direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il dibattito del tavolo tematico “Ruolo degli italofoni e delle comunità italiane all’estero”

STATI GENERALI DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO

Gli interventi di Norberto Lombardi (relatore – Cgie), Alessandro Masi  (Dante), Eugenio Marino (Pd), Piero Alessandro Corsini (Rai Italia), Tommaso Conte (Cgie), del deputato Gianni Farina (Pd) e dei rappresentanti delle Consulte regionali e degli Enti gestori

 

FIRENZE –  Si è svolto a Firenze, nell’ambito degli Stati Generali della lingua italiana nel mondo, l’incontro sul tema “Ruolo degli italofoni e delle comunità italiane all’estero”. Il tavolo tematico, ospitato presso la sede fiorentina della Società Dante Alighieri, è stato coordinato da Antonino La Piana, capo Ufficio II della Direzione Generale del Mae per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie. Presenti all’incontro anche i deputati della circoscrizione Estero Gianni Farina (Pd), Fabio Porta (Pd) e Alessio Tacconi (Misto).    

Il dibattito è stato aperto dal relatore Norberto Lombardi (Cgie) che ha ricordato come il nucleo essenziale, ma non esclusivo  dell’italofonia nel mondo, non possa che essere il retroterra emigratorio che l’Italia ha sedimentato nel corso di un secolo e mezzo di storia moderna. Uno zoccolo duro di comunità stanziali a cui vanno aggiunte le nuove emigrazioni e mobilità. Uno scenario che, secondo Lombardi, va affrontato attraverso un approccio molto differenziato che tenga conto dell’evoluzione del variegato panorama migratorio. Per Lombardi l’allargamento della base italofona va attribuita anche agli oltre cinque milioni di stranieri residenti in Italia, fra cui 800.000 ragazzi iscritti a scuola, che rappresentano una leva strategica da usare per la diffusione dell’italiano nei loro Paesi d’origine. Dopo aver ricordato la variegata galassia degli strumenti di promozione culturale, scuole italiane nel mondo, Istituti di Cultura ,  Regioni, Enti gestori,  Comitati della Dante, Enti di formazione a distanza e stampa italiana all’estero,  Lombardi ha auspicato un superamento del flusso unidirezionale della promozione della lingua e cultura dall’Italia verso le comunità italofone che prenda in considerazione  le capacità di protagonismo culturale  delle nostre  collettività. “Una nuova cultura globale e plurale, –  ha spiegato Lombardi – diversa da quella tradizionale,  capace di assecondare lo sforzo di promozione del sistema Italia in ambito internazionale … Ci sembra arrivato il momento – ha aggiunto il consigliere del Cgie – per cui il Made in Italy sia considerato come un percorso che ha notevoli implicazioni di carattere culturale. A tal proposito bisognerebbe lavorare di più per stabilire una sinergia fra le politiche di promozione in campo economico e commerciale la e promozione culturale e linguistica”: Per Lombardi inoltre sarebbe opportuna una maggiore integrazione dei nostri corsi di lingua nei sistemi scolastici locali, una scelta strategica verso Internet per avere una modulazione dell’offerta linguistica  e la creazione di un Osservatorio mondiale della lingua e cultura italiana. Auspicato anche un maggiore coordinamento della proposta formativa e un rilevamento mirato della potenziale domanda di formazione linguistica attraverso il ripristino dei Piani paese. “Il nostro Gruppo – ha ribadito Lombardi che ha anche parlato della necessità di formare i docenti in loco,  di riformare la legge n.153 sulla promozione culturale all’estero  e di garantire un certo livello di risorse pubbliche per il settore – chiede un progetto organico a livello nazionale per la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo che sia all’interno del più generale progetto di promozione del sistema Paese”. 

