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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Giovanni Jannuzzi: “Storica visita di Renzi”

ITALIA-ARGENTINA

 

BUENOS AIRES – Abusando di una parola molto usata, la visita del Presidente del Consiglio Matteo Renzi a Buenos Aires può, a giudizio di chi l’ha vissuta in presa diretta, considerarsi storica. Ha segnato infatti una svolta nelle relazioni tra Italia a Argentina che da almeno dodici anni erano di fatto congelate al livello politico e ridotte su quello economico, anche se oltre duecento imprese italiane, nonostante tutto, hanno continuato a operare in questo Paese e anche se la bravissima Ambasciatrice Castaldo manteneva aperte tutte le vie di dialogo.

Renzi é venuto a Buenos Aires con una delegazione di imprenditori di altissimo livello: Eni, Enel, Finmeccanica (cioè il meglio dell’industria legata allo Stato), agroalimentari e molto altro. Ciò ha permesso incontri estremamente fattivi coi Ministri della Difesa, dell’Energia, dello Sviluppo Economico. É anche annunciata a breve termine una visita del Ministro dei Beni Culturali.

Tra Renzi e Macri, che si conoscevano da tempo, la sintonia a giudizio dei presenti é stata completa. Sono persone molto simili per carattere decisionista e culto del “fare”, ambedue lontanissimi dalle fumisterie ideologiche che hanno tormentato a lungo tanto la politica argentina quanto quella italiana. Renzi ha mostrato di avere una visione strategica dei rapporti tra i due Paesi, e ha promesso di realizzare in 18 mesi quello che non é stato realizzato in 15 anni, cioè in pratica dallo scoppio della crisi economico-finanziaria dell’Argentina. Macri conosce bene l’Italia e le sue potenzialità. Le premesse esistono dunque per uno sviluppo vigoroso delle relazioni in tutti i campi.

Sul piano economico-finanziario, resta da sciogliere un nodo importante: la SACE (cioè l’organismo italiano che regola l’assicurazione al credito per le esportazioni) ha da tempo ridotto le operazioni verso l’Argentina (la cosa data dagli anni Novanta, quando ero Direttore Generale degli Affari Economici al Ministero degli Esteri e come tale membro del direttivo della SACE). Ciò naturalmente limita le possibilità di scambi e anche di investimenti produttivi in Argentina. Per sciogliere questo nodo occorre una decisa volontà politica da parte del Governo italiano. L’accordo sul debito nell’ambito del Club di Parigi e quello recente a favore dei titolari italiani di Buoni del Tesoro argentini vanno nella giusta direzione e facilitano una soluzione.

L’importante comunque è che, con la visita di Renzi, la prima di un leader occidentale al nuovo Governo argentino, le relazioni tra i due Paesi siano state riportate su quel livello di fiducia e di cooperazione che è del tutto naturale in ragione dei loro amplissimi e stretti legami di cultura e di sangue. (Giovanni Jannuzzi – Tribuna Italiana del 24 febbraio 2016 /Inform)

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