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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il ministro degli Esteri Alfano interviene in Aula sulla crisi venezuelana

SENATO DELLA REPUBBLICA

“L’impegno del Governo italiano è rivolto alla tutela dei quasi 150.000 italiani residenti in Venezuela.. Dalla Farnesina un piano straordinario di assistenza per i connazionali più vulnerabili di un milione di euro…Deciso il rafforzamento delle risorse umane della nostra rete diplomatica-consolare che opera nel Paese”

 

ROMA – Il ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Angelino Alfano è intervenuto nell’Aula del Senato sulla crisi sociale e politica del Venezuela.

“Il Venezuela è un Paese a cui teniamo molto, – ha esordito Alfano – per i profondi legami storici, oserei dire di sangue, con l’Italia. Lo stesso presidente della Repubblica Mattarella, che ho accompagnato in una visita di Stato in America Latina la scorsa settimana, ha fatto stato dei suoi sentimenti di profonda e partecipata preoccupazione per le sorti del Paese. A fronte di una situazione che desta una grande preoccupazione, anche per i rischi che coinvolgono, tra l’altro, quasi 150.000 cittadini italiani residenti nel Paese, abbiamo continuato a cercare di favorire soluzioni politiche per fare fronte al gravissimo stallo istituzionale e alla situazione di crisi economica, sociale, di sicurezza e sanitaria in atto. Purtroppo continua a mancare, in Venezuela, la volontà politica di superare lo scontro e di avviare un dialogo genuino”.

“La protesta popolare – ha proseguito il ministro facendo il punto della situazione politica i  Venezuela – chiede di potersi esprimere attraverso elezioni da indirsi senza indugio, la liberazione dei prigionieri politici, il riconoscimento delle prerogative del Parlamento eletto e l’accettazione degli aiuti della comunità internazionale. Di fronte a queste richieste, il Governo Maduro ha risposto annunciando la costituzione di un’assemblea costituente, secondo modalità considerate dall’opposizione in conflitto con gli strumenti di democrazia rappresentativa previsti dall’attuale Costituzione del 1999”.

Dopo aver segnalato che nei prossimi giorni la situazione in Venezuela sarà oggetto di una informativa presso il Consiglio di sicurezza dell’Onu, Alfano ha ricordato come più volte il Governo italiano abbia sia espresso preoccupazione e condanna per la crescente violenza presente nel Paese sud americano, sia esortato il Governo venezuelano a prestare ascolto alle istanze della popolazione e dei suoi rappresentanti eletti, invitando l’esecutivo di Caracas a non alimentare la contrapposizione interna e a garantire la possibilità che il popolo possa esprimersi esclusivamente con suffragio universale, libero, diretto e segreto. Un appello, in linea con la posizione espressa dalla comunità internazionale, che è stato però respinto dalle autorità venezuelane.

“L’impegno del Governo italiano –ha rilevato Alfano dopo aver ricordato che l’Unione europea è pronta a cooperare con le autorità per assicurare assistenza, protezione e sicurezza a tutti i cittadini europei in Venezuela – è rivolto anche alla tutela dei quasi 150.000 italiani residenti nel Paese che condividono le difficoltà e i pericoli della restante popolazione venezuelana. Pur nella consapevolezza delle difficoltà connesse al raggiungimento di un numero così ampio di italiani, ben radicati nella realtà del Paese, stiamo cercando di fornire loro sostegno e assistenza, nonostante i margini di azione consentiti dal Governo venezuelano siano molto limitati. Mi riferisco, ad esempio, alla nostra disponibilità, purtroppo fino a oggi inascoltata dal Governo di Caracas, a inviare aiuti alimentari e farmaci per ovviare alla carenza di medicinali salvavita che esiste nel Paese. Di fronte all’impoverimento che ha colpito i nostri connazionali, in particolare quelli delle classi medie e i pensionati, – ha continuato il ministro – la Farnesina ha predisposto, su mia indicazione, un piano straordinario di assistenza ai gruppi di connazionali più vulnerabili del valore di un milione di euro; un piano che va a integrarsi ai fondi già disponibili quest’anno e che incrementa notevolmente le risorse erogate a favore dei connazionali bisognosi nel 2016, pari complessivamente a oltre 400.000 euro. Abbiamo anche deciso di rafforzare le risorse umane della rete diplomatica-consolare che opera nel Paese. L’amministrazione centrale sta individuando alcuni funzionari da destinare primariamente al rafforzamento dei servizi consolari e all’assistenza alla comunità italiana in loco. Per rafforzare gli uffici preposti all’assistenza ai connazionali, abbiamo inoltre assunto di recente quattro impiegati a contratto locale, e cioè il massimo purtroppo consentito dall’attuale contingente contrattisti del nostro Ministero, fissato per legge. Tengo a sottolineare che si tratta di personale che opera in condizioni di disagio e rischio elevatissimo”. Su questo punto Alfano ha anche evidenziato come, al fine di garantire lavoro in sicurezza al personale delle nostre sedi diplomatiche in Venezuela , si stia rafforzando il contingente dei carabinieri presso il consolato generale di Caracas. “Nel corso degli ultimi nove mesi – ha precisato il ministro – sono stati inoltre indirizzati numerosi interventi strutturali di rafforzamento della sicurezza dell’ambasciata, del consolato generale e dell’istituto di cultura a Caracas nonché del consolato a Maracaibo. Nei prossimi provvedimenti dovremo assicurare le risorse necessarie, la sicurezza e il personale sia in Venezuela sia nelle altre sedi”.

Per quanto poi riguarda la questione dei crediti vantati dalle nostre aziende – alcune delle quali restano fortemente esposte in mancanza di pagamenti da parte delle autorità venezuelane –  il ministro degli Esteri ha segnalato come le imprese italiane non abbiano  però abbandonato il Paese, nonostante il continuo deterioramento della situazione politica ed economica. “Del resto, – ha ricordato Alfano – la presenza industriale italiana in Venezuela è di lunga tradizione e ha dato un importante contributo allo sviluppo del Paese, in particolare nel campo infrastrutturale ed energetico. Le nostre imprese auspicano, però, il pagamento dei crediti che vantano per lavori svolti e che ammontano a circa 3 miliardi di euro. Continueremo, quindi, a sollevare il tema dei crediti delle nostre aziende con le autorità venezuelane ai massimi livelli. È importante che le aziende italiane vengano compensate per l’impegno profuso nel Paese in tutti questi anni di storica presenza. Parallelamente, – ha aggiunto – in linea con l’impegno assunto in quest’Aula nel gennaio scorso, stiamo continuando a lavorare per approfondire, tra gli strumenti risarcitori previsti dalla legge, le modalità affinché tali crediti possano essere recuperati.

Il Governo italiano – ha concluso Alfano – continuerà a seguire con la massima attenzione e priorità la crisi in Venezuela. Lo dobbiamo a un Paese cui siamo legati da una storica e solida amicizia. Lo dobbiamo ai tanti cittadini italiani o di origine italiana che vi risiedono. Lo dobbiamo alle nostre imprese, che hanno dato un contributo decisivo alla costruzione del Paese”. (Inform)

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