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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano risponde ad un’interrogazione sull’iscrizione dei connazionali all’estero all’Aire

CAMERA DEI DEPUTATI

 

Alla Commissione Affari esteri la replica alla richiesta di Elisa Siragusa (M5S, ripartizione Europa) sulla necessità di proseguire l’attività di sensibilizzazione all’iscrizione all’Aire, anche per i vantaggi per l’accesso ai servizi consolari, voto all’estero e adempimenti fiscali

 

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano ha risposto in Commissione Esteri alla Camera dei deputati all’interrogazione di Elisa Siragusa (M5S, eletta nella ripartizione Europa) in merito alle iniziative da intraprendere per favorire l’iscrizione dei nostri connazionali all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (Aire).

Nell’interrogazione veniva richiamata la discrepanza tra il numero dei connazionali iscritti all’Aire e quelli effettivamente residenti all’estero, data dal fatto che non sempre questi ultimi regolarizzano la loro posizione con l’iscrizione all’Anagrafe. Veniva quindi citata la campagna del Maeci per la sensibilizzazione all’importanza dell’iscrizione all’Aire, intitolata “6 buoni motivi per iscriversi”. In merito gli interroganti chiedevano di valutare l’opportunità dell’avvio di una nuova campagna e quali iniziative potessero essere intraprese per “sopperire al vuoto normativo determinato dalla mancanza di una previsione recante misura sanzionatoria nell’ipotesi della violazione dell’obbligo di iscrizione”.

Nella sua risposta il sottosegretario Di Stefano ha precisato come la campagna informativa sopra richiamata intendesse comunicare ai connazionali che l’iscrizione all’Aire non è solo obbligatoria per legge, per coloro che risiedono all’estero per più di 12 mesi, ma comporta anche vantaggi concreti, “in termini di conoscenza e facilità di accesso ai servizi consolari, voto all’estero, rispetto degli adempimenti fiscali”. “Al di là degli aspetti positivi per i connazionali che si iscrivono, disporre di dati anagrafici aggiornati sui residenti all’estero consente, inoltre, di disporre di una più realistica fotografia delle nostre collettività all’estero, utile anche per agevolare una più efficace prestazione dei servizi consolari – aggiunge Di Stefano.

Tornando alla campagna, lanciata sul sito esteri.it, sugli account Twitter e Facebook della Farnesina e segnalata anche alla stampa, si ricorda che a dieci giorni dal suo avvio più di 161.000 utenti attraverso Facebook e 33.604 attraverso Twitter ne avevano visualizzato i contenuti e che, poco dopo il suo avvio, si è proceduto con il lancio del  nuovo portale “Fast It” (Farnesina Servizi Telematici per Italiani all’estero), che consente di inoltrare la richiesta di iscrizione all’Aire e di variazione dell’indirizzo in modalità on-line. “Ad oggi, sono circa 100 le sedi all’estero che utilizzano il portale, con una copertura di oltre il 90% del totale degli iscritti negli schedari consolari mondiali. La piattaforma ha già permesso di trattare sino a oggi oltre 126.200 pratiche – segnala il Sottosegretario, aggiungendo come “dall’inizio dell’anno ad oggi, Fast It ha registrato 137.800 utenti e 385.000 visitatori, che hanno generato 8.500.000 visualizzazioni di pagina”.

“Per quanto concerne le sanzioni in caso di violazione dell’obbligo di iscrizione all’Aire, la normativa nazionale – precisa Di Stefano – già prevede sanzioni di tipo amministrativo per chi non ottempera agli obblighi anagrafici. Tuttavia, applicare sanzioni pecuniarie all’estero significa anche, nel caso di mancato pagamento, considerare la necessità di meccanismi per la riscossione coatta dei crediti, nient’ affatto semplice da individuare nel contesto extra nazionale dove i poteri di ispezione e coercizione sono attenuati – conclude il Sottosegretario.

In sede di replica, Siragusa si dichiara soddisfatta della risposta del Governo. Sottolinea che “allo stato attuale, solo una minoranza di concittadini che risiedono all’estero risulta iscritta all’Aire” e, a titolo di esempio, cita il caso del Regno Unito, “dove vivono e lavorano circa 700 mila italiani, a fronte di poco più di 300 mila iscritti all’Aire”. Per Siragusa è dunque necessario “moltiplicare gli sforzi per sensibilizzare i connazionali ad iscriversi, non solo perché si tratta di un obbligo di legge, ma anche per i vantaggi che l’iscrizione comporta in termini di facilità di accesso ai servizi consolari, voto all’estero e rispetto degli adempimenti fiscali”. (Inform)

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