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Francesca La Marca: pieno di voti a Toronto

CIRCOSCRIZIONE ESTERO
Dal Corriere Canadese online del 13.3.2013
Francesca La Marca: pieno di voti a Toronto

Per La Marca e Nissoli decisivi i voti canadesi. La deputata Pd vince a Toronto e Vancouver
TORONTO – È stato il Canada a mandare in parlamento Francesca La Marca e Fucsia Nissoli. Consultando le preferenze raccolte da tutti i candidati nei vari consolati della ripartizione Centro e Nord America alle ultime elezioni politiche si nota infatti che entrambe le candidate elette a Montecitorio hanno raccolto nel nostro Paese il maggior numero dei voti che sono serviti per entrare nella Camera bassa italiana. Diverso il discorso per il Senato, dove il democratico Renato Turano ha raccolto sì la maggior parte dei voti in Canada, ma sempre restando dietro al recordman di presenza Basilio Giordano, abbattuto però dalla debacle del Pdl in Nord America e nelle altri ripartizioni estere. Tornando ai dati, alla Camera la più votata in Canada è stata Francesca La Marca, che qui ha raccolto 5298 degli 8472 voti che l’hanno spedita, nella sorpresa generale, a Montecitorio. 
Dietro di lei, Rapanà (4371 voti), Berardi (4278) e l’altra eletta Fucsia Nissoli con 3334 preferenze. Molto staccato il grande sconfitto del Pd Gianluca Galletto, giunto ottavo tra le preferenze. Il capolista democratico ha infatti raccolto in tutto il Paese della foglia d’acero appena 2346 voti. Quasi tremila voti in meno della professoressa torontina. Voti decisivi visto che alla fine il capolista è stato sconfitto per 2400 voti nell’intera ripartizione elettorale. 
Cassaforte di voti per la La Marca è stata la nativa Toronto, da sempre territorio del deputato uscente del Pd Gino Bucchino. Qui La Marca ha raccolto 3058 voti, staccando di molto i pidiellini Paolo Canciani e Amato Berardi, rispettivamente a 2251 e 2122 voti, e l’altra eletta Fucsia Nissoli (1728). Male a Toronto il capolista del Pd Galletto (1198 voti) superato anche da Rapanà (1288). La Marca ha vinto anche a Vancouver, sfruttando l’alleanza col candidato al Senato del Pd Di Trolio, raccogliendo 1046 preferenze, davanti all’ottimo Marco Piana e a Galletto. 
A Montréal ha invece vinto l’altro grande sconfitto delle elezioni, Giovanni Rapanà. In casa sua l’imprenditore di origine pugliese, ha raccolto 2594 preferenze, superando Berardi (1837), l’ex consigliere comunale di Montréal Zambito (1659) e Fucsia Nissoli (1112). Dietro di loro ancora La Marca, che con 1061 ha staccato ulteriormente Galletto (550). Meno decisiva Ottawa dove Rapanà ha raccolto 164 voti, La Marca 133 e Nissoli 110. 
Se il Canada si conferma quindi granaio elettorale del Pd in Nord America con l’elezione dell’ex professoressa torontina e la buona prestazione di Marco Piana (1865 voti), a sorpresa si scopre decisivo anche per l’elezione dell’“americana” Fucsia Nissoli. La responsabile del Maie in New England ha infatti raccolto la maggior parte dei voti in Canada, dove è finita quarta in assoluto con 3334 voti, superando di circa 1600 voti il proprio capolista Augusto Sorriso. Numeri decisivi per battere l’ex sindaco di Siracusa che negli Stati Uniti è arrivato secondo dietro Berardi con 3296. Troppo pochi per recuperare il distacco, visto che la Nissoli ha perso “solo” 700 voti circa, per poi arrivare seconda in Messico con 173 voti, dietro a Piana e davanti a La Marca. 
Diverso il quadro al Senato dove Turano, come detto, è giunto dietro a Giordano sia in Canada che negli Stati Uniti, ma ha vinto per i maggiori voti della lista Pd. In Canada comunque il neo senatore di Chicago ha raccolto 5085 voti (su 9795 in totale) contro i 5365 del senatore uscente (su 10177). Turano ha vinto a Ottawa (182 voti) e poi è arrivato secondo a Toronto (2549 voti contro i 2746 di Giordano), Montréal (1938 contro 2245) e a Vancouver (416) dove ha stravinto l’altro democratico Di Trolio con 1453 preferenze. Al Senato da sottolineare l’exploit del pentastellato Simone Lolli, che in Messico è terzo dietro Arcobelli e Di Trolio, e i 3409 voti raccolti dal torontino Tony Porretta, che ha ottenuto 1995 preferenze a Toronto e 1123 a Montréal. Un dato è certo, nella sorpresa generale per i nomi degli eletti resta la certezza che il Canada, e Toronto in particolare, restano decisivi nei destini di ogni elezione della ripartizione nordamericana. (Leonardo N. Molinelli -Corriere Canadese online del 13 marzo 2013 /Inform)
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