direttore responsabile Goffredo Morgia
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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Gli interventi introduttivi della XIV edizione delle “Giornate dell’Emigrazione”

ITALIANI ALL’ESTERO

Organizzata a Roma dall’Asmef- Associazione Mezzogiorno Futuro

 

Salvo Iavarone (Asmef): Guardare all’emigrazione intersecandola con i fenomeni attuali

De Vita (Maeci): La presenza di italiani in importanti settori dell’economia, della cultura e della politica di altri paesi è un fattore positivo che ci riempie di orgoglio

ROMA – Si è svolta a Roma presso la Camera dei Deputati, Palazzo dei Gruppi Parlamentari, l’edizione 2019 delle Giornate dell’Emigrazione organizzate dall’Asmef- Associazione Mezzogiorno Futuro.

L’incontro è stato introdotto dalla giornalista Rai Camilla Nata che ha sottolineato come il fenomeno migratorio sia negli anni molto cambiato “I nostri antenati – ha ricordato la giornalista – sono andati via per fame e mancanza di lavoro, oggi il fenomeno ha un’accezione diversa come ad esempio la fuga dei cervelli. è importante – ha aggiunto – andare fuori e affacciarsi a vedere cose nuove, ma è importante poi poter ritornare qualora lo si voglia”.

Il Presidente dell’Asmef Salvo Iavarone ha sottolineato come il convegno non guardi all’emigrazione in maniera tradizionale, ovvero ricordando la solita valigia di cartone, ma cerchi di intersecare l’emigrazione con fenomeni attuali, come ad esempio il turismo di ritorno. Iavarone ha segnalato in proposito il progetto Magna Grecia volto ad attrarre, attraverso “lo stimolo della  nostalgia”, un turismo di ritorno diffuso sul territorio italiano.

Ha poi preso la parola il Consigliere d’Ambasciata Giovanni Maria De vita, della Direzione Generale del Maeci per gli Italiani all’Estero, che ha in primo luogo evidenziato l’enorme potenziale delle nostre comunità nel mondo, connazionali che spesso all’estero sono presenti fra gli scienziati e i ricercatori che compiono importanti passi avanti nei vari settori della scienza. De Vita ha poi invitato la sala ad un minuto di silenzio in ricordo degli 8 italiani scomparsi nel disastro aereo del 10 marzo scorso ad Addis Abeba.

“Nel mondo degli italiani all’estero – ha poi affermato De Vita riprendendo l’intervento dopo l’applauso della sala in memoria dei connazionali scomparsi – la mobilità dei professionisti rappresenta un fenomeno crescente e positivo. La presenza di italiani in importanti settori dell’economia, della cultura e della politica di altri paesi è  un fattore che ci riempie di orgoglio. Quello che stiamo cercando di fare come Ministero degli Esteri è portare avanti delle strategie per far si che le nostre comunità all’estero siamo un fattore aggiunto alla produzione del sistema paese e dell’italianità”. “Non dobbiamo dimenticare – ha continuato De Vita – che la collettività italiana all’estero,  come ha detto poco tempo fa il Direttore Generale Vignali, è diventata la quarta regione italiana e gli iscritti all’Aire sono 5 milioni e 200.000. Noi in realtà riteniamo che gli italiani all’estero siano molti di più, perché sono in tanti quelli che non si registrano all’Aire. Fra questi italiani, intesi come fenomeno di mobilità, vi sono persone che non riescono a trovare soddisfacente futuro nel nostro paese. Persone che quindi vanno guidate e che si rivolgono ai nostri uffici consolari richiedendo servizi particolari. Anche su questo noi stiamo cercando di lavorare e devo dire che vi sono già risultati apprezzabili. Grazie alla digitalizzazione attraverso l’applicativo Fast it, abbiamo avuto più di 150.000 registrazioni all’Aire fra gli italiani all’estero. Questo vuol dire che ci sono stati 150.000 italiani che da remoto hanno eseguito la registrazione senza andare al Consolato , evitando la fila per la presentazione della richiesta di iscrizione all’Aire. Noi stiamo lavorando – ha aggiunto – per estendere ancora di più la fruibilità di questi servizi e far sì che il consolato sia sempre di più una sede di supporto. Ma ci sono anche delle realtà – ha proseguito De Vita – a cui noi guardiamo con particolare attenzione,  è il caso degli italiani che vivono la crisi del Venezuela e nel Regno Unito della Brexit, dove abbiamo cercato di rafforzare le strutture esistenti”. De Vita , dopo aver ribadito gli sforzi compiuti dal Maeci per le nostre comunità nonostante il panorama non  favorevole delle risorse, ha  concluso il suo intervento rilevando l’importanza di guardare agli italiani all’estero come una grande opportunità per il nostro paese. Dopo l’intervento del Segretario Generale Assocamerestero Gaetano Fausto Esposito che ha evidenziato la necessità di utilizzare al meglio e in maniera coordinata le nostre reti all’estero per veicolare l’interesse e i flussi turistici verso l’Italia, Giavanni Bastianelli , direttore esecutivo dell’Enit, ha sottolineato come l’immagine positiva e il grande successo all’estero dello stile di vita italiano derivino in gran parte dai nostri concittadini che vivono nel mondo da tanti anni. Bastianelli ha rilevato come i numeri dei flussi del turismo di ritorno siano molto alti e vadano al di là dei 670.000 turisti che, spedendo  700 milioni di euro,  si recano a trovare in Italia famiglia, parenti ed amici. “E’importante per il turismo di ritorno – ha aggiunto Bastianelli – l’italianità che si respira nel paese di provenienza dei turisti. Lo stile di vita e il Design fanno dell’Italia un paese di successo e questo è fondamentale per i viaggi verso il nostro Paese” . Bastianelli ha infine rilevato come il turismo di ritorno, essendo indirizzato anche verso località meno toccate dal turismo di massa, favorisca anche la ripresa economica e quindi l’occupazione giovanile nelle zone più interne e meno popolate del nostro Paese. (G.M.-Inform)

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