Ha poi preso la parola il segretario generale della Dante Alighieri Alessandro Masi che , dopo aver ricordato l’importanza dell’emigrazione storica, si è soffermato sulla nuova mobilità dei giovani italiani che andando all’estero, alla tregua di tanti ragazzi di altri Paesi europei,  portano via dal nostro paese il loro bagaglio formativo che per il nostro sistema scolastico ha avuto un costo non indifferente. Alla luce di questa situazione da Masi è stato proposto un progetto pilota, che coinvolga i dipartimenti di italianistica, volto a riportare nell’ambito dell’identità italiana il potenziale di questi giovani della quinta emigrazione italiana.

 “Oggi la politica estera del nostro paese – ha affermato Eugenio Marino, responsabile Pd per gli italiani nel mondo,  non passa solo per la diplomazia ufficiale, ma anche attraverso il mondo imprenditoriale le Ong e i cittadini all’estero. Noi – ha proseguito Marino – non siamo più una grande potenza economica,  militare o politica, ma siamo sicuramente un Paese che vuole continuare ad essere protagonista sulla scena internazionale. Per continuare ad esserlo dobbiamo contare sulla diplomazia diffusa di cui le nostre comunità sono una parte importante. Questa proiezione delle nostre collettività avviene attraverso la lingua e il patrimonio culturale. Il problema è la dispersione dei nostri strumenti di promozione culturale che oggi, a causa della riduzione degli investimenti dello Stato, dovono essere  razionalizzati,  come avviene per la rete consolare e diplomatica, sulla base dei nostri interessi nelle varie aree”. Una riorganizzazione del sistema che, secondo Marino, potrà avvenire attraverso la creazione di una nuova Agenzia che abbia capacità decisionali e di attivazione dei finanziamenti pubblici, nonché di raccordo fra i vari istituti pubblici e privati preposti alla promozione linguistica e culturale, Una struttura dunque che possieda capacità di programmazione pluriennale, economica, didattica e culturale.

Dopo l’intervento del presidente dell’ente gestore IACE Berardo Paradiso che ha parlato della necessità di coinvolgere nella promozione culturale le grandi aziende italiane e di creare programmi mirati extrascolastici ( ad esempio sull’opera) per interessare alla cultura italiana i ragazzi fra i 7 e i 14 anni , il direttore di Rai Italia Piero Alessandro Corsini ha spiegato come il canale internazionale della Rai abbia deciso di ripensare il suo palinsesto per raccontare le storie delle nostre comunità e delle giovani generazioni all’estero attraverso nuove trasmissioni autoprodotte, come ad esempio  “Community”. Un programma che supera i consueti stereotipi e fa informazione di ritorno essendo riproposto dalla Rai in Italia e in Europa. Segnalata da Corsini anche la trasmissione “Camera con Vista” che offre allo spettatore all’estero uno sguardo originale sulle bellezze e le capacità imprenditoriali  dell’Italia. Il direttore di Rai Italia ha inoltre ricordato il ruolo che, a metà del secolo scorso, gli sceneggiati della Rai ebbero per l’unificazione linguistica dell’Italia. Uno sforzo produttivo importante che nacque da un mirato progetto politico. Per Corsini infine la prossima scadenza della convenzione pubblica della televisione di Stato rappresenterà un’occasione per ripensare la posizione della Rai come servizio pubblico anche per quanto riguarda gli italiani all’estero. “L’obiettivo – ha affermato Corsini – è quello di soddisfare il pubblico italofono, riannodando il filo delle generazioni anche attraverso l’utilizzo di sottotitoli in italiano che consentano ai nonni e ai nipoti di guardare insieme il meglio dei programmi, imparando al contempo la lingua d’origine”.

Dal canto suo Giuseppe Fierro, dirigente scolastico di Cordoba ha auspicato sia un ripensamento del criterio di assegnazione dei contributi agli Enti gestori, che premi gli operatori più virtuosi in base alla qualità dei servizi resi, sia il ripristino di un adeguato contingente di dirigenti scolastici che consenta di dare un apporto qualificato ai consoli per quanto riguarda il parere che accompagna la richiesta dei contributi da parte degli Enti gestori.

