direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il messaggio ai connazionali di Adriano Cario, candidato con la lista Usei per il Senato nella ripartizione America Meridionale

ELEZIONI POLITICHE 2018

MONTEVIDEO – “Giacché oggi la mia intenzione sarà quella di rivolgermi al complesso delle istituzioni italiane, presidenti e commissioni direttive, credo che non sarà necessaria una presentazione formale. Sulla mia vita pochi sapranno che ho formato una famiglia con due figli di 9 e 13 anni. Ma tutti, senza dubbio, sanno che sono il figlio di Gaetano Cario”. Lo scrive in una nota Adriano Cario, candidato al Senato nella ripartizione America Meridionale per la lista Unione Sudamericana Emigrati Italiani (Usei). In questi giorni di campagna elettorale, – continua Cario – l’obiettivo di conquistare il voto disperso all’esterno del nostro associazionismo porta a farci conoscere una grande quantità di elettori che ancora non ci conoscono. Tuttavia, con la collettività è diverso. Perché sebbene sia una elezione continentale, la maggior eredità che mi ha lasciato mio padre è il rispetto dei connazionali quando ascoltano il mio cognome, anche se mi ascoltano parlare per la prima volta. Il mio cognome, grazie a lui, parla per sé stesso. La mia candidatura, però, – continua Cario – è il risultato di un lavoro collettivo di anni, un obiettivo di gruppo, di famiglia, di amici e di collaboratori da sempre. Ma soprattutto, è una sfida personale. Per tutti coloro che sono cresciuti nelle istituzioni, da giovani parlare sul voto degli italiani all’estero, o della figura del Ministro Tremaglia e della sua lotta, è stata sempre una ossessione. Perciò, vedere oggi il mio cognome nella nomina dei candidati è una emozione inimmaginabile.

Sinceramente, il candidato naturale doveva essere lui, mio padre, ma Dio e la vita hanno voluto che sia io ad occupare questo posto, anche se voi, dovunque io vada, non smettete di metterlo costantemente nel mio cammino con i vostri ricordi.

Tutti questi anni di lavoro per la collettività col giornale “L’eco d’Italia”, – prosegue Cario – oltre a darmi l’opportunità di  conoscere tantissimi connazionali delle istituzioni italiane e di condividere, aiutandoli a diffonderle, le oro attività, tradizioni e manifestazioni, mi ha dato la possibilità di riflettere sulla difficile attualità che attraversa il nostro associazionismo.

Chiunque abbia 45 anni come me, e abbia frequentato la collettività, potrà concordare sul fatto che i migliori momenti della nostra gioventù sono stati intrecciati con la famiglia, gli amici e l’istituzione italiana dei nostri genitori. Nel mio caso, il Centro Calabrese.

Partecipare alla Coppa Italia rappresentando l’associazione italiana dei nostri genitori e i suoi paesani, insieme agli amici che ho conosciuto da piccolo nelle feste e i preparativi, è tutto quanto desidero che vivano i miei figli, e i figli e nipoti di quanti ancora credono che si possa cambiare il corso dell’associazionismo italiano.

Data questa situazione, sarebbe uno sbaglio chiedere l’appoggio della collettività riempiendo queste righe con promesse. Il richiamo perché i connazionali con problemi economici percepiscano una assistenza medica gratuita di qualità, oppure la richiesta di maggiori risorse per finanziare progetti educativi e culturali, o la promozione degli scambi culturali nelle Università italiane, sono progetti condivisi per tutti i candidati di tutte le liste. Dovremmo essere noi, a formare un blocco comune e così unificare le nostre forze e iniziative nel Parlamento. Per esigere una miglior attenzione nei consolati, – continua Cario – con la proposta di assumere dipendenti che provengano delle stesse istituzioni della collettività italiana, già abituati all’interazione con i connazionali, o generare i legami con la comunità locale per condividere l’organizzazione di competizioni sportive che promuovano la partecipazione delle nostre nuove generazioni, abbiamo bisogno soltanto di volontà, determinazione e decisione. La maggior parte è nelle nostre mani.

“Per tutto questo, – conclude Cario rivolgendosi all’elettore e invitandolo a votare Usei – quando nei prossimi giorni sarà il momento di esprimere il voto, non ti distrarre con promesse e dispute che non ci appartengono e nemmeno ci rappresentano. Concentrati sull’essenziale, su ciò che ti può aiutare a cambiare quello che è più vicino alla tua realtà. Pensa alla tua istituzione, alla tua famiglia, ai tuoi figli e nipoti, e che generare le condizioni affinché tutto ciò coincida come una volta, è possibile”. (Inform)

Powered by WordPress | Designed by Elegant Themes