direttore responsabile Goffredo Morgia
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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Germania. “Berlino, andata e ritorno”

ITALIANI NEL MONDO

Dal Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero

Milano, Londra, Grecia, Egitto, Berlino, Firenze, Torino e di nuovo Berlino. È lungo, e chissà se non si riempirà di una nuova tappa, in futuro, il percorso di Sara Proserpio, 34 anni, oggi graphic designer, ma in passato anche responsabile commerciale, addetta vendite, assistente fotografa, e fotografa. La sua storia ha un punto in comune con quella di tanti altri nostri connazionali, ma di cui poche volte si parla ovvero il «pentirsi» di essere tornati a vivere in Italia dopo essere stati a lungo all’estero, e sentirsi costretti a rifare nuovamente le valigie e partire. Per Sara la meta, come già in passato, è stata la capitale tedesca. «La prima volta nel 2008 – racconta –. A Berlino iniziai nella gastronomia, poi fui assuntacome responsabile commerciale di un’azienda tedesca. Parallelamente continuavo a cullare la mia passione per le immagini. In Italia, fino a poco tempo prima, ero stata sia assistente fotografa sia fotografa professionista per un’agenzia che, purtroppo, aveva chiuso e che mi aveva spinto a partire. Un giorno lessi che c’era la possibilità di frequentare una scuola di grafica a Firenze grazie a una borsa di studio. Provai a mandare una richiesta. Mi accettarono. A Berlino stavo bene, ma l’idea di tornare in Italia, peraltro in una città bella come Firenze, era irrinunciabile. Il mio datore di lavoro tedesco acconsentì a lasciarmi andare via. Dopo i due anni in Toscana, trovai lavoro come grafica a Torino. Peccato, però, che nonostante tante promesse e il piacere di fare ciò che avevo sempre sognato, non vidi mai l’ombra di un contratto a norma di legge, e tale da consentirmi di essere economicamente indipendente. E così, nel 2016, sono tornata a Berlino dove mi era stato congelato il sussidio di disoccupazione che mi spettava per avere lavorato in Germania prima di recarmi a Firenze.  Ho avuto circa un anno per cercare un nuovo impiego, e seguire corsi di aggiornamento. Ora ho un contratto con un’agenzia di comunicazione tedesca e diverse collaborazioni».

Il pallino per l’estero c’è sempre stato. «Ho studiato lingue al liceo, e l’ho fatto discretamente. Grazie al mio buon livello di inglese e tedesco, ho cercato subito di girare il mondo, e puntare sul learning by doing, cioè imparare facendo. In Grecia, Inghilterra ed Egitto ero stata assistente turistica. La passione per la fotografia nacque subito dopo, grazie ad una scuola di reportage in Italia. All’epoca non pensavo che sarei tornata a vivere all’estero. E, invece, eccomi già al secondo tentativo». Dove ti vedi tra 20 anni?

«In un casale di un piccolo borgo umbro. Lavorando da casa come freelance per clienti internazionali, mentre dalla finestra vedo crescere l’orto. L’Italia ha particolarità che non si trovano da nessuna parte del mondo. Ciò che le nuoce è il contesto sociale e istituzionale. Se si riuscisse a superarlo, allora sarebbe bello sognare il ritorno». (Andrea D’Addio – Messaggero di sant’Antonio, gennaio 2018 /Inform)

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