Marco Caligiuri, coordinatore della Commissione Beni e Attività Culturali della Conferenza delle Regioni, si è invece soffermato sull’esigenza di un progetto organico di rilancio della lingua e cultura italiana. Un piano nazionale rivolto anche verso l’estero a cui le regioni potranno dare il loro contributo.   Caligiuri  ha inoltre parlato dell’importanza del censimento dei ricercatori italiani all’estero e dell’istituzione di cabine di regia regionali in raccordo con quelle nazionali.  Donatella Cannova, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Sydney, ha illustrato alcuni dati sull’insegnamento dell’italiano in Australia dove, dopo il giapponese, la nostra lingua è quella più studiata nel sistema scolastico. Un contesto, quello australiano, in cui è molto forte la concorrenza delle lingue asiatiche emergenti e dove, secondo la Cannova, occorrerebbero adeguate campagne mediatiche per promuovere la lingua italiana.

Ha poi preso la parola il presidente della Commissione Scuola e Cultura del Cgie Tommaso Conte che, intervenendo in sostituzione del segretario generale del Consiglio Generale Elio Carozza, ha ricordato come negli ultimi tre anni le risorse pubbliche per gli Enti gestori siano state ridotte, mantenendo inalterata la richiesta dei servizi. Conte ha anche reso noto che nel 2015 verranno eliminati altri 148 docenti di ruolo e saranno ulteriormente ridotte le risorse per gli Enti gestori che già ora si trovano in gravi difficoltà. Il Consigliere ha inoltre segnalato la elaborazione da parte del Cgie di un’ipotesi di progetto di legge che si prefigge di configurare  un unico attore capace di prendere in mano la vasta galassia della promozione culturale e linguistica, mettendo in campo risposte diversificate sulla base delle indicazioni scaturite dai Piani Paese.   

Da segnalare anche l’intervento di Valentina Bach che ha illustrato l’attività del Collegio del mondo unito dell’Adriatico. Una struttura che accoglie studenti da 70 paesi del mondo. Ragazzi, italiani e stranieri, che diffondono la nostra lingua all’estero. Ogni anno vi sono 80 borse di studio per studenti che vengono a studiare in Italia.  A seguire le parole di Nicola Cecchi, vicepresidente vicario dei Toscani nel mondo che ha evidenziato come nessuno sembri ricordarsi che la  lingua italiana rappresenti la base portante della nostra identità nazionale e del  nostro sviluppo. Cecchi ha poi sottolineato la necessità di dare un seguito concreto ai tanti convegni sulla lingua italiana e si è detto d’accordo con la creazione di un’Agenzia nazionale di coordinamento per la promozione all’estero della cultura italiana.

E’ stata poi la volta del deputato del Pd Gianni Farina, eletto nella ripartizione Europa, che ha in primo luogo ricordato la figura di Padre Graziano Tassello. “Per quanto riguarda la nuova emigrazione italiana, – ha poi affermato Farina –  che io preferisco definire ‘nuova modernità globale’, posso dire che sono felice che migliaia di giovani italiani di grande professionalità scelgano di andare per il mondo. Il problema del rientro non esiste in termini di aiuto, ma esiste nel creare le condizioni in questo paese affinché possano tornano uomini e donne anche di altra nazionalità a vivere la nostra ricca cultura”. Farina , dopo aver ricordato che la legge 153 sulla promozione culturale all’estero fu il risultato della lotta e del sacrificio di tanti connazionali, ha sottolineato l’esigenza di difendere il pluralismo linguistico in Europa attraverso  la stipula di specifici accordi fra Nazioni. “Dobbiamo essere tutti convinti – ha concluso Farina – della necessità di costruire una Europa multiculturale e plurilinguistica”.  Da segnalare infine, fra gli altri interventi, quello del coordinatore degli Enti gestori in Svizzera, Roger Nesti che ha rilevato l’esigenza di considerare le collettività italiane all’estero come l’attore principale della politica di promozione della nostra lingua e cultura nel mondo. Nesti si è anche soffermato sulla possibilità di formare i docenti anche all’estero e non solo in Italia, una scelta per lui positiva, e sulla necessità di dare agli Enti gestori l’opportunità di trovare nuove fonti di finanziamento. (Goffredo Morgia – Inform)

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