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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola interviene in Aula sulla Brexit

CAMERA DEI DEPUTATI

 

In Aula la risposta ad un’interrogazione illustrata da Massimo Ungaro (gruppo Italia Viva, eletto nella ripartizione Europa) sulle incertezze legate all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione. “Impegno totale – assicura Amendola, che sarà a Londra il 7 ottobre per un incontro con tutti i rappresentanti dei connazionali

 

ROMA – Il Ministro per gli Affari europei, Vincenzo Amendola, ha risposto alla Camera dei deputati all’interrogazione presentata da Massimo Ungaro (gruppo Italia Viva, eletto nella ripartizione Europa) su iniziative volte a tutelare i connazionali residenti nel Regno Unito in vista della Brexit.

Nell’interrogazione, presentata da Ungaro insieme a Luigi Marattin, Marco Di Maio, Roberto Giachetti e Matteo Colaninno, si chiede al Ministro quali siano le condizioni delle relazioni italo-britanniche e quali iniziative egli intenda attivare, ad ogni livello diplomatico, per difendere le priorità dell’Italia e dell’Unione europea nelle negoziazioni sulla Brexit. Si chiede inoltre come si intenda “assicurare, in particolare, la certezza legale e le garanzie necessarie a tutti i cittadini italiani residenti nel Regno Unito, affinché possano continuare a esercitare i diritti derivanti dalle normative dell’Unione europea sui diritti fondamentali, sulla libera circolazione e sulla residenza permanente”.

Nella risposta il Ministro Amendola ribadisce come le preoccupazioni sollevate siano ben presenti al Governo e come da tempo i Paesi Ue abbiano avviato con il Regno Unito un dialogo strutturato per garantire i diritti ai cittadini anche in caso di recesso dall’Unione senza accordo, mentre sono ancora in corso i tentativi di ratifica di un accordo per una “Brexit ordinata”. La questione – sottolinea il Ministro – verrà affrontata anche al Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre, che punterà la sua attenzione in particolare sul tema del confine tra Regno Unito e Irlanda e sull’eventualità di un’ulteriore proroga per la Brexit del 31 ottobre.

 

Amendola chiarisce poi come “da parte britannica sono stati fatti sforzi importanti per creare un sistema di registrazione e di riconoscimento dei diritti dei cittadini rapido ed efficace, ma un processo di tale portata- aggiunge, – che comporta la registrazione in un periodo relativamente breve degli oltre 3 milioni di cittadini europei, tra cui i nostri 600 mila, residenti nel Regno Unito, presenta inevitabili complicazioni che ci hanno spinto a intervenire con maggiore vigore”. Amendola ricorda quindi l’intensificazione dei contatti con le autorità britanniche avvenuta a partire dal 2018, ossia dal caso Windrush, che ha messo in luce le difficoltà legate alla richiesta rivolta a cittadini immigrati in loco molti tempo fa di produrre una documentazione sino ad oggi non necessaria, e che ha fatto pensare a “potenziali e preoccupanti analogie con la situazione dei cittadini europei – rileva il Ministro.

Amendola ricorda poi che “il decreto-legge Brexit, oltre ad assicurare la tutela dei diritti dei cittadini britannici residenti in Italia con un periodo transitorio al 31 dicembre 2020, prevede anche il rafforzamento della rete consolare nel Regno Unito e l’assistenza ai connazionali” e assicura che il lavoro portato avanti dal suo Ministero e dalla Farnesina, con la nostra ambasciata a Londra, va nella direzione di “un dialogo costante con le comunità italiane residenti nel Regno Unito che ha consentito di identificare meglio i problemi che possono sorgere dalla Brexit” e di “un rapporto strutturato e costante con le autorità britanniche”. “Su questo dossier, insieme al Ministero degli Affari esteri e a Palazzo Chigi, il nostro impegno è totale – afferma Amendola, annunciando in proposito una sua missione a Londra prevista il 7 ottobre, per un incontro con tutti i rappresentanti delle comunità. “L’Italia ha adottato con il decreto-legge Brexit misure legislative per garantire che i cittadini britannici residenti in Italia abbiano garanzie; ma la via maestra per garantire i diritti acquisiti dei cittadini in caso di Brexit resta l’accordo di recesso, che prevede adeguate garanzie giuridiche. Stiamo lavorando per salvare l’accordo stesso in spirito di unità con gli altri Stati membri per una Brexit ordinata – conclude Amendola, pur segnalando che alla luce della “persistente incertezza in Regno Unito” “dobbiamo prepararci a qualsiasi scenario”.

In sede di replica, Matteo Colaninno esprime la soddisfazione del gruppo parlamentare di Italia Viva. “Noi siamo preoccupati e ci preoccupiamo dei nostri connazionali – afferma poi il deputato chiedendo al Ministro di proseguire, per quanto riguarda la Brexit,  nell’impegno di “minimizzare l’impatto negativo sulla nostra comunità italiana nel Regno Unito, sulle persone e sull’economia”. Ricorda infatti Collanino come la Gran Bretagna sia il nostro quarto mercato dell’export, con oltre 22 miliardi di surplus commerciale bilaterale. “Bene, quindi, il nuovo corso della nuova maggioranza lontano da logiche di scontro e di isolamento che ci stavano portando danni economici e soprattutto una totale marginalizzazione a livello europeo e internazionale – conclude il deputato, augurando buon lavoro al ministro Amendola. (Inform)

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