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I 60 anni dei Trattati di Roma: Juncker: “Esiste una sola direzione: l’unità europea”

RICORRENZE

La Commissione Ue ricorda i successi dell’Europa e guida il dibattito sul futuro a 27

 

 

BRUXELLES – Domani 25 marzo i leader dell’Unione europea si riuniranno a Roma per celebrare il 60º anniversario dei Trattati di Roma, firmati in quella stessa data nel 1957.

Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, parteciperà al vertice di Roma dove è prevista una serie di eventi organizzati per l’occasione per riflettere sul futuro comune dell’Europa.

“I nostri genitori e i nostri nonni – ha dichiarato Juncker – hanno fondato questa Unione con una visione comune: mai più guerre. Erano fermamente convinti che eliminando gli ostacoli e lavorando insieme, e non gli uni contro gli altri, saremmo stati tutti più forti. La storia ha dimostrato che avevano ragione. Per 60 anni i valori su cui è fondata l’Unione sono rimasti invariati: la pace, la libertà, la tolleranza, la solidarietà e lo Stato di diritto ci legano e uniscono. Non devono essere dati per scontati e dobbiamo lottare per essi ogni giorno. La nostra democrazia, la nostra diversità, la nostra stampa, libera e indipendente, sono i pilastri da cui l’Europa trae la propria forza e nessuno, individuo o istituzione, è superiore alla legge. L’Unione europea ha cambiato la nostra vita in meglio: dobbiamo far sì che continui a essere così per tutte le generazioni future. Per il momento, tutte le strade portano a Roma. Dopo Roma, e indipendentemente dalla difficoltà della strada, esiste una sola direzione: l’unità europea”.

Sottolinea la Commissione europea in una nota: “I Trattati di Roma, firmati dai sei Stati membri fondatori, hanno preparato il terreno per l’Unione europea come la conosciamo oggi: un continente riunificato e in pace, fondato sui valori della solidarietà, della democrazia e dello Stato di diritto. Il mercato unico garantisce libertà di scelta e di movimento, crescita economica e prosperità a oltre 500 milioni di cittadini. Si tratta della più grande entità commerciale del mondo e del maggiore donatore di aiuti umanitari e allo sviluppo. Questa giornata ci offre l’occasione per guardarci indietro e ripercorrere i risultati collettivi raggiunti e per discutere del futuro dell’UE a 27. Dopo la presentazione del Libro bianco sul futuro dell’Europa della Commissione, si prevede che i leader dell’UE adottino la dichiarazione di Roma nella quale sono ricordati i risultati ottenuti in passato dall’Unione e le sfide presenti e che contiene un appello all’impegno per mantenere l’unità a 27 e per rafforzare l’azione comune in settori strategici chiave per il bene dei cittadini.

Il 1º marzo, alla vigilia del vertice di Roma, con il Libro bianco sul futuro dell’Europa la Commissione ha avviato un dibattito paneuropeo che consentirà ai cittadini e ai leader dell’UE di definire una visione per il futuro dell’Europa a 27. Nel documento sono delineati possibili scenari. Dopo la riunione informale dei 27 capi di Stato o di governo tenutasi a Bruxelles il 10 marzo, il vertice di Roma è la prossima occasione per i leader dell’UE di far progredire il dibattito. In questa occasione i leader firmeranno la dichiarazione di Roma, preparata congiuntamente dai Presidenti Tusk e Juncker, dal primo ministro Muscat e dal presidente del Consiglio dei ministri Gentiloni.

La dichiarazione di Roma segna l’inizio di un processo. Dopo tale vertice la Commissione presenterà una serie di documenti di riflessione su questioni cruciali per l’Europa quali: 1) lo sviluppo della dimensione sociale dell’Europa; 2) l’approfondimento dell’unione economica e monetaria 3) la gestione della globalizzazione; 4) il futuro della difesa dell’Europa e 5) il futuro delle finanze dell’UE. Il discorso del Presidente Juncker sullo stato dell’Unione, nel settembre 2017, riprenderà e svilupperà queste idee prima che il Consiglio europeo del dicembre 2017 possa trarre le prime conclusioni. In questo modo sarà agevolata la scelta di una linea d’azione da attuare in tempo per le elezioni del Parlamento europeo del giugno 2019.

Nei prossimi mesi la Commissione organizzerà inoltre dibattiti pubblici con il Parlamento europeo e gli Stati membri e, il 25 marzo, avvierà consultazioni online in modo che i cittadini europei possano esprimersi e condividere il loro parere su quello che dovrebbe essere il futuro dell’Europa attraverso le rappresentanze della Commissione e un apposito sito web. Sono queste alcune delle pietre miliari del processo del Libro bianco”. (Inform)

 

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