direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il dibattito della Plenaria sul decreto attuativo della “buona scuola” per la promozione della lingua e della cultura italiana

CGIE

L’intervento del direttore generale del Maeci per la Promozione del Sistema Paese Vincenzo De Luca

 

ROMA – Si è svolto al Cgie il dibattito, con la partecipazione del direttore generale per la Promozione del Sistema Paese Vincenzo De Luca, sul decreto attuativo della “buona scuola” che riguarda la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero. Il dibattito, dopo l’introduzione del segretario generale Michele Schiavone è entrato nel vivo con  l’intervento del presidente della Commissione Lingua e Cultura Fernando Marzo che ha ricordato come sul decreto sulla buona scuola il Cgie non sia stato consultato, ma abbia comunque potuto esprimere il suo parere grazie alla collaborazione dei parlamentari. Marzo ha poi rilevato come  l’uso della lingua italiana nel mondo sia in arretramento soprattutto presso gli italiani di terza e quarta generazione. “Abbiamo sentito che nel prossimo triennio ci dovrebbero essere dei fondi a disposizione – ha aggiunto Marzo – io lancio un appello a fare attenzione affinché le risorse vadano alla promozione strategica della lingua e della cultura italiana”. Marzo ha anche ricordato i ritardi nell’erogazione dei contributi agli enti gestori che spesso sono costretti ad indebitarsi. 

Ha poi preso la parola  Laura Garavini, relatrice per il governo sul decreto 383 in Commissione Affari Esteri “Per la prima volta – ha detto la deputata del Pd eletta nella ripartizione Europa – siamo riusciti a realizzare, il Governo in primis in materia di promozione di lingua e cultura italiana all’estero, un intervento organico che tiene conto della pluralità dell’offerta presente”, soprattutto già nella prima formulazione c’è stato un grosso passo avanti, il ripristino di un numero consistente di insegnanti di ruolo. Non siamo riusciti a recuperare l’intero numero del personale di ruolo, ma a partire dall’anno prossimo 2018/2019 si avranno in più 50 insegnanti di ruolo che si vanno ad aggiungere ai 12 attualmente operanti presso le scuole di lingua e cultura italiana. E’ anche importante – ha aggiunto la Garvavini – aver riconosciuto la figura e il ruolo degli enti gestori. La Garavini ha anche segnalato la creazione di  una cabina di regia tra il Maeci e il Miur, per dare un supporto e coordinare meglio non solo le risorse ma anche una plurale offerta di lingua e cultura italiana all’estero.

A seguire ha preso la parola Roger Nesti (Svizzera) che ha evidenziato come il decreto 383 risulti nettamente migliorato dagli interventi delle commissioni parlamentari; però resta l’amaro in bocca – ha aggiunto Nesti – per la non indicazione degli enti gestori nella prima stesura del testo che evidenzia una mancanza di attenzione per il ruolo degli stessi enti che sono “il motore principale per la diffusione della lingua e la cultura italiana”. “Il nuovo decreto, – ha aggiunto Nesti – significa anche, suppongo, che il Ministero dovrà riscrivere anche le circolari applicative per quanto riguarda gli enti gestori, per applicare il decreto in modo adeguato”. Nesti anche rilevato l’insufficienza dei fondi stanziati in questo settore e le difficoltà  a individuare fonti alternative di finanziamento.

Norberto Lombardi ha sottolineato come questa esperienza intorno al decreto 383 rappresenti un esempio per la sinergia tra Cgie, Camera e Senato  e Amministrazione che dovremmo cercare di sviluppare. “E’  stata fatta – ha aggiunto – non solo una positiva esperienza, ma è stato tracciato un solco nel quale tutti insieme continueremo a muoverci. Stiamo avvertendo che non soltanto c’è un’enfasi, ma per la prima volta c’è una traduzione in azione politica della scelta strategica della lingua e della cultura italiana, che si è evidenziato nella creazione del fondo di 150 milioni per la cultura. Ma c’è anche un’impostazione fortemente integrata in questo campo e il Cgie non deve assolutamente solo limitarsi a rivendicare, ma deve accettare il livello di questo nuovo scontro che è di natura qualitativa, mettendosi sul piano di una impostazione generale delle scelte che vengono compiute anche in termini più complessi”. Da Lombardi sono inoltre stati avanzati alcuni quesiti, fra questi l’effettiva entità delle risorse per i corsi di lingua e cultura nel 2017 che dovrebbero tornare al livello dei 12 milioni di euro. Lombardi ha anche rilevato la necessità che lo spostamento di competenze da una direzione generale ad un’altra del Maeci non finisca per bloccare l’iter dei pagamenti per gli enti gestori.

Dopo l’intervento del consigliere Gerardo Pinto che ha segnalato la cancellazione dei contributi destinati ai corsi per adulti degli enti gestori in America Latina, è intervenuto il direttore generale  Vincenzo De Luca che ha evidenziato come sia in  atto una ridefinizione degli strumenti della promozione dell’Italia all’estero e non solo della lingua e della cultura. De Luca ha anche ricordato come negli ultimi tre anni siano state incrementate le risorse per la promozione del made in Italy di circa  300 milioni di euro. Una promozione del Paese, dal punto di vista economico e della nostra percezione all’estero , che viene aiutata dalla promozione della lingua e della cultura. Il direttore generale ha poi evidenziato come il decreto 383 si inserisca nella scia di un’azione di promozione di sistema,  in quanto frutto di un lavoro congiunto, e si prefigga di accrescere la diffusione del sistema formativo all’estero, consolidando le scuole statali, aumentando le scuole paritarie e soprattutto  le sezioni di lingua italiana nelle scuole locali e internazionali. Un settore, quest’ultimo, ricco di potenziale . Per quanto poi riguarda i ritardi nell’erogazione dei finanziamenti De Luca ha assicurato che si sta lavorando per accelerare i tempi. Il direttore generale ha infine rilevato la necessità di puntare ad un ruolo forte del Cgie e al coinvolgimento delle nostre comunità all’estero per lo sviluppo di uno schema di promozione integrata verso l’estero. (Nicoletta Di Benedetto/Inform)

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