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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il dibattito sulla relazione del sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola

CGIE – ASSEMBLEA PLENARIA

I consiglieri intervengono sui numerosi argomenti all’ordine del giorno: riforma di Comites e Cgie, voto all’estero, riforma della normativa sulla cittadinanza, servizi consolari, beni demaniali posseduti all’estero e promozione di lingua e cultura. Nel corso della mattinata anche l’intervento del deputato Marco Fedi (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) che ribadisce il ruolo “fondamentale” del Cgie sollecitandolo a mantenere “un’unità d’intenti” e le riposte del sottosegretario

 

ROMA – Diversi gli interventi che hanno seguito le relazioni del governo e del Comitato di presidenza del Consiglio generale degli italiani all’estero nella prima mattinata di lavori dell’assemblea plenaria in corso da ieri alla Farnesina. Interventi e domande sui numerosi argomenti all’ordine del giorno – riforma di Comites e Cgie, voto all’estero, riforma della normativa sulla cittadinanza, servizi consolari, beni demaniali posseduti all’estero e promozione di lingua e cultura, solo per citarne alcuni – a cui ha riposto singolarmente e punto per punto il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola, presente per l’intera mattinata.

Deluso dalla relazione di governo Gian Luigi Ferretti (Maie, Italia) che l’ha definita “di piccolo cabotaggio e tendente alla conservazione dello status quo”: “ho nostalgia del ruolo che aveva il Cgie all’epoca del Ministro per gli italiani nel mondo – afferma Ferretti, che ritiene vi sia stato un arretramento nelle politiche e nell’attenzione rivolta ai connazionali all’estero, testimoniata anche dalla razionalizzazione della rete consolare – annuncia che il 7 aprile sono state organizzate manifestazioni davanti ai consolati italiani in Sud America, – e che ora è difficilmente colmabile. Per questi motivi annuncia le sue dimissioni al Consiglio generale. Chiede invece delucidazioni in merito alla decisione relativa all’intervento sulla Casa d’Italia a Zurigo Antonio Putrino (Svizzera) che lamenta un’assenza di confronto con la collettività in proposito. Amendola segnala come la chiusura di consolati ed ambasciate, segnalata da Ferretti, non sia stata messa in atto dal governo in carica né da quello precedente, restando ferma l’intenzione di non chiudere alcuna sede, e ribadisce come la scelta della ristrutturazione della Casa d’Italia non sia un disinvestimento ma, al contrario, un investimento per il futuro, nell’ottica di una valorizzazione dell’edificio e una razionalizzazione delle spese.

Invita il Cgie a mantenere “un’unità d’intenti” Marco Fedi, deputato eletto per il Pd nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, che ritiene le due relazioni – quella del sottosegretario agli Esteri e del Cdp – “convergenti” e sottolinea poi come “il governo vi abbia fornito anche delucidazioni su argomenti che sono stati oggetto di interrogazioni parlamentari e attendono di essere ancora trattati in tale sede”. “Il Cgie ha un ruolo fondamentale, oggi più che mai, non sminuitelo con logiche di contrapposizione politica; non dividetevi come accade a noi parlamentari eletti all’estero, in partiti di maggioranza e opposizione, perché oggi siete chiamati a fare un passo in più – ribadisce Fedi, sollecitando i consiglieri a formulare proposte “sui tanti elementi di chiarezza esposti dal governo”, così che esse possano arrivare in Parlamento. Apprezzamento viene espresso per l’approfondimento avviato sulle nuove mobilità con il ministero del Lavoro, perché “un tavolo interministeriale è indispensabile per la concertazione” sui complessi argomenti connessi al fenomeno. Infine, sul voto all’estero, Fedi assicura che la sua messa in sicurezza è possibile attraverso “alcuni interventi che non mettano in discussione l’impianto della legge”, mentre ribadisce come sui fondi destinati a Comites e Cgie si sia dovuto rinunciare al percorso emendativo della legge di stabilità per via della crisi di governo.

