direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Gli interventi degli addetti scientifici e ricercatori italiani impegnati nel settore dello sviluppo sostenibile e della tutela ambientale marittima

FARNESINA

Conferenza “Tecnologie del mare e l’innovazione che parla italiano”

ROMA – Nel corso della conferenza degli addetti scientifici, sul tema “Tecnologie del mare e l’innovazione che parla italiano”,  che si è svolta alla Farnesina (cedi Inform n. 148 sono intervenuti anche diversi addetti scientifici e ricercatori italiani impegnati quotidianamente nel settore dello sviluppo sostenibile e della tutela ambientale marittima. Sieglinde Gruber, Capo Unità Risorse Marine Ricerca e Innovazione della Commissione Europea, ha parlato in collegamento Skype del progetto Blue Growth. “L’Italia partecipa in generale a tutti i nostri bandi ma la presenza in questo settore andrebbe migliorata, ossia ci sono potenzialità che potrebbero essere rinforzate: si parla di impatto climatico sui vari ecosistemi, di tecnologie digitali per il monitoraggio, di lotta contro la plastica”, ha spiegato Gruber precisando come siano tutti obiettivi inseriti anche nel progetto Orizzonte Europa e la cooperazione con l’Onu proprio per la tutela dei mari. Elena Ciappi, del CNR e INM (Istituto Ingegneria del Mare), ha parlato di trasporto marittimo e tecnologie annesse. “Circa il 90% delle merci viaggia via mare; nel Mediterraneo questo valore è del 30%. E’ considerato il mezzo più efficiente ed è considerato meno inquinante in termini di Co2 rispetto al trasporto su gomma e aereo”, ha rilevato Ciappi ricordando la sicurezza navale e la sostenibilità di questo trasporto, con la ricerca di materiali innovativi e di nuove tecnologie. Per esempio si è accennato alle Information and Communication Technologies ma anche a sistemi per l’ottimizzazione dell’energia a bordo delle navi, per il recupero dei rifiuti e la loro trasformazione e riconversione.

Simone Ungaro, Amministratore Delegato di Movendo Technology, ha parlato di tecnologia al servizio della salute e della medicina: in particolare di un robot Made in Italy in grado di monitorare la biomeccanica del corpo umano a fini riabilitativi e di allenamento sportivo, anche per quelle discipline che si svolgono in mare come la vela. Una testimonianza per evidenziare le potenzialità della ricerca e della tecnologia. Massimo Debenedetti, Vicepresidente per la Ricerca e l’Innovazione del Gruppo Fincantieri, ha sintetizzato i risultati dell’azienda nel 2018 un carico di lavoro di 35 miliardi e un fatturato di 5 miliardi quindi un orizzonte produttivo assicurato per almeno i prossimi sette anni. “Siamo uno dei pochi gruppi navali al mondo a poter costruire in quattro continenti, ossia tutti tranne l’Africa”, ha spiegato Debenedetti ricordando l’impatto significativo sullo sviluppo della produzione navale. Roberto Danovaro, Presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn, ha ricordato la missione dell’ente presieduto: “studiare le opportunità in termini di blue growth, quindi lo sviluppo sostenibile, la crescita occupazionale”.

Michele Scardi di ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale) ha parlato del cosiddetto ciclo ‘Marine Strategy’: “si tratta di un processo ciclico di monitoraggio da affrontare in una prospettiva olistica e interconnessa”, ha spiegato Scardi ricordando la posizione particolarmente strategica dell’Italia posta appunto al centro del Mediterraneo. “L’Italia ha bisogno di ulteriori navi per affrontare al meglio le azioni di monitoraggio e di ricerca”, ha aggiunto invitando a osservare le foto dell’ambiente marino poste per l’occasione in esposizione alla Farnesina.  Maria Cristina Fossi di CONISMA ha sollevato la questione della presenza delle plastiche in mare. “E’ il problema conosciuto come Marine Litter: bisogna affrontare l’intero ciclo dell’inquinamento marino attraverso il monitoraggio, la diagnostica e infine le azioni di mitigazione. In particolare serve concentrarsi sulle aree marine protette, come il noto Santuario dei Cetacei, creando degli hotspot”, ha spiegato Fossi. Michele Lucifora, manager di Eniprogetti, ha menzionato il progetto Goliat dell’Eni al largo della Norvegia basato sul modello di alta tecnologia e sostenibilità. Si tratta di una mega piattaforma petrolifera galleggiante, per la produzione e lo stoccaggio, oltre il Circolo polare artico e studiata nel rispetto dell’ambiente. Restando alle attività svolte ai poli, Maria Cristina Pedicchio, Presidente OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale) ha voluto ricordare la prima nave di ricerca rompighiaccio italiana, che è stata intitolata a Laura Bassi: la nave è utilizzata per il supporto logistico delle esplorazioni. Sandro Carniel, Direttore del dipartimento per la ricerca e la sperimentazione marittina della NATO, si è soffermato sulla tecnologia chiamata ‘maritime unmanned systems’: “si tratta di strumenti collaborativi e autonomi da poter utilizzare per esempio per mappare i fondali oceanici che sono stati in realtà finora mappati solo in minima parte”, ha spiegato Carniel. Infine Giovanni Tula, Capo Unità per l’innovazione e la sostenibilità di Enel Green Power, ha ulteriormente sottolineato l’importanza di start-up innovative e orientate a politiche di sviluppo sostenibile in questo settore così strategico. (Simone Sperduto/Inform)

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