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Gino Signori e Hana Ehrlich: una storia di solidarietà ad Amburgo durante la guerra

MEMORIA

Il 4 febbraio conferenza di Enrico Iozzelli (Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza di Prato) all’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo

 

AMBURGO (Germania) – In occasione della ricorrenza del “Giorno della memoria” l’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo organizza per il 4 febbraio alle ore 19,  una conferenza (in lingua inglese) di  Enrico Iozzelli, responsabile della didattica al Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza di Prato.

La storia di Gino Signori e Hana Ehrlich ci parla degli estremi che l’essere umano può raggiungere: dall’abisso dell’odio razziale, alla solidarietà più profonda. Nell’autunno del 1944 Gino Signori  era un internato militare italiano (IMI), impiegato come infermiere nel campo di Dessauer Ufer, in vicinanza del Lager Amburgo-Veddel. Lì conobbe Hana Ehrlich, una giovane ebrea cecoslovacca deportata da Auschwitz al campo di Amburgo-Veddel. Gino salvò  Hana dalle SS ed è l’unico IMI riconosciuto come “Giusto tra le Nazioni”.

L’evento è stato organizzato in collaborazione con  il Museo Gedenkstätte KZ Neuengamme (Museo della memoria di Neuengamme ex Campo di concentramento limitrofo alla Città di Amburgo).

Il campo di concentramento (in tedesco Konzentrationslager, abbreviato KZ) di Neuengamme fu organizzato il 13 dicembre 1938 in un fabbrica di mattoni in disuso in un sobborgo a sud-est di Amburgo, Neuengamme appunto, e fu operativo fino al 4 maggio 1945, inizialmente come dipendenza del campo di Sachsenhausen e poi trasformato nell’estate del 1940 in un campo di lavoro indipendente con più di 85 campi esterni annessi. Pochi mesi dopo l’inizio della guerra Neuengamme divenne un campo autonomo, dopo la visita da parte di Himmler nel gennaio del 1940 la produzione di mattoni per i progetti di edilizia sulla riva dell’Elba divenne l’attività principale del campo. Il progetto di ampliamento del campo prevedeva l’ampliamento della fabbrica, la costruzione di un raccordo ferroviario, un canale di collegamento alla Dove Elb (un affluente dell’Elba), l’ampliamento verso valle del fiume e un nuovo bacino portuale. Alla fine del 1940 i detenuti erano 2.900, vennero aperte le prime cave di argilla. A fine anno i morti registrati erano già 432.

Nel memoriale sono presenti gli elenchi con 20.400 nomi accertati di persone morte nel campo di concentramento e nei campi esterni. Secondo le stime le vittime complessive dovrebbero essere circa 26.800. Durante l’evacuazione vi furono numerosissime vittime, il numero stimato è di circa 17.000. Da queste cifre si può affermare che circa 42.900 persone non sopravvissero alla detenzione nel campo di Neuengamme. Anche diversi prigionieri Italiani hanno perso la vita in questo campo.

L’ingresso all’evento presso l’IIC è libero, previa prenotazione (v. iicamburgo.esteri.it) (Inform)

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