Fortemente critico con la relazione di governo Mariano Gazzola, vice segretario generale per l’America latina, che ha evidenziato come i tempi di attesa per un appuntamento per il passaporto al consolato della sua circoscrizione consolare (Rosario) siano di 10/11 mesi. “Potenziare la rete consolare non vuol dire semplicemente riaprire una sede o non chiuderla – afferma Gazzola, che non scorge un disegno di politiche per gli italiani all’estero e chiede che l’unità di intenti auspicata da Fedi venga messa in atto anche dai parlamentari eletti all’estero. Amendola ribadisce a questo proposito come l’Italia sia l’unico Paese, anche guardando ai nostri vicini europei, a mantenere una rete consolare così estesa e ribadisce come con la riallocazione di parte dei 300 euro richiesti per la domanda di cittadinanza italiana alla rete “non si sia risolto il problema” dell’erogazione dei servizi consolari, ma si sia comunque “aperto un varco” così come “un passo avanti” è l’assunzione di nuovo personale annunciata. Richiama inoltre la necessità di riflettere sulla legge che stabilisce i criteri per la cittadinanza italiana, anche per le difficoltà del sistema e segnala l’assicurazione fornitagli da Claudio Micheloni, senatore eletto per il Pd nella ripartizione Europa, di sollecitare la ripresa dell’iter di esame del testo di riforma al momento giacente a Palazzo Madama.

Sul fronte lingua e cultura italiana interviene Fernando Marzo (Belgio), che ritiene “macchinosa” la ripartizione del nuovo fondo istituito in proposito tra più ministeri e esprime timori per “un assalto alla diligenza” che potrebbe mettere nuovamente a rischio le risorse per i corsi degli enti gestori. Chiede inoltre a Ferretti di ritirare la sue dimissioni. Si associa alla richiesta di Marzo il sottosegretario, che precisa ancora una volta come i 12 milioni di euro destinati ai corsi degli enti gestori siano già previsti “in tabella” per il 2017, mentre nel 2016 era occorso l’assestamento di bilancio per il loro recupero. Il ritardo paventato nella loro erogazione – chiarisce Amendola – sarebbe dunque solo dovuto ad un ritardo del Mef nell’approvazione del decreto interministeriale che sancisce la modifica dei bilanci conseguente al trasferimento delle competenze alla Direzione generale per la Promozione del sistema Paese del Maeci. Tra le questioni che meritano maggiore approfondimento, Marzo segnala anche quella dell’informazione e chiede un confronto con i vertici su iniziative e programmazione di Rai Italia.

Lamenta la riduzione dei fondi destinati ai Comites Riccardo Pinna (Sud Africa), che esprime apprezzamento invece per l’aumento dei contributi all’editoria. Segnala che i tagli di fondi previsti determineranno nell’area di sua provenienza la chiusura di un asilo e l’interruzione di un programma di attività sportiva per giovani. Pinna ritiene inoltre insufficiente l’assicurazione di un recupero dei fondi per il Cgie pari a quanto previsto l’anno scorso – circa 800 euro – perchè tale somma impedisce attività importanti come la collaborazione di esperti o il coinvolgimento dei giovani, che un tempo il Cgie poteva garantire. Ritiene poi ingiusta la tassa di 300 euro applicata alla richiesta di cittadinanza italiana, specie in aree in cui tale cifra può corrispondere allo stipendio medio di un operaio (ad esempio in Sud Africa) o in aree come l’America latina. Amendola ribadisce come il taglio ai fondi per gli enti gestori non vi sia, ma se si rileva una difficoltà “nella programmazione annuale delle attività, possiamo discuterne”; ripete come la riduzione dei fondi al Cgie a 299 mila euro sia stato un errore, ammesso dal governo, a cui si porrà rimedio.

“Oltre alla questione dei fondi c’è anche il problema di quando essi vengono erogati – afferma Silvia Alciati (Brasile), che si sofferma anche sulle limitazioni proposte alla legge sulla cittadinanza italiana, che a suo avviso non dovrebbero toccare la seconda generazione. Il sottosegretario chiarisce come non abbia fatto riferimento a limitazioni di tale sorta, ma solo auspicato un bilanciamento dei diversi aspetti legati alla diritto di cittadinanza e che comunque una nuova legge non interesserà coloro che già hanno fatto richiesta in base alla normativa vigente. Ritorna sull’opportunità della scelta relativa alla Casa d’Italia di Zurigo Giangi Cretti (Fusie, Svizzera), che ritiene inoltre il voto per corrispondenza “il peggior sistema elettorale, se si escludono tutti gli altri”. Isabella Parisi (Germania) chiede se sia possibile un recupero di fondi per l’organizzazione di una conferenza sui giovani, ipotesi giudicata molto difficile dal sottosegretario, se non attraverso un’operazione di fundraising. Infine, si sofferma sulla difficile situazione dei connazionali in Venezuela Nello Collevecchio, che lamenta la scarsa attenzione da parte dell’informazione italiana e segnala criticità riconducibili al Consolato generale d’Italia a Caracas. (Viviana Pansa – Inform)

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