga che i cittadini italiani residenti nei Paesi europei possano scegliere di votare per i rappresentanti del Paese dove risiedono oppure per i candidati italiani presso le sezioni elettorali istituite in quegli stessi Paesi dalla nostra rete diplomatico-consolare. Possono votare per i candidati italiani anche coloro che si trovano temporaneamente in un Paese Ue per motivi di studio o di lavoro – ricorda il Sottosegretario, – nonché i loro familiari conviventi, previa presentazione, per il tramite dell’ufficio consolare di riferimento, di apposita domanda diretta al sindaco del comune nelle cui liste elettorali sono iscritti.

Dai dati disponibili gli elettori residenti in Paesi dell’Ue nel 2019 risultano essere circa 1.900.000, con un incremento rispetto al 2014 di oltre il 20% – afferma Di Stefano pur precisando che l’ultimo elenco disponibile degli elettori residenti all’estero è quello utilizzato in occasione delle politiche del 2018, perché il Viminale – fa sapere il Sottosegretario – sta perfezionando in questi giorni l’elenco degli elettori definitivi per le prossime consultazioni europee.

I seggi che la rete diplomatico-consolare presente nei Paesi dell’Ue ha previsto di istituire sono 237,  comprensivi di 468 sezioni, con la seguente distribuzione: Austria 6 seggi e 9 sezioni; Belgio 6 seggi e 49 sezioni; Bulgaria un seggio e una sezione; Cipro un seggio e una sezione; Croazia 4 seggi e 5 sezioni; Danimarca 2 seggi e 3 sezioni; Estonia un seggio e una sezione; Finlandia un seggio e una sezione; Francia 65 seggi e 95 sezioni; Germania 61 seggi e 152 sezioni; Grecia 5 seggi e 6 sezioni; Irlanda un seggio e 4 sezioni; Lettonia un seggio e una sezione; Lituania un seggio e una sezione; Lussemburgo 4 seggi e 5 sezioni; Malta un seggio e 2 sezioni; Paesi Bassi 6 seggi e 9 sezioni; Polonia 2 seggi e 2 sezioni; Portogallo 5 seggi e 5 sezioni, Regno Unito 38 seggi e 73 sezioni; Repubblica Ceca 2 seggi e 2 sezioni; Romania 2 seggi e 2 sezioni; Slovacchia un seggio e una sezione; Slovenia 2 seggi e 2 sezioni; Spagna 14 seggi e 32 sezioni; Svezia 3 seggi e 3 sezioni; Ungheria un seggio e una sezione.

Per quanto riguarda la proporzione tra sezioni elettorali ed elettorato attivo, Di Stefano ricorda come nell’ultima legge di bilancio sia stata inserita una disposizione che prevede che “il Ministero dell’Interno, sulla base delle indicazioni fornite dal Ministero degli Affari Esteri, assegni ad ogni sezione un numero di elettori non superiore a 5 mila e non inferiore a 200”. “La mappatura dei seggi ad opera della rete ha pertanto avuto riguardo di tale criterio proporzionale, tenendo in considerazione anche le esigenze delle situazioni locali. Più nello specifico, gli uffici hanno tenuto particolare conto della distribuzione delle nostre collettività residenti, della loro composizione, nonché delle distanze effettive da percorrere per recarsi ai seggi e della presenza di reti viarie o di trasporto che permettano agevoli spostamenti – precisa Di Stefano, che aggiunge anche come l’esatta indicazione sulle risorse stanziate in proposito si potrà avere solo “nei prossimi giorni, poiché la richiesta finanziaria che la Farnesina ha formulato, ottenuti i preventivi dalle singole sedi, è ancora al vaglio dei competenti organi di spesa”.

In sede di replica, Fusacchia sollecita la richiesta al Viminale dell’elenco aggiornato del numero degli elettori e auspica non vi siano stati intoppi rispetto alle richieste di spesa avanzate dalle sedi diplomatiche per l’espletamento delle procedure di voto. In particolare Fusacchia richiama una maggiore attenzione per il voto dei residenti all’estero visto l’incremento di numeri segnalato dallo stesso Sottosegretario e sollecita il Governo a rassicurare i connazionali residenti in Uk sul fatto che potranno votare per le elezioni europee, come è stato fatto nel 2014, e quindi “non fare una corsa a prenotare biglietti aerei o biglietti di nave per circumnavigare la penisola europea e venire in Italia a votare”. (Inform)

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