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I tesori dell’arte sacra aquilana in mostra al Forte di Bard

MOSTRE

In Valle d’Aosta

Nel decennale del sisma esposte fino 17 novembre alcune opere recuperate e restaurate dai danni del terremoto

AOSTA – Vi si sale per la stretta valle solcata dalla Dora Baltea lungo la Statale 26 che da Ivrea conduce ad Aosta. Dalla cittadina piemontese, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’Umanità, si percorrono solo 22 chilometri di strada e si arriva al Forte di Bard, magnifico complesso fortificato fatto riedificare da Carlo Felice di Savoia nella prima metà dell’Ottocento sui resti di un castello diruto, la cui documentata esistenza risaliva al 1034 e il passaggio al dominio sabaudo nel 1242. Dopo un periodo di abbandono fino ad anni recenti, nell’ultimo lustro del Novecento è iniziato il restauro che nel 2006 l’ha restituito alla sua bellezza architettonica ed alla completa fruizione a fini espositivi e culturali. Il Forte di Bard è un’imponente opera di sbarramento, eretta all’imbocco della Valle d’Aosta.

Proprio nel magnifico contesto del Forte di Bard, nella ricorrenza del Decennale del terremoto dell’Aquila, una straordinaria Mostra di 14 opere – oreficerie, sculture in legno, pietra e terracotta, dipinti su tavola e tela, restaurate dopo il sisma del 2009 – è stata allestita al primo piano dell’Opera Carlo Alberto, nelle sale Gli Alloggiamenti, appositamente restaurate per l’apertura del nuovo ciclo espositivo del triennio 2019-2021. Inaugurata il 30 maggio scorso, la Mostra resterà in esposizione fino al 17 novembre 2019. La mostra “L’Aquila. Tesori d’arte tra XIII e XVI secolo, ideata e progettata da Marco Zaccarelli per conto dell’Associazione Forte di Bard, promossa dalla stessa Associazione con il patrocinio del Consiglio Regionale d’Abruzzo e del Comune dell’Aquila, è stata realizzata con la collaborazione dell’Ufficio Arte Sacra e Beni ecclesiastici dell’Arcidiocesi Metropolitana dell’Aquila e del Polo Museale dell’Abruzzo (Museo nazionale d’Abruzzo – MuNDA), prestatori delle opere, della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città dell’Aquila e i comuni del cratere, del Segretariato regionale dell’Abruzzo – Direzione regionale per Beni culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo.

Il Forte di Bard contemporaneamente ospita la Mostra fotografica “La città nascosta” del fotoreporter aquilano Marco D’Antonio, a cura di Eleonora Di Gregorio. Infine, quale tocco di singolarità, sono esposti anche due splendidi costumi del Corteo Storico della Perdonanza Celestiniana – il primo Giubileo della storia della cristianità –, candidata a patrimonio immateriale Unesco. “La mostra – ci dice l’ideatore e curatore Marco Zaccarelli – darà la possibilità di ammirare 14 opere recuperate e restaurate, provenienti dalle chiese aquilane e dal MuNDA. Negli ottocento anni della sua storia L’Aquila è stata più volte un centro economico e di transito e un centro artistico ricco di botteghe e scuole capaci di reinterpretare influenze fiorentine, romane e napoletane, creando un linguaggio personale e immeritatamente ancora poco noto. Credo che la mostra possa essere un’interessante e importante occasione d’incontro. La frattura del terremoto non ha riguardato solo le strutture, ma anche la rete di relazioni e di rapporti umani che costituiscono ogni comunità. La mostra è un piccolo tassello per ritrovare queste relazioni, riconoscere i propri luoghi, riappropriarsene, ritrovare gli “oggetti” del proprio patrimonio culturale, riconfermare il proprio senso di appartenenza a una storia, per contribuire alla ricostruzione del senso di comunità e della memoria collettiva degli aquilani”.

Al vernissage della mostra, giovedì scorso 30 maggio, hanno partecipato con i loro interventi Maria Cristina Ronc, direttrice dell’Associazione Forte di Bard, Marco Zaccarelli, ideatore e coordinatore dell’evento, Lucia Arbace, direttore del Polo Museale d’Abruzzo, ed Alessandra Vittorini, Soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio per la città dell’Aquila. Una grande presenza di pubblico ha incorniciato l’inaugurazione delle due esposizioni, tracciandone il valore artistico e il significato per la comunità aquilana. Di grande pregio e bellezza sono le opere selezionate per l’esposizione, solo un prezioso saggio dello straordinario patrimonio d’arte sacra che il Museo Nazionale d’Abruzzo custodisce – ora esposto nel MuNDA di Porta Rivera, in attesa di tornare nel cinquecentesco Forte Spagnolo, attualmente in restauro dai danni del sisma – o conservate nelle chiese aquilane. Si tratta, infatti, di splendidi pezzi dell’arte religiosa abruzzese, tra i quali si segnalano per brevità le Madonne con Bambino del Maestro di Sivignano e di Matteo da Campli, il grande Crocefisso della Cattedrale e la Croce processionale di Giovanni di Bartolomeo Rosecci, il San Michele Arcangelo di Silvestro dell’Aquila, il San Sebastiano di Saturnino Gatti, l’Adorazione dei Magi del fiammingo Aert Mijtens. Bello il catalogo della mostra, pubblicato dalle Edizioni Forte di Bard e co-edito da Verdone Editore.  (Goffredo Palmerini – Inform)

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