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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

I parlamentari Pd Garavini, Schirò e Ungaro chiedono la modifica dell’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate relativa alla legge “Controesodo”

ITALIANI ALL’ESTERO

Auspicato un intervento amministrativo da parte delle autorità competenti e/o un intervento legislativo del Governo per sanare questa situazione e tutelare gli interessi dei nostri lavoratori rientrati in Italia

ROMA – In una nota congiunta i parlamentari Pd eletti in Europa Garavini, Schirò e Ungaro segnalano la necessità di porre rimedio ad una interpretazione restrittiva della legge sul controesodo da parte dell’Agenzia delle Entrate che rischia di provocare un effetto inverso rispetto a quanto la normativa si proponeva.

“È di questi giorni la notizia che l’Agenzia delle Entrate – spiegano i parlamentari del Pd – sta richiedendo a ricercatori e docenti (rientrati in Italia in virtù delle agevolazioni previste dalla legge n. 78 del 2010) di rimborsare gli sconti fiscali di cui hanno beneficiato nel corso degli anni. Vengono richieste cifre anche ingenti adducendo come motivazione il fatto che non ne avrebbero avuto diritto in quanto non iscritti all’AIRE. Proprio perché non iscritti all’AIRE sarebbero da considerarsi fiscalmente residenti in Italia anche se svolgevano all’estero attività di ricerca o docenza (e per quest’ultimo motivo non possono essere considerati lavoratori che trasferiscono dall’estero in Italia la loro residenza fiscale).

Per Garavini, Schirò e Ungaro il problema nasce da interpretazioni “fornite dall’Agenzia delle Entrate nel 2017 sulla legge Controesodo (del 2010) sul rientro dei ricercatori e dei docenti. (Tali interpretazioni si trovano nella Risoluzione n. 146 del 2017 e nella Circolare n. 17 del 2017). La legge non prevedeva espressamente il requisito dell’Iscrizione all’AIRE. Prevedeva semplicemente il fatto che gli interessati al beneficio dovessero essere stati residenti all’estero in maniera non occasionale”.

Alla luce di questa situazione i parlamentari del Pd chiedono un celere intervento amministrativo da parte delle autorità competenti e/o un intervento legislativo del Governo per sanare questa situazione e tutelare gli interessi dei nostri lavoratori rientrati in Italia.

“Già nel 2010, su proposta del Pd, come legge bipartisan, – ricordano Garavini, Schirò e Ungaro – il Parlamento aveva approvato la legge Controesodo, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo economico, scientifico e culturale del Paese. Anche successivamente, i Governi italiani che si sono succeduti hanno previsto e concesso numerose agevolazioni fiscali a favore dei soggetti espatriati che trasferiscono la residenza in Italia per svolgervi un’attività di lavoro. Queste agevolazioni concepite per attrarre risorse umane in Italia e per far rientrare “cervelli” e lavoratori specializzati sono consistite nella riduzione dell’imponibile fiscale fino al 90%. La misura ha effettivamente attratto migliaia di lavoratori i quali sono rientrati in Italia anche in ragione del consistente sconto fiscale che spesso li ha convinti a lasciare attività e lavori gratificanti all’estero”. (Inform)

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