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Gran Bretagna. Chi legge vive mille volte

ITALIANE NEL MONDO

Dal Messaggero di sant’Antonio, gennaio 2016

 

Chi di noi non ha un ricordo legato a un libro? Uno per tutti. La magica avventura di Sebastian, piccolo protagonista di La Storia Infinita, ha inizio dalla lettura di un polveroso volume che lo coinvolgerà al punto che sarà proprio lui a deciderne il finale. Le massime sui benefici della lettura si sprecano. «Chi legge vive mille vite» è un proverbio che ben si adatta a descrivere la storia di un negozio, che è diventato un simbolo per le centinaia di migliaia di italiani che vivono a Londra. The Italian Bookshop, situato tra Piccadilly e Oxford Circus, nel cuore pulsante della città, trova spazio all’interno dell’European Bookshop e, pur avendo dovuto abbandonare la storica sede di Cecil Court, una delle vie più caratteristiche e pittoresche di Londra, a causa del rincaro degli affitti, non ha perso il suo fascino.

Ornella Tarantola è la responsabile, quasi un tutt’uno con questa attività, aperta nel 1994 da Flavia Gentili. «Io sono approdata qui – esordisce Ornella – nel 1996, inizialmente per aiutare durante l’estate e poi, qualche anno dopo, ho sostituito Flavia. Provengo da una famiglia di librai e questa libreria è subito diventata per me una nuova famiglia». In questo luogo un po’ ovattato, tra il profumo di inchiostri e di immagini iconiche del Belpaese, passano migliaia di persone ogni anno: inglesi che studiano la nostra lingua, italiani che vogliono trovare un pezzetto d’Italia in una delle strade più trafficate del centro, oppure vogliono partecipare a uno dei tanti eventi organizzati dalla signora Tarantola.

«L’interesse degli inglesi per la nostra letteratura – continua Ornella – va dagli intramontabili classici, con la Divina Commedia in cima alla classifica, alle nuove generazioni di scrittori. Ammaniti ma anche Carofiglio, Lucarelli, Baricco e Camilleri. Di quest’ultimo vogliono leggere il Commissario Montalbano, trasmesso dalla BBC in lingua originale, con l’obiettivo di apprezzarlo nel lessico italo-siciliano». Molti di questi autori partecipano a serate organizzate da Ornella per presentazioni e conferenze; tanti, ormai, sono diventati amici nel corso degli anni. «Continuiamo a vendere grazie all’ampia scelta di autori» osserva la libraia originaria di Brescia: «Nonostante l’era digitale, con la concorrenza on line e kindle, gli avventori, specialmente gli inglesi che amano sia la lettura che il nostro Paese, restano ancora affascinati da un ambiente intriso di cultura e dalla possibilità di connettersi (o riconnettersi) con l’Italia possedendone un pezzettino sottoforma cartacea. Il mio lavoro è destinato a scomparire in futuro ma intanto la comunità di amici dell’Italian Bookshop continua a crescere». «Qui a Londra siamo più liberi di dare spazio ad autori che in Italia vengono tenuti in ombra e paradossalmente diventano più famosi all’estero che in terra natale».

Mentre ci parla Ornella continua a spostare libri, a cercarne altri, controlla gli ordini, saluta i clienti, risponde al telefono, ma ammira anche le luci del Natale che addobbano il negozio e Warwick Street, la strada su cui s’affaccia la libreria. Le chiediamo che libro consiglierebbe per un regalo colto e sempre gradito da far trovare sotto l’albero. «Dimentica il mio nome di Zerocalcare e Dimmi che credi al destino di Luca Bianchini» risponde senza esitazione. Forse anche perché quest’ultimo è dedicato proprio al The Italian Bookshop con la protagonista che, non a caso, si chiama Ornella. (Sagida Syed – Il Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero /Inform)

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