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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Ha prevalso la Francia dell’Illuminismo

ASSOCIAZIONI

Da “Solidali e insieme” del 16 maggio 2017, foglio del Movimento Solidarietà e Progresso della Svizzera Orientale e del Liechtenstein

 

PROGETTI. Occorre muoversi con cautela sull’onda dell’euforia post-elettorale. Se dopo il netto successo di Macron si inneggia allo scampato pericolo, ciò non significa ancora che per l’UE l’emergenza di stampo neo fascista sia finita. L’inno alla gioia e le bandiere stellate segnano la rivincita dei simboli europei, certo, ma solo di questi fintanto che la svolta non sarà confortata e consolidata da altre, rassicuranti votazioni. Mentre si intrecciano le congetture per riu-scire a capire come sarà l’Eliseo del nuovo inquilino, di lui sappiamo con certezza che contende a Napoleone il primato di più giovane “comandante” della Nazione e che con lui ha prevalso la Francia culla dell’ Illuminismo. Ma il confronto con la storia ci dice anche che dietro l’angolo può sempre esserci una Waterloo imprevista, capace di vanificare le speranze, i progetti e quindi di non fare nulla, di non riformare nulla. Per Macron il difficile comincia adesso.

TERREMOTO. Nelle urne francesi era in gioco non unicamente la Presidenza, ma il futuro assetto dell’UE di cui Parigi è parte integrante, fondatrice e vitale. Immaginare che un verdetto diverso avrebbe potuto cancellare gli ultimi sessant’anni di pace sancito dai Trattati di Roma era davvero una ipotesi intollerabile. La vittoria di Marine Le Pen avrebbe contagiato i populisti di ogni risma e innescato un terremoto a catena addirittura peggiore di quello messo in moto dalla Brexit (e per anglo-sassoni convergenze anche dall’elezione di Trump) con conseguenze che ancora non sono state messe a fuoco. Colui che ha vinto ha ora enormi responsabilità sia nel provare a placare il malumore che serpeggia in quella parte del Paese, impoverita ed emarginata, che non l’ha sostenuto, sia nel recuperare le lezioni della Storia la quale insegna che lasciando indietro masse di persone arrabbiate di solito il prezzo da pagare è l’avvento di regimi impresentabili.

UN COLPO. Quale governo vedremo dopo il cambio della guardia all’Eliseo si saprà una volta conosciuto l’esito delle legislative di giugno che serviranno a definire gli equilibri usciti dalle presidenziali. Per quello che sarà il primo banco di prova di Macron e che potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova era politica, viene da chiedersi se il Partito Socialista riuscirà a farsi sentire oppure se dovrà rassegnarsi a subire un significativo ridimensionamento. Anche altrove, dalla Gran Bretagna dove i conservatori sono in grande spolvero, alla Germania, dove la SP, nonostante l’effetto Schulz, incassa la seconda pensante battuta d’arresto, le prospettive non sono propriamente rosee. Che i partiti tradizionali facciano fatica a proporre le loro ricette non una novità, ma che sull’altro fronte, nonostante la sconfitta, sia il blocco di estrema destra a intercettare il dissenso è un fenomeno che deve preoccupare ben oltre i confini francesi. Insomma, viene da dire, sinistra se ci sei batti un colpo. (Renzo Balmelli – Solidali e insieme /Inform)

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