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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova risponde ad alcune interrogazioni su iniziative a tutela della comunità italiana in Venezuela

CAMERA DEI DEPUTATI

Tra le istanze presentate anche quella firmata da Fabio Porta, presidente del Comitato per gli italiani nel mondo e la promozione del Sistema Paese. Della Vedova ribadisce l’impegno di Governo e Farnesina a tutela della collettività nell’attuale fase di crisi e nel monitoraggio della sua evoluzione

 

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, ha risposto ieri alla Camera dei Deputati ad alcune interrogazioni relative ad iniziative a tutela della comunità italiana in Venezuela presentate dagli esponenti democratici Gianna Malisani e Fabio Porta (quest’ultimo presidente del Comitato per gli italiani nel mondo e la promozione del Sistema Paese di Montecitorio ed eletto nella ripartizione America meridionale), Giovanni Burtone (Pd), Alberto Losacco (Pd) e Massimiliano Fedriga (Ln) e altri.

In premessa Della Vedova ha ribadito che il Governo continua “a seguire con grande attenzione il progressivo aggravarsi della crisi interna venezuelana, che ha registrato una preoccupante escalation a partire dalla scorsa primavera, con gravi ripercussioni anche sulla numerosa comunità italiana residente nel Paese, le cui condizioni economiche e sociali sono fortemente deteriorate”.

L’impegno del Governo su questo fronte – ha rilevato il sottosegretario – include anche l’ambito europeo, come testimonia l’approvazione da parte dell’ultimo Consiglio degli Affari esteri di novembre di “un dispositivo di sanzioni individuali, che potrà essere applicato ai principali responsabili della situazione, nonché di un divieto all’esportazione di armi e strumenti per la repressione del dissenso”.

“Da parte italiana erano, peraltro, già stati assunti provvedimenti bilaterali restrittivi all’esportazione di materiali per la difesa nelle precedenti settimane – ricorda Della Vedova, rilevando la necessità di una mobilitazione di “tutta la comunità internazionale, anche i tradizionali alleati del Venezuela, nell’interesse stesso del Paese e della sua stabilità, affinché si possa riavviare un percorso politico fondato sul dialogo”. “Abbiamo più volte ribadito la necessità di trovare una nuova strada di negoziato, al quale l’Italia è interessata direttamente, tenuto anche conto dalla presenza in Venezuela di 145 mila concittadini, cui si sommano i circa 2 milioni di italo discendenti, la cui situazione è oggetto di costante attenzione da parte della Farnesina – afferma il sottosegretario.

A questo proposito, Della Vedova segnala come “su istruzione del ministro degli Esteri, Angelino Alfano, abbiamo progressivamente rafforzato l’attività di assistenza sociale a favore dei connazionali in condizioni di particolare difficoltà. Nel 2016 il Consolato generale d’Italia a Caracas e il Consolato di Maracaibo, cui erano stati destinati fondi pari a 408 mila euro per interventi a favore di connazionali indigenti, hanno fornito prestazioni di assistenza farmaceutica, medica ed economica a 650 cittadini italiani residenti nelle rispettive circoscrizioni consolari, per un totale di oltre 950 interventi”.

“Per il 2017, in aggiunta ai fondi già stanziati a inizio anno, la Farnesina ha predisposto un piano straordinario di intervento per l’assistenza ai connazionali più vulnerabili, del valore di 1 milione di euro. Dopo lo stanziamento di tali fondi, nonostante la limitatezza delle risorse, nei giorni scorsi, il ministro Alfano ha deciso di erogare un ulteriore finanziamento di 300 mila euro, consentendo di finanziare un totale di circa 10 mila interventi di assistenza. Inoltre – aggiunge Della Vedova, – nello scorso mese di giugno, abbiamo sospeso l’adeguamento della tariffa relativa alle prestazioni dei servizi consolari, per tutelare ulteriormente i gruppi più vulnerabili della comunità italiana”.

Il sottosegretario ricorda poi l’approvazione di contributi a favore dell’associazione civile Cristoforo Colombo e per il Comitato italiano di assistenza (Comitas), entrambi a Caracas, “per un ammontare complessivo di 30 mila euro negli ultimi mesi” e precisa come essi forniscano “assistenza tramite l’erogazione di sussidi, pacchi dono e assistenza medica e farmaceutica, di cui beneficiano circa 1.200 connazionali anziani e indigenti”. “Per fronteggiare il frazionamento delle comunità e assicurare una distribuzione capillare degli aiuti anche nelle località più decentrate – rileva, – si è inoltre accentuato il ricorso alla stipula di atti di cottimo con società locali e centri italiani nel Paese”.

