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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il deputato Nicola Carè (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) sulla situazione economica italiana

PARTITI

“Aumento dell’Iva e misure di sviluppo assenti danneggeranno consumi ed export”

ROMA – Il deputato del Pd Nicola Carè, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, diffonde una nota in cui esprime preoccupazione per l’“involuzione del quadro economico nazionale: una core inflation inferiore alla media dell’Eurozona, dinamiche finanziarie interne e prezzi dei servizi connotati da segno negativo”. “Crescita inferiore alle aspettative, mondo del lavoro scarsamente mobile e inflazione sottostimata determinano una diffusa e palese fragilità economica. Al quadro poco incoraggiante, si aggiungono le stime derivanti dal Documento di Economia e Finanza stilato dal Governo – prosegue Carè, che segnala come da esso non risultino “i costi esatti di quota cento, flat tax e reddito di cittadinanza”. Tra i dati richiamati dall’esponente democratico, la “crescita economica allo 0,2%, da una partenza dello 1,5%, il peggioramento del deficit, il debito pubblico in crescita e la disoccupazione in ascesa, stimata dello 0,3% per quest’anno e dello 0,7% per l’anno prossimo”.

“Una condizione stagnante che, già dal 2018, richiedeva misure economiche proattive e propositive a favore dell’export e dell’immenso patrimonio dei connazionali impegnati all’estero e per l’estero. In particolare – afferma Carè, – sarebbe stato opportuno perfezionare il decreto ‘sbloccacantieri’, approvato il 20 marzo in Consiglio dei Ministri e fermo da oltre un mese. Nella stessa incertezza risulta il decreto legge crescita del 5 aprile scorso: tutte misure indispensabili a garantire nuova linfa a favore dell’imprenditoria italiana e del Made in italy”.

L’esponente democratico critica dunque la politica del Governo, a suo avviso, “focalizzata su Quota 100 e Reddito di cittadinanza” che giudica essere “provvedimenti che nulla dispongono in tema di competitività globale,economia interna e crescita occupazionale, pur incidendo in modo cospicuo sul bilancio pubblico e paralizzando ogni altra possibilità di manovra finanziaria statale”. “Scelte – prosegue Carè – che ricadono sulla domanda ma non sul benessere del Paese: un incremento dello 0,5% dei consumi nel 2019, dello 0,8% nel 2020 e dell’1,1% nel 2021 che contrasta con una incidenza sul Pil di 2,2 punti. L’utilità delle manovre deve, necessariamente  e comunque, equilibrarsi alla Clausola di Salvaguardia inserita nella Legge di Bilancio e ad un potenziale incremento secco dell’Iva, in caso di deficit pubblico”.

“Le suddette problematiche, pertanto, non devono essere sottovalutate: riguardano risorse per 23 miliardi nel 2020 ed ulteriori  28,7 nel 2021; 52miliardi per cui siamo chiamati, anche in Europa, ad assicurare le coperture finanziarie. Se l’indirizzo continuerà ad apparire carente in riforme e progetti produttivi, si riverserà in toto su prezzi, consumi e costi aziendali, privando l’imprenditoria italiana della possibilità di effettuare opportuni investimenti su export e settori trainanti – sottolinea l’esponente democratico, che teme anche il danneggiamento “dell’unico ambito in stabile attivo: quell’universo connesso ai nostri concittadini all’estero, che commerciano con l’estero e promuovo le nostre eccellenze. Ambasciatori, promotori e consumatori del ‘Softpower’ italiano”.

“Sono necessarie al contrario politiche governative che offrano impulso e linfa ai nostri settori più qualificanti – rileva Carè, – “finanziamenti che si traducano in occupazione, aumento delle esportazioni, competitività internazionale e in un significativo e solido trend di crescita del Prodotto Interno Lordo”. (Inform)

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