direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

I deputati Pd della circoscrizione Estero Farina Fedi, Garavini, La Marca e Porta sulle elezioni dei Comites

ITALIANI ALL’ESTERO

“Basta con le polemiche. Uniamo le forze, invitiamo le persone ad iscriversi e a votare, restituiamo agli italiani all’estero i loro diritti e i loro strumenti di rappresentanza”

 

ROMA – Dopo che le liste per il rinnovo dei Comites sono state presentate già da dieci giorni e dopo che il Mae ha già speso alcuni milioni di euro per informare i cittadini residenti all’estero delle procedure da seguire per iscriversi nelle liste degli elettori in vista del voto di dicembre, non conosce tregua la guerra condotta da alcuni eletti all’estero contro una consultazione elettorale che dopo cinque anni restituisce agli italiani all’estero il diritto di eleggere i propri rappresentanti.

Lo scrivono in una nota congiunta i deputati del Pd eletti nella circoscrizione Estero Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Francesca La Marca e Fabio Porta in risposta al comunicato del presidente del Comitato del Senato per le questioni degli italiani all’estero Claudio Micheloni (vedi Inform n. 207 http://comunicazioneinform.it/micheloni-pd-chiede-di-dare-seguito-allodg-approvato-dal-senato-che-impegna-il-governo-a-realizzare-entro-limiti-temporali-ragionevoli-lelenco-degli-elettori/. Dai deputati viene anche  ricordato come da cinque anni, con il rinvio delle elezioni dei Comites,  sia stata violata una legge dello stato, soppressa la democrazia tra gli italiani all’estero e subordinata la loro rappresentanza all’esigenza di risparmiare.

Dopo aver rinnovato le critiche alla proposta di riforma degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero approvata negli anni passati in prima lettura al Senato e che non completò il suo iter parlamentare,  i deputati del Pd sottolineano come le difficoltà nel raccogliere le firme sufficienti per le liste e quelle connesse all’iscrizione dei cittadini all’estero negli elenchi dei votanti, rappresentino dei problemi reali che non possono negati  “Così come persiste – prosegue la nota – il rischio che i nemici in servizio permanente effettivo del voto all’estero usino strumentalmente l’eventuale scarsa partecipazione al voto per rinnovare il loro attacco alla rappresentanza degli italiani all’estero. Ma ci volevano le elezioni dei Comites per dirlo? Si è già dimenticato, ad esempio, quanto addirittura ministri, ‘saggi’ e dirigenti politici hanno detto fino a pochi mesi fa a proposito della sopravvivenza della circoscrizione Estero? Questi rischi si affrontano non facendo arretrare i diritti politici degli italiani all’estero, dando in sostanza ragione a chi li contesta, ma ripristinando prima che sia troppo tardi la democrazia reale, che è quella che si esprime nel voto e nella libera scelta dei propri rappresentanti. Non usare oggi le risorse miracolosamente recuperate dal Governo per fare le elezioni significa semplicemente rinviare sine die, senza alcuna certezza sui tempi del rinnovo dei Comites e del Cgie”.

“Qualcuno in buona fede può pensare – proseguono Farina Fedi, Garavini, La Marca e Porta, tornando al tema della partecipazione –  che la crisi del Paese e la caduta d’immagine che ne è seguita possano non avere alcun effetto all’estero mentre in Italia soffiano i venti dell’antipolitica e della contestazione alle istituzioni? Sono questioni gravi, di cui discutere ora, non dopo il risultato dei Comites, e per farlo è necessario avere l’onestà intellettuale di riconoscere che gli orientamenti politici degli italiani all’estero non sono stati finora diversi da quelli dei residenti in Italia. Perché si continua ad eludere la nostra domanda di spiegare perché appena un anno e mezzo fa, alle elezioni politiche, la partecipazione dei cittadini all’estero è calata del 10%, il sistema dei partiti ha perduto centinaia di migliaia di voti in tutto il mondo e storici rappresentanti hanno visto scomparire decine di migliaia di preferenze?” Alla luce di queste considerazioni per Farina Fedi, Garavini, La Marca e Porta appare dunque necessario sia un ragionamento sereno ed obiettivo su queste tematiche , sia un deciso invito alla gente ad andare a votare. “Per questo, – concludono – vale a dire per ragioni profondamente democratiche e politiche, continuiamo a dire: uniamo le forze, invitiamo le persone ad iscriversi e a votare, restituiamo agli italiani all’estero i loro diritti e i loro strumenti di rappresentanza”. (Inform)

Powered by WordPress | Designed by Elegant Themes