“La Farnesina ha poi dedicato particolare attenzione alla situazione dei pensionati italiani nel Paese, certamente una delle categorie sociali più vulnerabili nell’attuale contesto di crisi economica. Già nel 2016 abbiamo ottenuto l’adeguamento del trattamento pensionistico erogato ai 3.780 titolari di pensione residenti in Venezuela, in regime di accordo internazionale, ed essi, finalmente, hanno iniziato a ricevere un’integrazione effettiva del loro reddito – ricorda il sottosegretario, precisando anche come “al fine di non peggiorare la già difficile situazione dei ceti più vulnerabili della locale comunità italiana, gravemente provata dai devastanti effetti della crisi economica, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Maeci abbia autorizzato l’ambasciata a Caracas a sospendere l’adeguamento delle tariffe consolari”.

“Per quanto riguarda la penuria di medicinali, le preoccupazioni del Governo sono state più volte riferite in contatti diretti con l’allora Ministro degli affari esteri venezuelano Rodriguez, anche proponendo modalità operative con cui fare giungere dall’Italia i medicinali essenziali da destinare ai nostri connazionali. Le autorità venezuelane hanno tuttavia negato l’esistenza di un’emergenza sanitaria nel Paese. Continua, quindi – fa sapere Della Vedova  – la pressione affinché consentano l’invio delle forniture di emergenza, che il Governo è pronto da tempo ad inviare”.

Il sottosegretario parla anche di “una costante opera di monitoraggio, per verificare, anche in raccordo con i Paesi partner europei, l’esistenza di specifiche minacce, rivolte alla collettività straniera, presenti nel Paese”, di un rafforzamento della “dotazione di apparati e sistemi di comunicazione satellitare di emergenza” e del contingente di militari dell’Arma dei carabinieri presso l’Ambasciata e il Consolato generale d’Italia, interventi “resi possibili anche grazie all’inclusione del Venezuela tra le aree di crisi, che beneficiano dei finanziamenti destinati alle missioni internazionali di pace, a valere sui quali, inoltre, sono liquidate le missioni temporanee del personale a sostegno degli uffici dell’Ambasciata e del Consolato generale”.

“Allo scopo di tenere informati sia i connazionali residenti in Venezuela che i cittadini italiani in viaggio, l’unità di crisi continua ad aggiornare le informazioni disponibili e le indicazioni di comportamento, presenti sulla scheda Paese del sito Viaggiaresicuri.it, dove, da molto tempo e in linea con quanto viene fatto da altri Paesi europei, si raccomanda di posticipare i viaggi non necessari verso il Venezuela – aggiunge Della Vedova.

Altro fronte di impegno i contatti con la rete delle principali aziende italiane operanti in Venezuela, per quanto riguarda la situazione del personale espatriato presente nel Paese. “Attualmente il loro numero – fa sapere il sottosegretario – ammonta a meno di 120 unità, in sensibile diminuzione rispetto al 2016. È inoltre attivo un intenso coordinamento tra la rete diplomatico-consolare, le associazioni italiane, le aziende e le strutture italiane nel Paese, per facilitare una più capillare circolazione delle informazioni”.

Della Vedova si sofferma infine sulla questione dei crediti vantati dalle nostre aziende, “alcune delle quali restano fortemente esposte in mancanza di pagamenti da parte delle autorità venezuelane”. Il sottosegretario ribadisce quanto già affermato da Alfano alla Camera, e cioè che “le imprese italiane non hanno abbandonato il Paese nonostante il continuo deterioramento della situazione politica ed economica” e ricorda come “la presenza industriale italiana in Venezuela è di lunga tradizione e ha dato un importante contributo allo sviluppo del Paese, in particolare nel campo infrastrutturale ed energetico”.

“I nostri imprenditori sono pronti a dare un contributo al rilancio dell’economia venezuelana, quando le condizioni lo permetteranno. Le nostre imprese auspicano, però, il pagamento dei crediti che vantano su lavori svolti, che ammontano a circa 3 miliardi di euro. Continueremo, quindi, a sollevare il tema dei crediti delle nostre aziende con le autorità venezuelane ai massimi livelli – assicura il sottosegretario. “È importante – ribadisce – che le aziende italiane vengano compensate per l’impegno profuso nel Paese in tutti questi anni di storica presenza. Compatibilmente con i vincoli di bilancio, stiamo continuando ad approfondire, tra gli strumenti risarcitori previsti dalla legge, le modalità affinché tali crediti siano indennizzati”.

Farnesina e Governo dunque “riaffermano l’impegno a tutela della nostra comunità in Venezuela, in particolare nella fase di crisi attuale”. “Continueremo a monitorare attentamente l’evoluzione della situazione sul terreno, in stretto coordinamento con la rete diplomatico-consolare nel Paese e con gli enti rappresentativi della collettività, al fine di fornire adeguata assistenza ai connazionali e sollecitare gli opportuni interventi da parte delle autorità locali – conclude il sottosegretario. (Inform)

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