direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il dibattito in Assemblea Plenaria e gli interventi dei deputati della circoscrizione Estero Fucsia Nissoli (Fi) e Nicola Carè

CGIE

 

ROMA- Nel primo pomeriggio dell’assemblea Plenaria del Cgie,  presso la Sala Conferenze Internazionali della Farnesina, i lavori sono stati dedicati al dibattito sulla relazione di Governo. La consigliera Silvia Alciati (Brasile):  “abbiamo avuto ieri l’onore di avere presso la VII Commissione  il CONNGI, Coordinamento Nazionale delle Nuove Generazioni Italiane (Ministero del Lavoro) . È una realtà che riguarda i nuovi italiani: coloro che acquisiscono la cittadinanza nel nostro territorio. Ci fa piacere coinvolgerli e condividere il nostro cammino con loro. Le problematiche sono le stesse rispetto a quelle dei nostri giovani. Questo coordinamento nazionale sta all’interno del ministero del lavoro e noi non abbiamo un ente analogo, un responsabile un referente per i nostri giovani che vanno all’estero. Noi faremo di tutto per lavorare insieme ma sarebbe utile ormai pensare di creare una cosa analoga. … Vorrei poi ricordare – ha proseguito Alciati – come l’esperienza del seminario dei giovani a  Palermo sia stata importante; i giovani infatti hanno manifestato il desiderio di prendersi delle responsabilità. Saranno chiamati a far parte di alcune liste. Mi preoccupa  – ha aggiunto la consigliera – l’inversione di opzione del voto che verrà applicata per l’elezione dei Comites”.

E’ poi  intervenuto il consigliere Fabio Ghia: “sono onorato di essere entrato a far parte del Cgie – ha esordito Ghia. L’iniziativa di Palermo che ha avuto un plauso comune ma non può rimanere fine a se stessa. Potrebbe essere utile rilanciare il filmato che abbiamo visto sul tema alle diverse comunità nel mondo per sensibilizzare i nostri connazionali su questo argomento. Ghia ha inoltre sottolineato l’importanza di sviluppare con maggior enfasi le tematiche legate all’associazionismo.

Dal canto suo il consigliere Paolo Da Costa (Svizzera) si è soffermato sulle difficoltà connesse alla preiscrizione degli elettori per le elezioni dei Comites, difficoltà già sperimentate in passato che si ripresenteranno nelle consultazioni in programma per il 2020. Da Costa ha anche rilevato l’esigenza che dall’Assemblea Plenaria, una voce importante e riconosciuta, emergano proposte che consentano di portare a casa risultati concreti.

Luigi Papais (Ucemi) ha affermato : “Il seminario di Palermo indica quale sia il percorso che dobbiamo seguire. Noi rappresentanti dello storico associazionismo parliamo un linguaggio diverso dei giovani migranti. Ci stiamo riducendo ai minimi termini. Non possiamo ridurci a fare sportello terminale di pratiche ISEE e pensionistiche. Ci vuole una pratica associativa o si muore. Alcune nuove associazioni sono un esempio di sostegno ai nuovi migranti. Se le vecchie associazioni non permettono di entrare è giusto che i giovani creino nuove associazioni a patto che si raccordino con quelle storiche”.

In merito alla questione del voto all’estero ha preso la parola  Tony Mazzaro (Germania) : “intanto una riflessione sulla legge elettorale: forse è il caso di far approvare prima la nuova legge e votare direttamente con quella. La seconda riflessione riguarda le elezioni politiche che hanno visto grosse lacune nel voto soprattutto in Austria e in Romania. Se è vero da un lato che i seggi sono stati istituiti in diverse zone dell’Austria, sebbene distanti, d’altra parte bisogna ricordare che a Bucarest c’è stata l’unica sede di tutta la nazione in cui si poteva votare. Se costringo l’elettore a fare 500 km per mettere la scheda nell’urna è difficile che possa partecipare. Inoltre bisogna tenere conto del fatto che in questi paesi non esistono altre agenzie se non il consolato di Bucarest e Vienna. Chi abita a Innsbruck per arrivare a Vienna deve fare moltissimi chilometri”.

