direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Cir sulle disposizioni per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale e il contrasto dell’immigrazione illegale

DECRETO LEGGE MINNITI-ORLANDO

“Sistema di asilo più efficace, ma dubbi sulla pienezza della tutela”

 

ROMA – Dopo aver esaminato le disposizioni per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale e il contrasto dell’immigrazione illegale approvate dal Parlamento (decreto legge Minniti-Orlando), il direttivo del Consiglio Italiano per i Rifugiati segnala come ricorrere al provvedimento di urgenza “abbia ridotto le possibilità di intervenire in sede parlamentare per assicurare la pienezza delle garanzie a favore dei rifugiati, come molte associazioni umanitarie avevano richiesto”.

Pur apprezzando il fatto che il Governo abbia voluto affrontare con un provvedimento ampio le numerose questioni poste dai procedimenti in materia di asilo e constatando il miglioramento apportato con esso al percorso amministrativo e giurisdizionale, grazie soprattutto all’introduzione delle sezioni specializzate nei Tribunale, il Cir evidenzia che “la riduzione di un grado di giudizio rischia di compromettere le garanzie per i rifugiati, soprattutto se non si assicura la pienezza del contraddittorio e del diritto di difesa. La certezza di poter essere sentito dal giudice è una garanzia ineliminabile – rileva – soprattutto per i soggetti vulnerabili”.

Per ciò che riguarda i nuovi Centri Permanenti per il Rimpatrio, ex Cie, il consiglio direttivo del Cir ritiene che il trattenimento in tali strutture debba costituire l’ultima ratio per i migranti irregolarmente presenti sul territorio, e applicato solo qualora le altre misure meno coercitive, peraltro previste dalla normativa comunitaria, non siano eseguibili e vengano rifiutate. In particolare, per le persone che si trovino in situazione d’irregolarità a causa della perdita del lavoro o del permesso di soggiorno, ritiene che debbano essere garantite misure per permettere la loro regolarizzazione sia attraverso legami familiari che nuove possibilità lavorative. Categorie vulnerabili come minori non accompagnati, vittime di tortura e violenza estrema non devono essere trattenute in nessun caso – precisa la nota del Cir, – ma orientate verso efficaci forme di protezione sociale. Si evidenzia inoltre come il numero di circa 1600 trattenimenti ipotizzati sia assai più basso del numero degli irregolari presenti nel nostro paese.

Secondo il Cir, inoltre, appare necessario, “de jure condendo, abolire il reato di immigrazione clandestina, del tutto anacronistico e portatore di effetti del tutto contraddittori”.

Dal presidente del Cir, Roberto Zaccaria, l’auspicio per “la valorizzazione dei ritorni attraverso forme volontarie e assistite, con lo sviluppo di programmi di reintegrazione, in conformità alla Direttiva rimpatri”. “Questa tipologia di rientro dei paesi di provenienza rispetta la dignità del migrante, rende il ritorno più sostenibile e risulta più economica dei rimpatri forzati. Studi internazionali – aggiunge – stimano che il Rimpatrio volontario assistito costi circa 5 volte in meno dei rimpatri forzati; in Svizzera hanno stimato che il costo dei rimpatri forzati si aggiri intorno a 16mila euro per migrante”. “Il fenomeno dell’immigrazione e dei rifugiati che giungono nel nostro paese e in Europa in fuga da persecuzioni, guerre, carestie e miserie è sempre più rilevante. È necessaria una risposta europea e nazionale, organica ed incisiva – conclude Zaccaria. (Inform)

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