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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
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Gianni Farina (Pd) : “Marcinelle, la madre di tutte le tragedie sul lavoro”

MEMORIA

 

ROMA – “Marcinelle, un punto oscuro. Marcinelle, una tragedia italiana. Marcinelle, ‘la tragedia nostra’, così titolò il Corriere della Sera del 9 agosto 1956, l’articolo di commento del grande scrittore e giornalista veneto, Dino Buzzati, così la tengo nel mio cuore, attraverso quelle pennellate, indimenticabili prime pagine della ‘Domenica del Corriere’ che ancora conservo in qualche remoto cantuccio” . Così in una nota il deputato del Pd Gianni Farina, eletto nella ripartizione Europa, che nei giorni scorsi in Parlamento ho ricordato il sacrificio del lavoro italiano nel mondo e che prenderà parte a Charleroi alla celebrazione della tragedia del 1956. “La tragedia – ricorda Farina – è accaduta in Belgio, l’8 agosto 1956. Fra i sepolti c’erano centotrentasei lavoratori nostri. E allora, il Bois du Cazier, questo posto ai più sconosciuto, diventa Italia. E l’incendio del pozzo diventa la nostra angoscia”. Pensiamo allora a questi fratelli, centotrentasei tutti in fila. E dietro le 136 famiglie, padri, madri, mogli, figli, fratelli. 60 abruzzesi (il villaggio di Manoppello il più colpito), pugliesi (22), marchigiani, friulani, molisani, siciliani. E c’erano anche belgi, francesi, tedeschi, russi, ucraini, cecoslovacchi, greci, turchi, algerini. C’era anche un ingegnere inglese. 262 vittime di 12 nazionalità.

Noi, ogni anno, andiamo a Marcinelle non a celebrare un triste rito. Andiamo a ricordare la tragedia nostra, come scrisse Buzzati, sì, ma anche il sacrificio dei lavoratori per costruire la società del benessere. È stato il lavoro, sono stati i lavoratori, le locomotive del progresso e dell’industrializzazione diffusa. Il lavoro e i lavoratori non sono scomparsi solo perché non appaiono sui mass media, salvo per accadimenti dolorosi. Io credo che tutti insieme, politica ed istituzioni, dobbiamo ridisegnare la mappa degli attori dello sviluppo e della crescita di questo nuovo secolo. Marcinelle – continua Farina – è come la madre di tutte le tragedie sul lavoro. Vorrei che l’otto agosto i 262 rintocchi della campana di Sant’Antonio, lassù, a Marcinelle, si sentissero anche a Toronto, ove la comunità italiana ricorderà la tragedia, a Mattmark (Svizzera, 1965), a Monongah (Stati Uniti, 1907), a Dawson (Stati Uniti, 1913), e ovunque vive il ricordo del sacrificio, del lavoro italiano nel mondo. La memoria di chi ha riscattato ogni giorno il tricolore dando il meglio di sé. Ho ricordato, per l’occasione, – conclude Farina – una parte dei momenti più simbolici della storia italiana del secolo ventesimo. E quella ‘Domenica del Corriere’ a immortalarli con la leggendaria fantasia di un pennello. Sacrificio. Lavoro. Onestà. Coraggio. Patrimoni morali di un’umanità che ha costruito il futuro delle società in cui vivono o hanno vissuto. Volti di oggi in Europa e nel mondo. E volti di un altro secolo a cui va riconosciuto il conferimento che onori la loro memoria di chi ha ben operato per il bene dei suoi cari e della patria italiana”. (Inform)

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