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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

I parlamentari del Pd eletti nella circoscrizione Estero sulla proposta di riduzione della rappresentanza eletta dai connazionali all’estero

ITALIANI ALL’ESTERO

Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro non condividono metodo e merito della proposta di riduzione a 12 dei parlamentari eletti all’Estero (8 deputati e 4 senatori), invece dei 12 deputati e 6 senatori attuali

 

ROMA – I parlamentari del Pd eletti nella circoscrizione Estero,  Laura Garavini,  Angela Schirò e Massimo Ungaro (ripartizione Europa), Francesco Giacobbe e Nicola Carè (Africa, Asia, Oceania e Antartide) e Francesca La Marca (America settentrionale e centrale), intervengono in merito alla proposta di riduzione del numero di deputati e senatori eletti dai connazionali all’estero.

La Commissione Affari costituzionali del Senato ha infatti avviato l’esame di alcune proposte di legge sulla riduzione del numero dei parlamentari, che coinvolge anche la rappresentanza eletta nella circoscrizione Estero, che risulterebbe ridotta a 12 (8 deputati e 4 senatori), invece dei 12 deputati e 6 senatori attuali.

“Non saremo noi, convinti sostenitori del Sì al referendum confermativo per la riforma costituzionale approvata dal Parlamento, che prevedeva il superamento del Senato elettivo, una riforma peraltro largamente condivisa dagli italiani all’estero, a negare l’opportunità di rendere più snello e funzionale il massimo organo di rappresentanza della nostra Repubblica – scrivono nella nota diffusa in proposito Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro.

Gli esponenti democratici tuttavia non condividono “il metodo con cui si portano avanti queste delicate questioni e il merito della proposta”. “Circa il metodo, nello stesso governo c’è chi persegue l’obiettivo di una radicale riforma del voto degli italiani all’estero e chi propone di tagliare di un terzo il già esiguo numero dei rappresentanti – affermano i parlamentari Pd, rilevando un problema di “nesso” e “coerenza” tra le proposte del governo.

“Riguardo al merito, siamo nettamente contrari a una riduzione della rappresentanza estera, non per ragioni di tutela corporativa, essendo stati già eletti e insediati, ma per un principio che attiene alla stessa pienezza della cittadinanza degli italiani all’estero. Quando la circoscrizione Estero fu inserita in Costituzione e fu fissato il numero degli eletti in Parlamento provenienti da essa, fu concordato tra le maggiori forze parlamentari un numero basso – ricordano Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro – per superare le resistenze alla riforma, non sporadiche né lievi. Il rapporto di rappresentanza tra cittadini ed eletti è stato dunque sempre molto più basso per gli italiani residenti all’estero e oggi lo è ancora di più, visto il forte aumento che continua a manifestarsi degli iscritti all’Aire e, di conseguenza, dell’elenco degli elettori”.

“L’ulteriore decurtazione di un terzo del numero dei rappresentanti sarebbe dunque un vulnus profondo che dividerebbe i cittadini in categorie, sancendone un’inaccettabile differenza – concludono gli esponenti democratici. (Inform)

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