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Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte interviene in Aula sul Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre 2019

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

“Per la Brexit l’Italia è impegnata su due principali obiettivi: proteggere i nostri cittadini e le imprese dall’incertezza, in caso di no deal; lavorare fino all’ultimo istante utile per trovare un’intesa con i britannici”

ROMA – Il Premier Giuseppe Conte è intervenuto oggi  nell’aula del Senato sui temi del prossimo Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre. “Esso ha una duplice valenza politica, in chiave europea, ma anche in chiave italiana. È il primo Consiglio europeo dopo la nomina dei vertici delle istituzioni dell’Unione europea e si svolge poche settimane prima dell’avvio del mandato del Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e del nuovo Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Questo Consiglio europeo è, inoltre, il primo al quale partecipo come Presidente del Consiglio di un nuovo Governo, che vede nell’Europa un pilastro della collocazione internazionale dell’Italia e che è pronto a impegnarsi, affinché il nuovo ciclo europeo dia finalmente ai cittadini dell’Unione le risposte che da tempo attendono”, ha esordito Conte. “Ho avuto già modo di affermare, in occasione del mio discorso per il voto di fiducia, che è dentro il perimetro dell’Unione europea che si deve operare, alla ricerca del benessere dei cittadini italiani: tutto ciò aggiornando, ma anche rivitalizzando, un progetto che ha assicurato, per decenni, pace e prosperità. Il futuro che intendiamo assicurare al nostro continente – ha aggiunto il Premier – caratterizza i temi in agenda nel prossimo Consiglio europeo: dalla discussione sulla Turchia alla Brexit, dal quadro finanziario pluriennale all’allargamento dell’Unione europea, fino ai cambiamenti climatici. Su questi temi l’Italia intende fare la sua parte, affinché l’Europa agisca con piena coesione ed assuma, anche nel medio-lungo termine, decisioni efficaci e sostenibili”.

Conte ha poi sottolineato l’intervento militare turco nel Nord-Est della Siria possa mettere a serio rischio “le prospettive stesse del processo politico che era in corso, guidato dalle Nazioni Unite, per la pace in Siria e i progressi finora raggiunti dalla coalizione globale anti-Daesh”. “La decisione turca –  ha sottolineato il Presidente del Consiglio – ripropone l’esigenza improcrastinabile di una posizione comune, ferma e risoluta da parte dell’Unione europea. L’Italia, da subito orientata, anche unilateralmente, verso la moratoria nella vendita di armi alla Turchia, ha fermamente voluto, fin dalla fine della scorsa settimana, farne oggetto, in sede europea, di un dibattito. Dopo le conclusioni del Consiglio Affari esteri di lunedì scorso, tale moratoria assume maggiore valore politico e maggiore efficacia”.

Nel Consiglio europeo si parlerà anche di fenomeni migratori e del meccanismo concordato il 23 settembre scorso a Malta, discusso successivamente al Consiglio giustizia e affari interni del 7 e dell’8 ottobre: “esso rappresenta una tappa significativa benché non risolutiva in un percorso che l’Italia inquadra nella costruzione di un sistema europeo sostenibile ed efficace, sia nella redistribuzione sia nei rimpatri”, ha evidenziato Conte focalizzando l’attenzione su quest’ultimo tema su cui il Governo italiano è intensamente impegnato. “Dobbiamo continuare a lavorare – ha continuato il Premier – affinché l’Europa intraprenda una decisa e coordinata azione sui rimpatri rivolta ad accordi europei di riammissione e con una lista europea di Paesi di origine sicura”. Un altro tema nell’agenda del Consiglio europeo, cruciale anche questo per il futuro dell’Europa, sarà quello di Brexit. La scadenza del 31 ottobre 2019 e il rischio di un no deal infatti si avvicinano, mentre i negoziati sulla revisione del cosiddetto backstop sul confine irlandese hanno registrato, negli ultimi recentissimi tempi, alcuni progressi in avanti, senza tuttavia arrivare ancora a una svolta decisiva. “In questo quadro l’Italia è impegnata su due principali obiettivi: proteggere i nostri cittadini e le imprese dall’incertezza, in caso di no deal; lavorare fino all’ultimo istante utile per trovare un’intesa con i britannici, sostenendo il lavoro svolto dal capo negoziatore per l’Unione europea Barnier”, ha rilevato Conte ricordando come al momento i maggiori ostacoli al raggiungimento di un’intesa siano la governance del backstop, con un diritto di veto nordirlandese, quindi la questione del confine doganale tra le due Irlande. Per quanto riguarda l’Italia, il Premier ha ribadito come sia stato già messo in sicurezza il Paese con un decreto legge Brexit del 2019, che il Parlamento ha poi convertito in legge; in più sono stati adottati vari piani operativi su dogane, assistenza alle imprese, servizi finanziari, diritti dei cittadini, coordinati da una task force istituita a Palazzo Chigi.

