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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Gerusalemme, allo Yad Vashem “La parola e le radici: Primo Levi a cento anni dalla nascita”

SHOAH

Il 27 gennaio ,Giorno della Memoria, un incontro con Stefano Bartezzaghi e Manuela Consonni organizzato da Ambasciata d’Italia in Israele e Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv

L’incontro sarà preceduto dalla cerimonia ufficiale italiana presso la Tenda della Rimembranza

TEL AVIV  – Dal 2005 la comunità internazionale ha ufficialmente scelto il 27 gennaio, giorno in cui ricorre l’anniversario della liberazione del campo di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa nel 1945, come data per commemorare tutte le vittime della Shoah.

In occasione del Giorno della Memoria 2019, l’Ambasciata d’Italia in Israele e l’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv organizzano – presso l’Auditorio dello Yad Vashem di Gerusalemme  domenica 27 gennaio , ore 15- un incontro dedicato a Primo Levi, scrittore, chimico e prigioniero proprio ad Auschwitz, riconosciuto universalmente come uno degli intellettuali italiani più influenti nella letteratura e nel pensiero del Novecento. L’incontro “La parola e le radici: Primo Levi a cento anni dalla nascita” (che si svolgerà  in italiano, con traduzione simultanea in ebraico ) sarà preceduto , alle ore 14.30 , dalla cerimonia ufficiale italiana presso la  Tenda della Rimembranza.

“La parola e le radici: Primo Levi a cento anni dalla nascita”: Stefano Bartezzaghi e Manuela Consonni ci guideranno nell’approfondimento di due importanti aspetti dell’opera di Levi, la parola e la memoria (intesa anche come ricerca delle radici), due degli strumenti di cui Primo Levi si serve per testimoniare l’inferno, per riattraversare con la sua scrittura quel filo spinato e raccontare quello che non si riesce nemmeno a immaginare.

Interventi:

Stefano Bartezzaghi – Levi, o della memoria dell’oltraggio.

Sogno, profumo, gioco, tavoletta, magazzino, malattia, sostegno: per Primo Levi – chimico, scrittore e giocatore con le parole – la memoria è tutto questo e altro ancora. Ma soprattutto la memoria per lui è un senso: una forma di comprensione e una condizione per parlare, fino ad arrivare a dire quel che dire non si può.

Stefano Bartezzaghi (Milano, 1962) è docente di Semiotica e di Teorie della Creatività e direttore del master di giornalismo alla Iulm di Milano. Saggista e giornalista, fra le sue pubblicazioni: Lezioni di enigmistica (2001), Incontri con la Sfinge (2004), L’orizzonte verticale (2007), Scrittori giocatori (2010), Dando buca a Godot. Giochi insonni di personaggi in cerca di autore (2012) tutte con Einaudi. Su Primo Levi ha pubblicato Una telefonata con Primo Levi (Einaudi, 2012). Su Primo Levi ha pubblicato Una telefonata con Primo Levi (Einaudi, 2012). Nel 2003 ha tenuto conferenze su Italo Calvino e su Primo Levi alle università di Città del Messico, Queretaro, Morelia e Merida e nel 2009 l’annuale “Lezione Levi” per il Centro Studi Internazionali Primo Levi di Torino.

Manuela Consonni – Primo Levi, Giobbe e la Ricerca delle Radici.

Un diagramma costituito da due punti legati insieme da quattro diverse traiettorie ellittiche apre La ricerca delle radici, il libro di Primo Levi uscito nel 1981. Esse riportano i libri che Levi pone alla base della sua formazione, i quattro itinerari di letture che sostanziano il percorso umano e intellettuale dello scrittore torinese. Il grafico è denso e complesso, non immediatamente decifrabile. Alla sua estremità si trovano due punti di partenza, o fine, intercambiabili, e metonimici: Giobbe e i Buchi Neri.

Manuela Consonni ricopre la cattedra Pela e Adam Starkopf in Studi sull’Olocausto al Dipartimento di storia ebraica e ebraismo contemporaneo, e all’Istituto di Storia dell’Università Ebraica di Gerusalemme, dove dirige anche il Dipartimento di Studi Romanzi e il Vidal Sassoon, il Centro internazionale di studi sull’antisemitismo. È autrice di Resistenza o Shoah: La memoria della deportazione e dello sterminio in Italia, 1945-1985 (Magnes Press, The Hebrew University of Jerusalem 2010, Hebrew) e L’eclisse dell’antifascismo. Resistenza, questione ebraica e cultura politica in Italia dal 1943 al 1989 (Laterza Editore 2015) per cui ha ricevuto il Premio Polonsky 2016 per l’originalità e la novità nelle discipline umanistiche. Tra i suoi articoli: “Primo Levi, Robert Antelme and the Body of the Muselman,” Partial Answers 7/2 (June 2009): 243-259; “The new grammar of the Otherness: Europe, the Shoah and the Jews”, Jewish History, 24, 2, 2010; “After the Camps: Semantic Shift and the Experience of Pain”’, 2012. (Inform)

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