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Il Giardino di Zyz

ARTE CONTEMPORANEA

L’installazione di Gianfranco Meggiato per Matera capitale europea della cultura

Al Belvedere del Parco della Murgia Materana dal 15 luglio al 10 settembre

MATERA – È la più grande installazione di arte contemporanea di Matera Capitale europea della cultura. Un vero e proprio percorso di simboli e sculture all’interno di un’area delimitata da cinquemila sacchi nei sette colori della pace. “Il Giardino di Zyz”, l’opera dell’artista veneziano Gianfranco Meggiato, fino al 10 settembre guarderà la città dei Sassi dal Belvedere del Parco della Murgia Materana: una mano aperta, simbolo in molte culture di protezione, apertura e spiritualità.

Un inno alla pace e alla ricerca dell’Unità nel nome dell’incontro fra culture e tradizioni che, dopo Matera, approderà in altre città italiane ed estere.

Il progetto artistico è promosso da Ente Parco della Murgia, Comune di Matera e Associazione Itria ed è curato dalla critica e storica dell’arte Daniela Brignone. Un’installazione nel segno dei colori e della vita che continua il percorso meditativo intrapreso da qualche anno dall’artista attraverso opere monumentali che affermano valori e aspirazioni come ne La Spirale della vita, creata per Manifesta 12 a Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018, in memoria di tutte le vittime innocenti di mafia.

“Il giardino di Zyz – dice Daniela Brignone – racchiude in sé la storia, la cultura, la religione e l’esperienza umana, svelate attraverso un percorso sacrale e sensoriale che conduce  all’atto finale, quello della liberazione dell’individuo dalle costrizioni e dai pregiudizi. Un’installazione contemporanea che parla a tutti, oltre ogni barriera temporale, culturale e religiosa”.

Partendo dall’identità di Matera, proclamata dal 1954 Civitas Mariae, l’artista ha scelto di creare un percorso simbolico di grande suggestione. Dal basso è un giardino d’arte che si snoda all’interno di un’area delimitata da una parete di sacchi alta due metri e venti, realizzata nei sette colori dello spettro solare che contraddistinguono l’arcobaleno e la bandiera della pace. Dall’alto, invece, quella che si vede è la forma di una mano destra aperta, simbolo in molte culture di protezione, apertura e spiritualità. Sul palmo di questa mano, un fiore custodisce la scultura più alta: Il volo, cinque metri di altezza, punto di arrivo di tutto il percorso artistico, che simboleggia la necessità di affrontare le difficoltà per oltrepassarle e con esse, trascendere la stessa materia per andare oltre il tangibile.

Zyz vuol dire “splendente” ed è il termine fenicio che indica anche il fiore primigenio della conoscenza e della cultura. Un fiore interiore e planetario che per Gianfranco Meggiato può e deve ancora sbocciare in un presente lacerato da divisioni e incomprensioni.

Come nell’installazione di Palermo, l’arte per Meggiato è una conquista, un viaggio meditativo che unisce artista e spettatore e che viene scandito attraverso parole e sculture. Il giardino di Zyz si estende così per 26 metri di lunghezza e 20 di larghezza. Chi entra si trova immerso in un’altra realtà spazio-temporale: un luogo di pace e silenzio, in cui spazio e tempo vengono sublimati in un percorso che porta alla conoscenza, dove “Tutto è Uno”.

La consapevolezza, suggerisce Meggiato, è una conquista lenta, scandita dalle sculture che segnano le tappe del percorso e che guidano la vista verso l’alto, innalzandosi al cielo da tre a cinque metri proprio a sottolineare l’ascesa del pensiero: Triade, Il Soffio della Vita, Oltre, L’attimo Fuggente, Il Volo, l’Incontro sono i nomi delle sculture che contrassegnano il percorso interiore del visitatore.

L’opera ideata per Matera Capitale europea della cultura rappresenta un cambio di passo, una novità in termini creativi per Gianfranco Meggiato che accantona la fase delle Muse Silenti caratterizzata da sculture protette da sacchi di juta, vere e proprie trincee poste a difesa della poesia e dell’arte, e si apre al colore che entra anche nelle sculture per indicare gli elementi della vita.

In linea con il concetto del “tutto è uno”, l’installazione è green. Sarà raggiungibile dai visitatori anche con pulmini elettrici mentre i sacchi verranno utilizzati anche nelle altre tappe de Il Giardino di Zyz e alla fine saranno riciclati, a impatto ambientale zero, da una ditta specializzata.

 L’installazione sarà inoltre accessibile ai diversamente abili e conterrà le indicazioni in braille per i non vedenti. (Inform)

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