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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Hong Kong, donne protagoniste

ITALIANE NEL MONDO

Dal Messaggero di sant’Antonio, marzo 2019

PADOVA –  – Crocevia di Oriente e Occidente, fulcro dell’Asia, ex colonia britannica passata alla Cina, di cui è una Regione amministrativa speciale, con il suo ruolo di snodo internazionale dei commerci, della finanza e del trasporto aereo e navale, Hong Kong vanta una sua «piccola Italia». Ad essere protagonista è soprattutto una ong interamente composta da volontarie: l’ADI, Associazione delle Donne Italiane (www.iwa.org.hk), nata nel 1996 grazie alla lungimiranza di Anna Waung, ora presidente onoraria. L’Associazione di cui oggi è presidente Alessandra Cocchi, e vicepresidente Paola Caronni, ha 120 socie tra i 25 e i 70 anni.

«La comunità italiana conta circa 5 mila persone», ci informa Cocchi. «Ma stiamo crescendo. I settori in cui operano gli italiani sono la meccanica, la moda, il settore alimentare, la ristorazione e l’alberghiero, l’import-export, la logistica, e i servizi: banche, studi legali e di commercialisti». «Un gruppo di donne molto attive si riuniva già da anni – ricorda Caronni – per organizzare l’evento annuale di beneficenza più rilevante per l’ADI: “The Italian Charity Day at Sandy Bay”, chiamato anche “Mercatino”, i cui proventi consentivano di sostenere progetti importanti per l’unico Ospedale pediatrico presente allora a Hong Kong». Oggi le principali attività sono ancora legate alla raccolta di fondi con finalità benefiche. Grazia Luciani è responsabile di questo settore. «Con il “Mercatino” – prosegue Caronni – raccogliamo ogni anno dai 110 mila ai 140 mila euro, oltre a fondi provenienti da altre attività. I fondi vengono donati in gran parte alla “Society for Relief of Disabled Children”, una ong che supporta progetti all’avanguardia per l’”Ospedale pediatrico Duchess of Kent”. E per il resto ad altre associazioni benefiche».

Sono numerosi anche gli incontri sociali e le lezioni di cucina. «La comunità italiana – aggiunge Cocchi – è molto attiva nella diffusione della lingua e della cultura italiana, e nella promozione del made in Italy attraverso la Camera di commercio italiana di Hong Kong e Macao», di cui è segretario generale Anna Romagnoli, anch’essa socia dell’ADI. Tuttavia «coinvolgiamo le altre istituzioni italiane quando organizziamo attività di una certa importanza – precisa Caronni – come nel caso del recente “Italy Aloud!”, un evento con letture di poesie in italiano, tradotte poi in inglese, o poesie di tematica italiana ma in lingua inglese, oltre a un brano tratto da un lavoro di Dario Fo, e a un intermezzo musicale. In questi casi collaboriamo con il Consolato italiano, la Società Dante Alighieri e l’Istituto italiano di cultura». A fine marzo, d’intesa con la rivista culturale online «Cha», è in programma l’iniziativa «Italian Voices». Quattro donne italiane, tra cui la stessa Caronni, leggeranno brani di poesia, prosa, e scritti nella nostra lingua per far apprezzare autori poco noti a Hong Kong perché «generalmente la gente conosce solo Dante e la Divina Commedia, oppure Calvino e Svevo, o i nostri classici come Petrarca, Leopardi, Tomasi di Lampedusa e Goldoni».

Moltissimi cinesi sono appassionati di opera lirica, e proprio per questo intraprendono lo studio della nostra lingua. Non solo. A Hong Kong si svolge ogni anno il Festival del Cinema italiano. La Società Dante Alighieri organizza seminari sulla nostra arte, e l’Istituto Italiano di Cultura promuove serate di vario tipo coinvolgendo artisti provenienti dall’Italia. I musei di Hong Kong ospitano spesso mostre di opere di pittura e scultura di autori di casa nostra. Anche la moda italiana è richiestissima a Hong Kong. «I consumatori cinesi – osserva Cocchi – verificano sempre sulle etichette che i capi d’abbigliamento siano stati effettivamente realizzati in Italia, e non altrove».

Hong Kong è anche un avamposto della cucina italiana. Qui si mangia spesso fuori casa per ragioni culturali. Gli appartamenti sono troppo piccoli, e i pendolari che arrivano dai sobborghi passano la loro vita in centro a lavorare, e rientrano a casa esausti. Chi se lo può permettere, specie se è già stato in Italia, cerca i sapori originali. E la posizione geografica di Hong Kong favorisce l’importazione di qualsiasi prodotto alimentare fresco. La cucina italiana ha un promotore di alto livello come l’Accademia della cucina italiana che ogni mese organizza una cena a tema. E i rapporti con la Cina come sono? «L’architettura giuridica che disciplina le relazioni tra Hong Kong e Pechino – conclude Cocchi – è un compromesso per mantenere, nella lunga fase di passaggio della sovranità, sia stabilità politica che crescita economica per tutta la regione del Pearl River Delta» che abbraccia Hong Kong, Macao e la provincia del Guangdong. «La comunità italiana, come tutte le altre comunità straniere in città, vede nella crescita di questa regione un’opportunità di cooperazione economica per tutte le aziende italiane che rappresentano davvero delle eccellenze di cui la Cina ha bisogno». (Alessandro Bettero – Il Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero /Inform)

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