E’ poi intervenuto Vittorio Pessina (Fi) che si è soffermato sulla proposta costituzionale che prevede la riduzione dei parlamentari rilevando come questa riforma possa non avere la maggioranza in uno dei due passaggi parlamentari anche perché la legislatura potrebbe finire anticipatamente.

Gianfranco Sangalli  (Perù) si è invece soffermato sul miglioramento della situazione in Perù per quanto riguarda le prenotazioni on line dei servizi consolari, rilevando la necessità di mettere  a confronto in questo ambito  le diverse esperienze acquisite così che si possa scegliere la migliore tra le diverse possibilità.  Anche Vincenzo Mancuso (Germania), ha sottolineato, facendo riferimento al caso della Germania, ha sottolineato l’esigenza di armonizzare e uniformare le modalità di gestione dei servizi fra i vari consolati ad esempio per la richiesta dei certificati.

Dal canto suo Riccardo Pinna, componente del Cdp per i Paesi Anglofoni extraeuropei, ha sottolineato la necessità di non rimandare le prossime elezioni dei Comites, per non tradire, come è già avvenuto in passato, le aspettative dei giovani italiani all’estero che vanno inseriti nei Comites e nei Cgie con adeguate condizioni operative.

Ha inoltre preso la parola la deputata Fucsia Nissoli (Fi), eletta nella ripartizione America Settentrionale e Centrale : “riguardo il taglio dei parlamentari io non sono ovviamente d’accordo. Abbiamo bisogno di una rappresentanza credibile. ..Vorrei poi riportare alcune preoccupazioni connesse al codice civile del ‘65: molti con avi prima del 1912 mi scrivono e hanno paura di perdere la cittadinanza. Ribadisco quindi che il decreto sicurezza crea problemi solo agli italiani all’estero. Volevo infine fare i complimenti per aver messo all’ordine del giorno la carta d’identità elettronica per gli italiani all’estero che è una questione che mi sta a cuore”.

Il deputato del Pd Nicola Carè, eletto nella ripartizione Asia-Africa-Oceania-Antartide ha sottolineato : “ho sentito attenzione da parte del Ministro Moavero che mi sembra guardi con occhio fiero la questione degli italiani all’estero. Ha detto che siamo testimoni della patria. Sono bellissime parole. … L’Italia – ha aggiunto Carè – produce prodotti di eccellenza che vengono portati nel mondo proprio dagli italiani all’estero. Ma perché allora in questo paese si sta considerando un taglio della rappresentanza degli italiani all’estero? Noi rappresentanti esteri dobbiamo far sentire la nostra voce”.

Dal canto suo Aniello Gargiulo (Cile) ha evidenziato come il metodo del contratto del governo non funzioni per gli italiani all’estero e l’esigenza di trovare nell’esecutivo e nei parlamentari un riscontro ai lavori e alle proposte avanzate dal Cgie . A questo punto è intervenuto Giuseppe Stabile (Spagna – Portogallo) che ha chiesto dei chiarimenti al Comitato di Presidenza sui criteri con vengono considerate le proposte dei vari consiglieri e si è detto decisamente contrario all’ipotesi , prevista nella riforma del voto all’estero, di limitare la possibilità di potersi candidare per i membri del Cgie.

E’ infine intervenuto il Segretario Generale Schiavone che ha rilevato la necessità di insistere con maggiore determinazione nel lavoro portato avanti dal Cgie, anche per quanto riguarda il rapporto con il Governo.   Per quanto riguarda la questione sollevata da Stabile Schiavone ha sottolineato che gli Ordini del Giorno segnalati sono stati presi in considerazione dal Cdp. (Maria Stella Rombolà/Inform)

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