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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Festival delle Spartenze, a Paludi (CS) musica e dibattiti per raccontare l’emigrazione in chiave positiva e valorizzare i borghi abbandonati

MIGRAZIONI

Calabria e Sud Italia, terre di spopolamento. Meno 5 milioni di abitanti nei prossimi 50 anni

Tra gli ospiti l’antropologo Vito Teti e i musicisti Peppe Voltarelli e Otello Profazio

PALUDI (Cosenza) – Si chiama Festival delle Spartenze, si legge Festival della condivisione. E’ la promessa dell’Associazione Assud che, con la terza edizione dell’iniziativa culturale in programma dal 2 al 5 agosto nei comuni di Paludi, Cropalati e Rossano, in provincia di Cosenza, pone in chiave positiva e propositiva l’attenzione sul tema delle migrazioni. La cultura è il filo conduttore, l’ago che ricuce i rapporti tra passato e presente, che riporta vita nei borghi abbandonati, che crea sinergie tra gli emigranti di ieri e di oggi, tra coloro che sono partiti verso paesi e culture diverse e coloro che sono rimasti. Due i linguaggi utilizzati nell’ambito del Festival per raccontare l’italianità dispersa. Il primo, la musica, protagonista sia nello spettacolo musicale letterario di Cataldo Perri, il medico musicista calabrese che ha raccontato l’emigrazione proponendo alla comunità di Cropalati le vibrazioni della sua chitarra battente, che nella seconda serata nel borgo di Paludi con il concerto a mani doppie di Peppe Voltarelli e Otello Profazio, due artisti “cantastorie”, entrambi calabresi, ricercatori eterodossi della contemporaneità popolare che documentano (rivisitando) la realtà del Sud, mescolando dialetto, realtà e leggende a tematiche scomode e inaccessibili, omaggio alla cultura popolare.

Il secondo linguaggio utilizzato è quello delle parole e delle idee, con dibattiti e confronto tra ricercatori calabresi ormai radicati in università lontane dalla propria terra, italiane e estere che per il Festival delle Spartenze sono stati coinvolti nel “I raduno dei ricercatori calabresi nel mondo”. Ma anche confronto tra istituzioni e studiosi che, con le loro testimonianze, hanno sottolineato la necessità di restituire ai borghi abbandonati ciò che hanno perso con l’emigrazione e l’opportunità di valorizzare chi ha deciso di investire nella propria terra ed è restato, in uno scenario che, secondo le ultime stime Svimez, nei prossimi 50 anni perderà 5 milioni di abitanti solo al Sud Italia. Vito Teti, antropologo e docente all’Università della Calabria, personalità a cui l’associazione Assud e il direttore del Festival Giuseppe Sommario, hanno premiato con il Premio Spartenze 2018, ha commentato: “Le “spartenze” devono essere viste non solo come una negatività, ma come un’occasione di riconciliazione tra mondi che si sono separati per fenomeni emigratori, e che possono essere recuperati, almeno a livello antropologico, con le nuove generazioni creando una continuità tra il prima e il dopo, per un nuovo senso di appartenenza contestualizzato nell’oggi”. Presenti alle due serate, tra gli altri, Giuseppe Satriano, arcivescovo di Rossano-Cariati, Giuseppe Giudiceandrea, consigliere Regione Calabria, la ricercatrice calabrese della University College of London Maria Maiarù.  (Inform)

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