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I deputati Pd della circoscrizione Estero: Un archivio della memoria dei migranti come tappa di avvicinamento al Museo delle migrazioni

MEMORIA

La nota di Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Francesca La Marca, Fabio Porta, Alessio Tacconi

 

 

ROMA – All’attenzione di un quotidiano nazionale è arrivato l’“Archivio della memoria del migrante”, un importante progetto, adottato dal Galata Museo del Mare di Genova, in vista del riallestimento del padiglione Memorie e migrazioni, che dovrebbe avvenire nel corso dell’anno.

Si tratta di un’iniziativa positiva in sé, in quanto tende a raccogliere, conservare e comunicare la storia di vita di migranti che, non diversamente da quanto accaduto a tanti italiani, affrontano la lacerazione del distacco e i rischi del viaggio per cercare una dimensione di vita più soddisfacente in altri contesti sociali. L’Italia e l’Europa non solo sono attraversate da processi che condizioneranno la storia futura, ma sono diventate teatro di vicende di vita che lasceranno un segno profondo nelle persone e nelle relazioni sociali.

E’ una buona cosa che questo progetto si collochi nel percorso di riconsiderazione dell’organizzazione e dell’impostazione del Museo dell’emigrazione, in modo che esso si apra, molto di più e meglio rispetto al passato, alle migrazioni in generale, testimoniando attraverso le parole dei diretti protagonisti, la transizione che l’Italia sta vivendo in questo campo.

Nei giorni scorsi, a seguito di un incontro avuto con i dirigenti del Ministero per i beni culturali, abbiamo ribadito il nostro orientamento sul Museo, per altro già esplicitato in un disegno di legge presentato in questa e nella precedente legislatura. Il taglio per noi dovrebbe essere quello di un Museo nazionale delle migrazioni; la sua rappresentazione essere incentrata sulla realtà che ci circonda e risalire al passato, anziché avere un’impostazione scolasticamente diacronica; l’istituzione dovrebbe rappresentare l’asse di una rete di musei capace di far interagire gli altri musei sull’emigrazione presenti in Italia, i centri studi e gli archivi già operanti, e collegarsi, per la parte di nostro maggiore interesse, con i maggiori musei dei paesi di immigrazione degli italiani; si dovrebbe fare un’opzione chiara per il ricorso alla virtualità e alla multimedialità, allo scopo di raggiungere gli obiettivi indicati; dovrebbe intrecciarsi con un progetto di insegnamento multidisciplinare nelle scuole italiane, offrendo un’occasione quanto mai attuale per l’esercizio dell’autonomia della programmazione formativa.

In Italia e nel mondo esiste, disperso, un grande patrimonio di conoscenze, testimonianze e materiali documentari che è urgente raccogliere, coordinare e rendere fruibili. In più, l’Italia è attualmente lo scenario di vicende umane e percorsi collettivi che riguardano sia gli italiani che vivono la mobilità come una scelta fondamentale della loro esistenza sia coloro che arrivano tra noi per integrarsi o per insediarsi comunque nella nostra Europa. Il progetto di archivio che meritoriamente si vuole realizzare a Genova può essere un’utile indicazione della strada da percorrere e un modello culturale e scientifico da assumere per conoscere meglio il presente e costruire la memoria delle nuove generazioni.(Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Francesca La Marca, Fabio Porta, Alessio Tacconi*/Inform)

*Deputati Pd della circoscrizione Estero

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