direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il dibattito dedicato alle eccellenze italiane nell’ambito della ricerca e dell’università

ITALIANI ALL’ESTERO

Alla Camera dei Deputati il convegno “Italiani all’estero: intelligenze senza confini”

 

 

ROMA – Si è tenuto nel corso dell’incontro  “Italiani all’estero: intelligenze senza confini”, svoltosi oggi alla Camera dei Deputati,  un panel dedicato alle eccellenze italiane nel campo della ricerca e del mondo accademico: l’incontro è stato moderato da Lanfranco Palazzolo di Radio Radicale. Matteo Pardo, Ufficio Relazioni Internazionali CNR di Roma, ed è stato dedicato al  tema dei giovani che lasciano il proprio Paese alla conquista di un titolo di studio all’estero. Nel bilanciamento mondiale del fenomeno conosciuto come “student mobility”, il Paese che attrae maggiormente sono gli Stati Uniti. “Per quanto riguarda l’Italia – ha commentato Pardo riferendosi anche all’Erasmus – il flusso è in aumento sia in entrata che in uscita; non solo, siamo il Paese che fornisce a colossi come la Germania il maggior numero di talenti scientifici”.  Vito Gironda, Storico e Direttore scientifico dei rapporti binazionali Italia-Germania presso l’Università di Bielefeld, ha invitato a valutare l’emigrazione non più soltanto come perdita ma come risorsa. “Un peso determinante è giocato dalla quantità d’investimenti da parte di uno Stato nella ricerca e nello sviluppo: l’Italia investe appena l’1,4% del Pil. E’ un problema strutturale, mentre altrove i forti investimenti rappresentano invece un motivo di attrazione per i ricercatori”, ha spiegato Gironda.

Marialucrezia Leone, Storica della filosofia medievale presso il Thomas Institut e l’Università di Colonia, ha voluto ricordare anche l’importanza svolta dalle scienze umanistiche, soprattutto nei Paesi di cultura teutonica. Paolo Giubellino, Fisico nucleare e Amministratore delegato dei centri di ricerca FAIR e GSI di Darmstadt, ha evidenziato come sia oltremodo obsoleto guardare al passaporto quando si parla di mobilità finalizzata alla ricerca. “Tutti i grandi centri di ricerche al mondo vivono di una grande mescolanza di nazionalità, dagli studenti fino ai vertici”, ha sottolineato Giubellino.  Dario Riccardo Valenzano, Genetista presso il Max Planck Institut for Biology of Ageing a Colonia, vanta un gruppo di ricerca composto da persone provenienti da diverse parti del mondo. “Il concetto di fuga di cervelli non lo condivido perché non mi sono personalmente mai sentito in fuga da qualcosa quanto piuttosto alla ricerca di opportunità da rincorrere”, ha spiegato Valenzano.  Marco Dell’Erba, Assistant Professor of Corporate & Financial Law presso l’Università di Zurigo, ha infine parlato dei vantaggi che può incontrare un ricercatore italiano all’estero: “una maggiore trasparenza nel recruiting, una minor presenza di forme di baronato e sicuramente salari migliori”. (Simone Sperduto/Inform)

 

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