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Il 5 luglio Papa Francesco in visita pastorale a Campobasso e Isernia

MOLISE

Il 1° luglio a Campobasso “Aspettando Francesco, il Molise della cristianità e dell’impegno sociale da San Giovanni Eremita a Padre Giuseppe Tedeschi”.Evento promosso dalla Regione

 

 

CITTA’ DEL VATICANO/CAMPOBASSO – Sabato 5 luglio Papa Francesco sarà in Molise per una visita pastorale . Alle 9 il papa incontrerà il mondo del lavoro e dell’industria nell’Aula magna dell’Università del Molise a Campobasso. Alle 10.30, concelebrerà la messa nell’ex Stadio Romagnoli a Campobasso. Papa Francesco si sposterà poi nella Cattedrale della città per salutare, alle 12.30, alcuni malati. Alle ore 13, Francesco pranzerà con i poveri assistiti dalla Caritas nella “Casa degli Angeli”.Alle ore 15.15, il papa incontrerà i giovani delle diocesi di Abruzzo e Molise nel piazzale del Santuario di Castelpetroso. Alle 16.30, l’incontro con i detenuti nella Casa circondariale di Isernia. Alle 17.45, il saluto agli ammalati nella Cattedrale della città. Alle ore 18.15 nella piazza della Cattedrale,Francesco  incontrerà la cittadinanza. In questa  occasione sarà  indetto l’Anno Giubilare Celestiniano.

La cittadinanza  di Campobasso – dove il 3 e il 4 luglio si svolgeranno anche il Consiglio dei Molisani nel Mondo e il Consiglio dei Giovani (v. Inform http://comunicazioneinform.it/a-campobasso-consiglio-dei-molisani-nel-mondo-e-consiglio-dei-giovani/ ) – e  quella  di Isernia si preparano dunque ad accogliere il papa argentino di origini italiane .

In vista della visita pastorale, domani primo luglio a Campobasso, Palazzo Vitale, si terrà un evento (ore 19.30) organizzato dall’Assessorato regionale alle Politiche sociali. L’iniziativa –  dal titolo “Aspettando Francesco. Il Molise della cristianità e dell’impegno sociale da San Giovanni Eremita a Padre Giuseppe Tedeschi” – ha l’obiettivo di “mettere in risalto i volti, le storie, la cultura ed il valore di una tradizione millenaria del Molise, fatta di laboriosità, spirito di sacrificio, semplicità ed impegno sociale”.  “C’è un Molise fatto di storie umane, di missionari, di figure religiose e di associazioni che da secoli si sono dedicate alla pace, alla mutualità e all’aiuto dei più deboli” evidenziano dalla Regione. E “tra gli esempi più belli e meno noti della terra molisana” si colloca San Giovanni Eremita, nato a Tufara nel 1084 che, al ritorno da Parigi dove si fermò nel 1103, donò tutte le sue ricchezze ai poveri ed entrò nel 1104 nel monastero di Sant’Onofrio a San Severo, avviando un cammino che lo portò a fondare l’abbazia di Gualdo Mazzocco, destinata a diventare una delle più importanti dell’Italia centro-meridionale.  San Giovanni Eremita morì il 14 novembre 1170 e venne proclamato Santo il 28 agosto del 1221. Oggi è il Patrono dell’Alta Valle del Fortore ed è il Copatrono della Diocesi di Campobasso. “A distanza di secoli, la devozione dei fedeli tramandata oralmente da generazione in generazione è rimasta intatta e rappresenta emblematicamente i tratti identitari della nostra comunità regionale ricca di esempi missionari, di associazioni mutualistiche e di meritorie organizzazioni di volontariato” sottolineano dalla Regione .

“L’imminente visita di Papa Francesco – dice l’assessore regionale Michele Petraroia, che coordinerà i lavori –  scuote i nostri ritmi quotidiani ripiegati sulle mille emergenze che assillano i molisani e ci aiuta ad alzare lo sguardo sul futuro per accogliere in armonia e gioia una figura carismatica capace di suscitare speranza nel futuro e mobilitazione per il bene comune. Il Molise si sta predisponendo a vivere un giorno che resterà negli annali della storia regionale ed intende far convergere tutte le proprie energie positive nell’approntamento di ogni evento programmato con lo slancio generoso e la passione civile di cui è capace”.

“Il nostro territorio – conclude Petraroia –  saprà vivere il 5 luglio come un dono e saprà operare per far tesoro del messaggio di Papa Francesco in favore dell’Italia Minore, delle periferie e delle aree interne e svantaggiate.  Con la forza dell’altruismo, della generosità e della dedizione sarà possibile riprendere il cammino del Molise restituendo una prospettiva di dignità alle nostre popolazioni”.

Altra figura simbolo del Molise è quella del padre salesiano  Giuseppe (Jose) Tedeschi, assassinato nell’Argentina dei militari golpisti a soli 42 anni. Il suo corpo fu rinvenuto a La Plata il 2 febbraio 1976. Era sfigurato dalle torture e crivellato da un centinaio di colpi .

Padre Tedeschi era nato a Jelsi (Campobasso) il 3 marzo 1934 ed era partito dal Molise  all’età di 16 anni  con la madre Maria Grazia Passarelli e quattro fratelli, minori di lui,  per raggiungeva il padre Luigi, partito un anno prima per l’Argentina.

Padre Tedeschi,come ricordato dal presidente della Regione Paolo di Laura Frattura, in occasione della commemorazione del missionario avvenuta in Vaticano il  16 ottobre 2013 , “nell’Argentina di Papa Francesco ha combattuto per la difesa degli oppressi, che ha contrastato i sopraffattori e i detentori di un potere indegno, resta una figura unica e speciale per tutti noi molisani. Il giovane, l’uomo, il religioso, che ha offerto i suoi giorni alla sola strada possibile per portare il bene in terra, il Vangelo”. “Padre Giuseppe Tedeschi, partito da Jelsi, nostra piccola comunità, ha avuto il coraggio di testimoniare Gesù nei fatti. Con una preghiera vera, riconoscibile, ripetuta tra gli emarginati, i poveri, i disperati. Con una generosità che solo i giusti sanno diffondere” ha scritto il presidente  del Molise .Padre Tedeschi – ha sottolineato Paolo di Laura Frattura – è oggi più che mai il simbolo dei migranti, di chi, tra mille paure e nessuna certezza, lascia il paese, la casa, gli affetti, per un domani migliore. Un domani migliore che non ha voluto costruire per sé ma per gli altri. Per tutti quelli che non avevano incontrato Dio, per tutti quelli l’avevano perduto, per tutti quelli che non sapevano più riconoscerlo. Padre Tedeschi e il Vangelo, vero e straordinario, nelle piccole e grandi miserie quotidiane”.(Inform)

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