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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Segretario Generale Michele Schiavone fa il punto sull’attività dell’Assemblea Plenaria

CGIE

Conclusi i lavori alla Farnesina

 

Siamo vicini alla consultazione elettorale per il rinnovamento dei Comites, questi appuntamenti devono essere organizzati nel miglior modo possibile affinché la partecipazione sia davvero numerosa

 

ROMA- A conclusione della quarantatreesima assemblea plenaria del Cgie il Segretario Generale Vincenzo Schiavone fa il punto sull’esito dei lavori sottolineando come il Consiglio Generale si sia confrontato su argomenti di grande attualità relativi alla cittadinanza, alla rappresentanza e all’organizzazione delle politiche per gli italiani che vivono all’estero.

In particolare per quanto riguarda la cittadinanza Schiavone sottolinea la necessità far recepire nel secondo decreto sicurezza “alcune indicazioni per porre un rimedio a quanto è stato recepito nella legge 132 del 2018 soprattutto per gli elementi contenuti all’articolo 14 che nella condizione data, senza alcuna proposta di transitorietà, hanno degli effetti negativi e impegnano i cittadini a compiere grandi sacrifici per poterli rispettare. Gli elementi da rivedere in particolare – prosegue Schiavone – sono riferiti alla certificazione linguistica per l’italiano e alle modalità tramite cui questa certificazione dovrà avvenire; inoltre la questione finanziaria è pertinente.  Abbiamo dibattuto su questo sollecitati dalla politica e soprattutto perché è un anno che cerchiamo di esprimere un concetto che semplifichi la normativa. Lo scopo è quello di semplificare le procedure che all’estero sono molto impegnative. Su questo presenteremo delle richieste fin dalla prossima settimana affinché le nostre proposte vengano recepite”.

 

Per quanto riguarda il tema della rappresentanza politica Schiavone chiarisce che il Consiglio Generale ha avuto modo di discuterne al Senato e alla Camera questa settimana, restando tuttora nella convinzione che, con l’aumento dei cittadini italiani nel mondo , la riduzione dei rappresentanti nella circoscrizione Estero da 18 a 12 di per sé rappresenterebbe “una vera e propria ghigliottina”- come la definisce il Segretario Generale, che prosegue: “benché noi siamo consapevoli del fatto che se il Paese decide di ridurre il numero di Parlamentari, una prospettiva che dobbiamo tenere in considerazione, la vera questione secondo noi è quella presente nei numeri di cittadini sul territorio all’estero: Con questa riduzione dei parlamentari della circoscrizione Estero diventerà difficile rappresentare in maniera democratica nel mondo il pensiero di 6 milioni di cittadini a cui si aggiungono i pensieri e i diritti degli oriundi, degli italo discendenti e di chi indirettamente vive l’Italia”.  .

Per quanto riguarda la questione relativa alle procedure amministrative Schiavone riferisce che la questione dei servizi consolari è stata affrontata dall’Assemblea nelle diverse sfaccettature: “su questo abbiamo notato una forte volontà da parte del Ministero degli Esteri di far avanzare nelle procedure il processo digitale, soprattutto con le applicazioni di alcune forme digitali che oggi abbiamo chiamato Procedure 2.0 della Farnesina, tramite le quali si possa favorire il rapporto tra le istituzioni italiane all’estero e i cittadini che lì vivono. Per aggiornare le politiche verso gli italiani all’estero, programmarle e renderle attive noi abbiamo bisogno di un confronto con le istituzioni nazionali, confronto garantito da una normativa contenuta anche nella legge istitutiva del CGIE, ovvero la Conferenza permanente Stato Regioni Provincie autonome Cgie. In quel contesto noi potremmo aggiornarci, per il prossimo triennio, cercando di essere preveggenti, considerando anche il fatto che sono dieci anni che non ci riuniamo nell’ambito della Conferenza, e cercando quindi di indicare soluzioni e proposte nuove ad un Paese che è tra i più potenti al mondo ma che, soprattutto nella proiezione verso l’estero, ha bisogno di diventare un competitore più forte. Per questo noi richiediamo che la conferenza venga convocata quest’anno, per facilitare questi obiettivi e per immettere nella discussione pubblica il valore di questi cittadini che vivono all’estero nei confronti dell’Italia”.

 

Schiavone fa poi una riflessione generale su  immigrazione e emigrazione:  “oramai il Paese si confronta, soprattutto nell’ultimo anno, con il fenomeno migratorio, che è diventato la discriminante rispetto ad altri diritti. Noi emigranti però avevamo gli stessi problemi di coloro che oggi desiderano venire in Italia, oppure di coloro i quali, attraversando l’Italia, vogliono raggiungere altri paesi. Dico questo a ragion veduta perché 50 anni fa quando i miei genitori si sono trasferiti in Svizzera sono stati malmenati da cittadini svizzeri e si sono sentiti rispondere dalle forze dell’ordine che il servizio di tutela non era aperto per loro”.

“Siamo vicini alla consultazione elettorale per il rinnovamento dei Comitati degli Italiani all’estero – ha proseguito Schiavone  cambiando argomento – è importante arrivarci con la consapevolezza che questi appuntamenti devono essere organizzati nel miglior modo possibile affinché la partecipazione sia davvero numerosa per dare dignità e una rappresentanza democratica a chi vive nei diversi paesi. La quarantatreesima Assemblea Plenaria – ha concluso il Segretario Generale – ha visto diversi momenti di grande rilevanza alla Camera, al Senato, al CNEL; abbiamo interloquito con le istituzioni e con i rappresentanti del Governo di questo Paese. Cerchiamo di svolgere il nostro lavoro nel modo migliore possibile cercando di dare all’Italia le eccellenze rappresentate dai giovani, che si sono ravvivati soprattutto dopo il seminario di Palermo, dai ricercatori e da chi in prima battuta tenta di trasferirsi in Europa facilitato dall’offerta non solo del lavoro, ma anche dello studio. Sul valore dell’italianità nel mondo noi infine pensiamo che gli italiani che vivono all’estero possano continuare a rappresentare un valore aggiunto di cui l’Italia ha bisogno e di cui difficilmente potrebbe fare a meno: è l’esposizione migliore di quello che è il Sistema Paese e attraverso di loro l’Italia si arricchisce anche nei rapporti internazionali”. (Maria Stella Rombolà/Inform)

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