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“I nuovi scenari socio-linguistici in Italia”: un volume dedicato alle 130 lingue immigrate

IMMIGRAZIONE

La presentazione domani a Roma

ROMA – Questa nuova pubblicazione delle Edizioni IDOS, che appare nella Collana “Affari Sociali Internazionali” (n. 3-4/2013, curatori Ginevra Demaio, Giusi Sammartino e Franco Pittau), è stata realizzata su incarico della Cooperativa di interpreti Synergasìa.

A presentarla, mercoledì 4 giugno, alle ore 16.30, presso la Sala Marconi di Radio Vaticana, in Piazza Pia 3, saranno il Prefetto Riccardo Compagnucci, responsabile del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione, e il prof. Andrea Villarini, docente dell’Università per Stranieri di Siena, insieme a un gruppo di ricercatori, interpreti, mediatori culturali e giornalisti.

Oggetto della ricerca sono le lingue immigrate, già 130 a un censimento del 2003, parlate oggi da oltre 4 milioni di persone arrivate in Italia dall’estero, un panorama e un patrimonio impensabili fino a pochi anni fa.

Da un lato, come sottolinea Jamil Awan Ahamede, Presidente della Cooperativa Synergasìa, “per favorire la conoscenza e l’accettazione dello straniero (e specialmente dei richiedenti asilo), possono giocare un forte ruolo la mediazione linguistica e culturale” e, quindi, le lingue rivestono una fondamentale funzione strumentale. Ma “le lingue degli altri” non servono solo a questo.

Secondo il Prefetto Compagnucci, “gli immigrati non sono solo chiamati ad apprendere la nostra lingua; ne diventano anche protagonisti con i loro scrittori e, comunque, sono agenti di cambiamento per il fatto che la parlano con alcune specificità (…) e agenti di diffusione nel mondo tramite le reti di collegamento con i Paesi di origine”.

All’inizio del 2014 la Banca dati Basili (Sapienza Università di Roma) ha censito 492 scrittori di origine straniera, per la maggioranza donne, solo in un terzo dei casi di origine europea, autori di 1.568 opere. Sta avvenendo in Italia qualcosa di simile a quanto avvenuto in passato con la grande emigrazione italiana, portatrice di innovazioni linguistiche quali il broccolino a New York (la lingua della “Little Italy” di Brooklyn), il lunfardo a Bueno Aires (un amalgama di dialetti italiani e spagnoli) e il talian a San Paolo e in altri Stati del Brasile (un misto di veneto e altri dialetti italiani con il portoghese).

Il volume coniuga le esperienze sul campo con gli approfondimenti e le riflessioni di politici (Laura Boldrini, al momento dell’intervista portavoce dell’UNHCR, e Claudio Martelli), rappresentanti dell’Amministrazione dell’Interno (Fausto Gianni, Michela Signorini) e di organizzazioni internazionali (Nadan Petrovic), studiosi e docenti universitari (Pedrag Matvejevici, Armando Gnisci, Massimo Vedovelli, Andrea Villarini, Gabriella B. Klein, Karim Hannachi, Alessandra Sannella), scrittori di origine straniera (Amara Lakhous e Ndjock Ngana), operatori socio-pastorali (P. Giovanni Lamanna e Marco Mazzetti), ricercatori di IDOS e interpreti e operatori di Synergasìa. Non mancano le indicazioni sui termini corretti da utilizzare in materia di immigrazione e di asilo (Carta di Roma e Glossario European Migration Network).

I nuovi scenari socio-linguistici richiedono che chi arriva in Italia apprenda l’italiano per meglio contribuire allo sviluppo del Paese e far valere i propri diritti, ma sollecitano anche una rinnovata attenzione alle lingue di origine perché, per dirla con il poeta Ndjok Ngana, “conoscere una sola lingua […] e una sola civiltà è prigione”.

Il volume sarà distribuito a tutti i presenti Sono previste presentazioni in altre città. Per informazioni: Centro Studi e Ricerche IDOS; tel. 06.66514345; 06.66514502. e-mail: idos@dossierimmigrazione.it ; www.dossierimmigrazione.it  (Inform)

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