“Sul quadro finanziario pluriennale, questo Consiglio europeo – ha aggiunto Conte – deve rappresentare un progresso in un negoziato che, all’apparenza, si mostra solo tecnico; tuttavia esso ha una forte valenza politica, perché definisce obiettivi e modalità dei fondi europei per il prossimo decennio, dal 2021 al 2027, la loro adeguatezza e le ambizioni che l’Unione europea intende perseguire”. “Sul piano nazionale questo Governo – ha sottolineato il Premier – può contare su un coordinamento rafforzato, che fa capo al Ministero per gli affari europei, in stretto accordo col Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e col Ministero dell’economia e delle finanze e col Comitato interministeriale per gli affari europei, con l’obiettivo di identificare le reali capacità nazionali di attrazione dei fondi europei e di spesa e di individuare appropriate strategie negoziali. La prospettiva temporale del prossimo quadro finanziario pluriennale è decisiva anche per la lotta al cambiamento climatico”, ha aggiunto Conte ricordando il climate action summit delle Nazioni Unite dello scorso settembre, dove per esempio l’Italia ha sostenuto l’obiettivo della decarbonizzazione al 2050. L’Italia ha altresì lanciato un green new deal per riorientare l’intero sistema produttivo verso uno sviluppo sostenibile. “Il 10 ottobre è stato approvato in Consiglio dei Ministri il decreto-legge sul clima: uno dei tasselli fondamentali di questo più ampio patto per l’ambiente che il Governo, in maniera corale, intende perseguire”, ha puntualizzato il Premier.

Conte ha anche parlato della riaffermazione del pieno e convinto sostegno italiano a una decisione positiva, affinché il percorso europeo di Tirana e di Skopje prosegua con approccio responsabilmente riformatore della leadership di quei Paesi. Il Premier ha anche affrontato la questione dei dazi USA sui prodotti italiani ed europei. “Il Governo italiano – ha spiegato Conte – segue con la massima attenzione questo tema, con l’obiettivo di evitare che ci possa essere un impatto negativo sul Made in Italy. Insieme a tutti i Ministri, intendo favorire un approccio costruttivo sul tema, nel quadro di un negoziato bilaterale con Washington. La linea dell’Europa deve non solo tenere conto delle nostre sensibilità nazionali ma riconoscere e perseguire la necessità di evitare una spirale di guerra commerciale, che sarebbe deleteria per tutti. Anche alla luce del forte declino del commercio internazionale e delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, una spirale protezionistica è la strada meno consigliabile per due partner strategici come l’Unione europea e gli Stati Uniti, che dovrebbero piuttosto lavorare assieme per sviluppare un sistema di commercio equo. È inoltre essenziale una riflessione a Bruxelles per l’individuazione di misure compensative interne, volte a tutelare le filiere più colpite dai dazi americani: non ultime, come sappiamo, quelle agricole”, ha concluso Conte. (Inform)

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